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Gioia Tauro, Scopelliti attacca Oliverio: con lui è tornato il deserto

REGGIO CALABRIA A Gioia Tauro Oliverio ha sbagliato tutto. Parola dell’ex governatore Peppe Scopelliti che – durante un convegno organizzato da Azione nazionale a Napoli per dire No al referendum c…

Pubblicato il: 15/10/2016 – 11:54
Gioia Tauro, Scopelliti attacca Oliverio: con lui è tornato il deserto

REGGIO CALABRIA A Gioia Tauro Oliverio ha sbagliato tutto. Parola dell’ex governatore Peppe Scopelliti che – durante un convegno organizzato da Azione nazionale a Napoli per dire No al referendum costituzionale – ha attaccato duramente le politiche dell’attuale giunta regionale pur senza mai nominare il suo successore. «Ero presidente di Regione – ha spiegato Scopelliti – quando approvammo la Zes per Gioia Tauro. Era uno strumento straordinario per quell’area e per il primo porto del Mediterraneo: stiamo ancora aspettando».
L’ex governatore ricorda che la proposta per la Zona economica speciale è stata poi riformulata dalla nuova giunta, ma il risultato è che «tutto rimane fermo», con l’aggravante che adesso al porto «ci sono 400 esuberi e la Medcenter ha deciso di andare via». Insomma, nella Piana «ritornerà il deserto».
scopelliti(I relatori del convegno organizzato da An)

«INCAPACI» Nell’attribuire responsabilità, Scopelliti rimane sul generico, anche se sono abbastanza chiari i suoi riferimenti alla giunta regionale che guida la Calabria ormai da due anni. «Al Mezzogiorno – ha sottolineato ancora – serve una classe dirigente capace di offrire risposte in un momento tragico e drammatico. Non serve più quella politica demagogica e parolaia che Renzi incarna perfettamente».
Ma il cuore dell’intervento di Scopelliti è tutto dedicato al prossimo referendum del 4 dicembre. Per l’ex governatore, dimissionario dopo la condanna a sei anni di carcere rimediata nell’ambito del processo Fallara, la riforma approntata dal governo Berlusconi «aveva dei punti di vantaggio rispetto a quella di Renzi». Nell’attuale modifica, inoltre, esisterebbe una palese contraddizione, «perché da una parte governo e Parlamento hanno deciso di svuotare le Regioni delle loro funzioni, dall’altra vengono legittimate quando si decide di farle entrare nel nuovo Senato».
Al convegno, organizzato da An e intitolato “Un No per il Sud e per la sovranità popolare”, erano presenti il coordinatore nazionale e consigliere regionale calabrese Fausto Orsomarso, l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, l’ex ministro Mara Carfagna, Raffaele Fitto (Conservatori e riformisti), Giancarlo Giorgetti (Lega Nord) e l’ex governatore della Campania Stefano Caldoro. Quest’ultimo è stato definito da Scopelliti come «l’ultimo sopravvissuto» rispetto a una stagione in cui «il 60-70%» dei presidenti di Regione sono stati “fatti fuori” con una «mossa studiata». Tra loro, secondo questa ricostruzione, ci sarebbe lo stesso Scopelliti. Che ha una convinzione: è stata messa in atto una «campagna di diffamazione e denigrazione costante», facendo leva sulle varie rimborsopoli e sulle presunte incapacità delle Regioni di spendere le ingenti risorse pubbliche e comunitarie di cui dispongono.

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it

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