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Gentile: «Spariti i fondi per la depurazione»

COSENZA «Dopo anni di prenotazione e programmazione di risorse nazionali e comunitarie mai utilizzate i numeri del disastro dei sistemi depurativi in Calabria sono sempre più drammatici. I dati del…

Pubblicato il: 01/08/2016 – 11:11
Gentile: «Spariti i fondi per la depurazione»

COSENZA «Dopo anni di prenotazione e programmazione di risorse nazionali e comunitarie mai utilizzate i numeri del disastro dei sistemi depurativi in Calabria sono sempre più drammatici. I dati del Ministero dell’Ambiente, tratti dall’audizione del Ministro Galletti alla competente Commissione della Camera dei Deputati, parlano da soli: la Calabria è interessata da 13 procedure d’infrazione che riguardano agglomerati con una popolazione superiore ai 15.000 abitanti, e ben 128 agglomerati con una popolazione superiore ai 2.000 abitanti». Lo dice il sottosegretario allo Sviluppo economico Antonio Gentile. 

«Le procedure – spiega Gentile – sono tutte già notificate allo Stato italiano e sono in buona parte destinate a tradursi in sanzioni finanziarie comminate dalla Corte di Giustizia Europea. Sanzioni che, per effetto del diritto di rivalsa, inserito nella legge di stabilità 2016, ricadranno pari pari sullo striminzito bilancio della regione e delle amministrazioni locali». Un rischio pesantissimo per le casse pubbliche. Un j’accuse per la politica e la burocrazia. Perché, scrive ancora Gentile, «percorrere a ritroso la storia di queste drammatiche vicende, che si ripercuotono pesantemente su una economia regionale che dovrebbe fondarsi sul turismo costiero, mette in luce una lunga sequenza di inadempienze e incapacità, politiche e amministrative». 
Una tragedia che «viene da lontano». E che Gentile prova a ricapitolare: «La delibera Cipe numero 60 dell’aprile 2012 aveva assegnato alla Calabria 217 milioni di euro per interventi che avrebbero interessato 32 agglomerati depurativi in procedura d’infrazione. Parte di queste risorse – circa 57 milioni – veniva a suo tempo garantito dagli amministratori regionali come derivante dall’applicazione di procedure di project financing. Si immaginava – cioè – che gli investitori privati avrebbero reso disponibili fondi propri per anticipare i costi di realizzazione degli impianti. Ovviamente, niente di tutto questo è accaduto, e non si ha più traccia nemmeno dei 159 milioni di fondi pubblici assicurati per il co-finanziamento. Nel frattempo per tutti i 32 casi osservati dalla Commissione è intervenuta una sentenza di condanna. A breve saranno quantificate le sanzioni, particolarmente onerose».
I fondi privati latitano, quelli pubblici sarebbero scomparsi, il mare continua a essere sporco. E, «mentre l’ambiente degrada, si smarrisce l’ennesima opportunità di sviluppo in Calabria».

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