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Cozzolino: «Infrastrutture precondizione per lo sviluppo»

REGGIO CALABRIA «Lo sviluppo del porto di Gioia Tauro può rappresentare una svolta non solo per la Calabria, ma per l’intero Paese». Nulla che non sia stato già detto e ridetto in tanti dibattiti su…

Pubblicato il: 09/09/2016 – 6:08
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REGGIO CALABRIA «Lo sviluppo del porto di Gioia Tauro può rappresentare una svolta non solo per la Calabria, ma per l’intero Paese». Nulla che non sia stato già detto e ridetto in tanti dibattiti su infrastrutture, trasporti e Mezzogiorno. Non a caso, l’eurodeputato Andrea Cozzolino, alla sua affermazione, ha fatto seguire un altro ragionamento: «È necessario che le idee e le intenzioni escano fuori dal dibattito “astratto” e si tramutino in azioni e documenti, sostenuti da cittadini: occorre una piattaforma sulla quale costruire una vera iniziativa politica, spinta dalla comunità, dalle forze imprenditoriali, dai sindacati e dalle amministrazioni comunali». In altre parole, «bisogna costituire un movimento di interesse – ha detto Cozzolino – verso le opere necessarie per questo territorio». Non solo: «La Commissione europea è pronta a rispondere sulla Zes. Purtroppo, mai nessuno ha mai prodotto una carta sulla Zona speciale. La Regione deve fare l’ultimo passo nei confronti della commissione Europa, in relazione a questa proposta, che anche il governo sosterrà».
L’esponente democrat a Bruxelles è stato l’ospite di punta della seconda giornata della Festa dell’Unità del Partito democratico, organizzata a Reggio Calabria. Il forfait del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Marco Minniti, ha lasciato ieri campo libero fino a tarda serata all’iniziativa “La Calabria in movimento: mobilità, trasporti e sviluppo”. Al dibattito, moderato dal giornalista Consolato Minniti, hanno preso parte, oltre al parlamentare europeo, anche il dirigente del Pd Demetrio Naccari Carlizzi, i consiglieri regionali Giuseppe Aieta e Carlo Guccione, l’assessore regionale Francesco Russo e i deputati Nico Stumpo e Sebastiano Barbanti.
Quello delle infrastrutture e dei trasporti «è un tema decisivo per la Calabria, la precondizione affinché avvenga la crescita», ha spiegato Cozzolino, che ha subito messo tutti in guardia sulla spesa delle risorse comunitarie: «In passato i fondi europei non sono stati spesi da diverse regioni al Sud. La Calabria avrà 800 milioni ogni anno, per i prossimi quattro anni. È una occasione – ha spiegato l’eurodeputato – che questa regione non può lasciarsi sfuggire».
Dichiarazioni che arrivano a poche ore dal commento del commissario Ue alla Politiche regionali Corina Cretu, la quale aveva espresso perplessità sul fiume di denaro giunto in regioni come Calabria, Sicilia e Campania e mai tradotto in crescita.
«Lunedì prossimo, presumibilmente, sarà pubblicata la proposta definitiva del piano regionale dei trasporti», ha annunciato l’assessore al Sistema della logistica Russo, che durante il suo intervento si è a lungo soffermato sulle scelte compiute nel Piano: «La Calabria è in realtà una grande isola, una regione inaccessibile anche al suo interno. Il Piano regionale dei trasporti – ha spiegato Russo – punta a colmare il gap con le altre realtà del Paese ed europee e alla sostenibilità ambientale ed economica».
In relazione allo scalo portuale di Gioia Tauro, l’assessore ha parlato del bisogno di rafforzare il transhipment, aprendo al mercato internazionale e con l’individuazione di un secondo operatore, ma allo stesso tempo ha evidenziato la necessità di diversificare l’attività del porto.
I porti e la dotazione turistica, la strada statale 106, le Smart City e anche l’alta velocità: «Facciamo uno studio di fattibilità e verifichiamo quali sono le condizioni. Realizzare l’alta velocità significherebbe collegare 7 milioni di persone al sistema europeo», ha spiegato Russo.
Tanti i temi affrontati, quindi, compreso quello degli aeroporti calabresi. Secondo il deputato Pd Stumpo, «è impensabile che le infrastrutture non siano collegate fra loro». Per il parlamentare, anche sugli scali aeroportuali «bisogna ragionare su un’idea di sviluppo complessiva». Su questa e altre questioni «le regioni del Sud devono operare coese e formare un coordinamento, abbandonando l’approssimazione del passato e i campanilismi», è stata la proposta lanciata da Stumpo.
Controcorrente l’altro deputato Pd Barbanti che ha dato un’altra lettura in chiave aeroporti: «Il problema non è quello di costruire un aeroporto per ogni provincia. Se quelli di Reggio e Crotone sono in profonda crisi e Lamezia è in difficoltà – ha sottolineato il parlamentare ex cinquestelle – vuol dire che non abbiamo l’utenza. La vera sfida è raggiungere l’aeroporto in un tempo congruo». Nel suo intervento Barbanti si è concentrato sull’opportunità rappresentata dalle tecnologie applicate ai trasporti, o meglio i sistemi di trasporto intelligenti.
Il dirigente Pd ed ex assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti nella giunta Loiero-bis, Naccari ha costruito un’analisi critica invece sul divario infrastrutturale tra nord e sud e sui provvedimenti adottati dal governo. In particolare, Naccari ha definito «penalizzante» per il trasporto pubblico locale il decreto di attuazione della legge Madia, in quanto «si basa su velocità commerciale, aumento dei ricavi tariffari e vetustà del parco auto, senza tenere conto del contesto urbanistico delle città del sud».

IL PD E IL GOVERNO OLIVERIO. Le questioni di partito e i giudizi sul governo regionale targato Oliverio hanno tenuto banco nella battute iniziali del dibattito. E’ stato il consigliere regionale Guccione a lanciare il primo sassolino nello stagno: «Noi ci siamo candidati per invertire la tendenza. Non possiamo continuare a fare annunci dopo due anni di governo. Dobbiamo incidere col bisturi sugli interessi che condizionano questa regione. Sui trasporti ci giochiamo una partita fondamentale».
Non si è fatta attendere la “difesa” dell’altro esponente di palazzo Campanella del Pd, Aieta, che ha elogiato il lavoro di Oliverio sulla programmazione delle risorse comunitarie e sulle azioni politiche compiute, a partire «dalla coraggiosa rotazione del 50% dei dirigenti alla Regione». Secondo Aieta, il governatore sta mettendo in atto «un coraggioso e lento cambiamento che va sostenuto», perché «se perde, perderà la Calabria e la sinistra non avrà più alibi».
Nel discorso, qualche minuto più tardi, si è inserito Stumpo che con una nota di amarezza ha affermato: «Il nostro partito sembra un campo bombardato, non c’è un posto dove ci si senta in casa propria. Il partito dovrebbe essere come una infrastruttura che collega le cinque federazioni. È difficile che il cittadino guardi a noi, quando noi stessi non siamo in grado di risolvere i nostri problemi interni».

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