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Catanzaro attende di ritornare una città pulita

Chissà se il sindaco di Catanzaro condividerà che è urgente eliminare le disfunzioni che ruotano attorno alla raccolta differenziata dei rifiuti? I catanzaresi se lo augurano e sperano che una dell…

Pubblicato il: 24/10/2016 – 8:15

Chissà se il sindaco di Catanzaro condividerà che è urgente eliminare le disfunzioni che ruotano attorno alla raccolta differenziata dei rifiuti? I catanzaresi se lo augurano e sperano che una delle sue prossime presenze sui quotidiani riguardi l’impegno dell’amministrazione di restituire loro la piena funzionalità della città. Comprendiamo che per orgoglio personale si possa dar fiato alle trombe comunicando, come è avvenuto qualche giorno fa, i dati dei risultati raggiunti e i giornali gli hanno fatto bordone titolando a tutta pagina “Vola la differenziata, sfondato il tetto del 60%”. Da ciò, e non solo, si coglie anche le necessità di una campagna elettorale che di fatto è stata già avviata, sicché tutto fa brodo. Ma solo poche settimane prima avevamo appreso del raggiungimento di percentuali esaltanti che lasciavano ben sperare nella riuscita del progetto. Insomma la “differenziata” come la copertura delle buche per le strade è servita anche a polarizzare l’interesse su certi temi.
Ribadiamo comunque che non è la raccolta differenziata in quanto tale che possa disturbare, ciò che si vorrebbe è che da Palazzo De Nobili si rendessero conto del malessere che serpeggia nella cittadinanza per la mancanza di controlli e ponessero un argine all’anarchia esistente nel conferimento dei rifiuti che, stante le dimensioni, è legittimo pensare coinvolga buona parte dell’utenza.
A giudicare dall’enfasi dei comunicati stampa, c’è da ritenere infatti che nessuno si è ancora reso conto della dissolutezza con cui si gestisce la raccolta dell’indifferenziata in città o, comunque, in buona parte di essa. E ciò è da attribuire alle pesanti responsabilità nell’aver consentito la sistemazione dei cassonetti sui marciapiedi. Il proliferare indiscriminato di proprie “isole ecologiche” ha fatto sì che Catanzaro assumesse le sembianze non già di una città ordinata e pulita, ma di una grande, maleodorante, pattumiera. Presupposto per qualcuno per non rispettare le regole dettate dal servizio di raccolta (esposizione delle attrezzature all’esterno del condominio entro le ore 6,00 a partire dalle ore 21,00 del giorno precedente), concedendo di fatto la possibilità di disfarsi dei rifiuti in qualsiasi momento depositandoli nei cestelli posti sul suolo pubblico deputato al passaggio dei pedoni. Ma c’è dell’altro, c’è che con noncuranza si depositano rifiuti rifilandoli nei comodissimi cassonetti che s’incontrano lungo il cammino magari quando ci si reca al lavoro.
Ecco perché ci sembra, a dir poco, singolare che si possano diramare comunicati stampa per dire, in maniera velatamente tronfia, che “la sola frazione organica è cresciuta di ben 24 volte rispetto al dato iniziale, passando dalle 32 tonnellate dello scorso mese di dicembre alle 795 di settembre”. Che dire? Se non girare la domanda per le stanze del Municipio per sapere se qualcuno si sia chiesto quale prezzo stanno pagando i cittadini quanto a decoro della città?
Si è pensato, per esempio, di dare disposizioni al Comando del Vigili Urbani per mettere sotto controllo il territorio ed eliminare tanta indecenza colpendo in modo inflessibile chi trasgredisce? Ci si è chiesto come intervenire per identificare quanti usano i marciapiedi per collocare i cesti della raccolta?
Certo, caro sindaco, che ai catanzaresi interessa sapere che da dicembre 2017 si abbasseranno – come lei ha detto – considerevolmente le aliquote per i rifiuti, ma ci creda, stante la precarietà della città, la risposta più saggia che avrebbe potuto dare è quanto si dovrà attendere per ritornare a vivere in una città pulita, con il verde curato, senza erbacce ai bordi delle strade, senza sacchetti stracolmi di carta e di plastica; senza cassette di polistirolo che puzzano ancora di pesce o quelle che contenevano frutta e ortaggi accatastate negli angoli; senza le pile di cartone davanti ai negozi. E, perché nò? Senza i puzzolenti cassonetti lasciati anche davanti al cancello d’ingresso di una scuola elementare e materna di Via De Gasperi oppure l’inqualificabile opera realizzata all’imbocco della scalinata di Via Maestri del Lavoro nella quale sono stati inseriti diecine di cassonetti di pertinenza di un condominio limitrofo.

*giornalista

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