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La Regione "dimentica" il processo al clan di Cutro

CATANZARO C’era un grande assente lo scorso venerdì nel tribunale di Catanzaro durante la lettura della sentenza di abbreviato su “Kyterion”: la Regione Calabria. Il processo contro la potente cosc…

Pubblicato il: 07/11/2016 – 23:08
La Regione "dimentica" il processo al clan di Cutro

CATANZARO C’era un grande assente lo scorso venerdì nel tribunale di Catanzaro durante la lettura della sentenza di abbreviato su “Kyterion”: la Regione Calabria. Il processo contro la potente cosca di Cutro si è concluso con condanne pesanti, soprattutto per i tre esponenti di vertice del clan, accusati di essere coinvolti, tra l’altro, nell’omicidio del boss rivale Antonio Dragone. Il boss Nicolino Grande Aracri è stato condannato a 30 anni, 24 anni sono stati comminati a suo fratello Ernesto e 24 ad Angelo Greco, capo società di San Mauro Marchesato. Per il resto le pene – arrivate a valle dell’inchiesta condotta dai pm Domenico Guarascio e Vincenzo Capomolla – hanno totalizzato quasi 200 anni di carcere.
Il gup ha inoltre stabilito che venga liquidata all’associazione antimafia “Libera”, costituita parte civile, una provvisionale di 25mila euro più le spese legali.
 A questo punto ci si aspettava che in aula, durante la lettura della sentenza, il gup facesse il nome di un’altra parte civile, che si era costituita con grande clamore e titoli su ogni testata: la Regione. Ma l’ente non ha ricevuto nessun risarcimento, nonostante proprio la Calabria sia la più grande vittima della cruenta mano della criminalità. Di un clan che ha una articolazione autonoma nella provincia di Catanzaro «con collegamenti e vincoli con altri gruppi autonomamente operanti nel territorio di Crotone, in Emilia Romagna e altri luoghi del nord Italia e diretta influenza, anche decisionale, sulle locali e/o ‘ndrine di ‘ndrangheta operanti nell’area geografica compresa tra Vibo Valentia e Crotone, fino alla provincia di Cosenza, attraverso la fascia ionica della provincia di Catanzaro».

Estorsioni, usura, omicidio, tra le accuse contestate. Minata è stata l’imprenditoria sana, ma anche il territorio se si pensa, per esempio, al business degli impianti eolici.
Ma gli avvocati che hanno rappresentato la Regione non hanno presentato le conclusioni nel corso dell’ultima udienza. E per tale motivo l’amministrazione è stata automaticamente ignorata nella liquidazione del risarcimento danni. 
Un’assenza grave, un silenzio importante. Tanto più che anche nel corso delle udienze a Crotone e a Catanzaro pare che i legali che dovrebbero rappresentare l’intera Calabria siano quasi sempre assenti.

ale. tru.

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