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Per l’opinione pubblica la giunta Oliverio è già finita

Decisamente “sfortunate” le scelte del governatore Oliverio, per quanto riguarda i suoi più stretti collaboratori, ovvero delle figure apicali di sottogoverno, scelte senza’altro sotto sua diretta …

Pubblicato il: 02/11/2016 – 14:18

Decisamente “sfortunate” le scelte del governatore Oliverio, per quanto riguarda i suoi più stretti collaboratori, ovvero delle figure apicali di sottogoverno, scelte senza’altro sotto sua diretta responsabilità politica. La vicenda riguardante l’assessora Roccisano risulta essere l’ultima di una lunga serie di questioni che, ad usare un eufemismo, generano sconcerto .
Alla luce dei fatti si condensano scenari ben differenti rispetto agli impegni di rivoltare la Calabria come un calzino. Di fatto siamo nella perfetta continuità con la storia recente e passata della nostra Regione per come appare in maniera nitida dagli avvenimenti delle ultime settimane. Oggi comprendiamo meglio le logiche “politiche” che lo portarono a defenestrare, preventivamente, la Sinistra dal suo governo appena poche settimane dopo la condivisa vittoria elettorale di due anni orsono.
Basterebbe ricordare le vicissitudini della prima giunta, che magistratura a parte, trova adeguata conferma nella pressoché totale inattività della seconda per comprendere che in discussione non è un singolo assessore od episodio, bensì un metodo di governo.
A partire dal trasversalismo istituzionale, senza apparenti necessità numeriche, che ad inizio di legislatura portò all’elezione del vicepresidente del consiglio regionale in pieno stile Partito della Nazione.
In queste ultime giornate c’è un fuoco di fila che annienta qualsiasi credibilità politica residua: dai fondi all’agricoltura alle nomine Asp, alla burla del Piano trasporti ad un Piano rifiuti osteggiato da tutte le associazioni ambientaliste, passando per i silenzi sul referendum sulle trivelle al contrappasso della incredibile loquacità sul referendum di dicembre con annessa telenovela sulla sanità.
La figuraccia rimediata sui fondi destinati alla popolazione calabrese più fragile chiude un cerchio di incompetenze generali che richiedono un atto di responsabilità politico chiaro e forte: l’ammissione che la strada perseguita fin qui ha condotto la Calabria ad un vicolo cieco e senza uscita.
Nei fatti e nell’opinione pubblica generale questa esperienza di governo è già finita.
Non resta che prenderne atto e consentire ai calabresi di poter scegliere direttamente il proprio futuro.

*Coordinatore regionale Comitato promotore Sinistra Italiana

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