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Funerali del boss a Platì, pugno duro del vescovo

Non solo il secco no alle offerte economiche che arrivano da aziende in odore di ‘ndrangheta imposto al parroco di Bovalino, ma anche lo scioglimento del consiglio pastorale di un’altra parrocchia,…

Pubblicato il: 10/11/2016 – 14:44
Funerali del boss a Platì, pugno duro del vescovo

Non solo il secco no alle offerte economiche che arrivano da aziende in odore di ‘ndrangheta imposto al parroco di Bovalino, ma anche lo scioglimento del consiglio pastorale di un’altra parrocchia, quella di Santa Maria di Loreto a Platì, finita di recente nella bufera mediatica per le critiche al divieto di funerali pubblici al boss Giuseppe Barbaro. Sono nette le decisioni adottate dal vescovo della diocesi di Locri-Gerace, monsignor Francesco Oliva, che, in una lettera di cui riporta i contenuti il quotidiano Avvenire, si dice «colpito dal fatto che nei momenti più delicati restiamo soli e non abbiamo la collaborazione necessaria di cui avremmo bisogno. C’è come un deserto attorno a noi». Il vescovo scrive a padre Gianfranco, padre Giuseppe e padre Daniel, ovvero i tre sacerdoti che guidano la parrocchia da cui erano partite le critiche rivolte anche all’indirizzo dei vescovi, definendo «a dir poco sconvolgente» il verbale del consiglio pastorale parrocchiale. Una posizione, quella assunta dalla parrocchia di Platì, «che denota – scrive il vescovo – uno scarso senso ecclesiale», e che viene giudicata offensiva «nei confronti del magistero dei vescovi, di cui si nega il ruolo nel discernimento pastorale e nell’annuncio del Vangelo». Quel verbale, pubblicato su un sito web, nasceva da una riunione, scrive il presule, «tenuta in assenza del parroco, cosa assurda per un organismo consultivo che viene convocato sempre su argomenti da lui stesso proposti». Invece nel documento si criticava, con parole «decisamente inopportune» secondo Avvenire, la presa di posizione della Conferenza episcopale calabrese sulla vicenda dei funerali. «Un tono di rivendicazione fuori luogo e non consono all’indole di un consiglio pastorale».
Oliva scrive ai tre sacerdoti: «Non so se ne siete al corrente e se avete letto quanto in esso scritto. Non penso minimamente che ne condividiate il contenuto. Vi chiedo, però, di provvedere al suo rinnovo, dal momento che l’attuale è da tempo scaduto». E con l’occasione il vescovo chiede che «si faccia un percorso di formazione di almeno un anno, spiegando bene il senso della partecipazione e corresponsabilità ecclesiale», e «si intraprendano iniziative concrete per presentare alla comunità il documento dei Vescovi calabresi “La ‘ndrangheta è l’antivangelo”, in modo che, sulla scia di Papa Francesco, si possa cogliere il ruolo nefasto di questa associazione criminale per lo sviluppo della nostra terra».

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