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I servizi della sanità territoriale a rischio stop

CATANZARO «Le strutture sanitarie territoriali rappresentate da Uneba, Anaste, Aiop, Aris e Agidae protestano nei confronti della Regione, chiedendo un incontro urgente sui tetti di spesa del 2016»…

Pubblicato il: 10/11/2016 – 16:43
I servizi della sanità territoriale a rischio stop

CATANZARO «Le strutture sanitarie territoriali rappresentate da Uneba, Anaste, Aiop, Aris e Agidae protestano nei confronti della Regione, chiedendo un incontro urgente sui tetti di spesa del 2016». È quanto si afferma in un comunicato diffuso dalla segreteria della federazione Uneba della Calabria. «Tutti gli erogatori operanti nel settore dell’assistenza territoriale – prosegue la nota – stanno ricevendo, da parte delle Aziende sanitarie, lettere di “richiamo” ai contratti sottoscritti e ai budget fissati per l’anno 2016, con la precisazione che eventuali fatturazioni eccedenti il detto budget, non verranno pagate con contestuale richiesta di emissione di note di credito. Le associazioni fanno presente, in una lettera indirizzata ai Commissari e alla Regione che il Dca numero 26/2016 imponeva alle Asp di evidenziare eventuali criticità entro il 30 giugno scorso sia al dipartimento che alla struttura commissariale, rispetto al reale fabbisogno, chiedendo l’integrazione dei budget assegnati. Il dirigente generale del dipartimento Tutela della Salute, con propria nota del 5 agosto 2016, ha richiamato le Asp al rispetto del Dca 76, invitandole a segnalare eventuali discrasie rispetto ai bisogni della popolazione, con le proposte degli opportuni correttivi ai tetti di spesa di ogni singolo erogatore».
«Le associazioni chiedono espressamente di sapere – prosegue la nota di Uneba Calabria – se e quali Asp abbiano proceduto a segnalare eventuali situazioni di criticità, visto che oggi unica loro preoccupazione sembra essere quella di non sforare i budget. Se non lo fanno dovranno assumersene le responsabilità perché nessun erogatore è disposto a erogare prestazioni senza essere remunerato. Le associazioni ricordano alla Regione e ai Commissari che l’invalicabilità dei budget individuati nei singoli accordi, vale sia per l’erogatore che per l’Azienda sanitaria. Quindi, le Aziende sanitarie, ben consapevoli che la maggior parte degli erogatori stanno esaurendo il budget assegnato, dovrebbero attivare le procedure per le dimissioni dei pazienti ancora in carico alle strutture private. Gli erogatori non potrebbero dimettere i pazienti, ricoverati con autorizzazioni delle Asp, ma sono le stesse Asp che hanno il dovere di assicurare a tutti loro la continuità assistenziale, sia pur trasferendoli presso altre strutture che saranno ritenute idonee».
«L’invalicabilità dei budget – si sottolinea ancora nella nota – cui è stato fatto richiamo, vale per entrambi i contraenti, tanto che gli erogatori non hanno alcun obbligo di garantire la continuità assistenziale al di fuori del budget riconosciuto. Pertanto, le associazioni tornano a chiedere, ancora una volta, di voler fissare un incontro urgente per definire la delicata questione. E, comunque, di voler immediatamente attivare le procedure di dimissione di tutti i pazienti attualmente in carico presso quelle strutture (la maggior parte) che stanno per raggiungere il limite massimo del budget concordato. E in ogni caso, l’eventuale omesso pagamento dell’extra budget per quei pazienti lasciati dalle Asp in carico alle strutture, autorizzerà i singoli erogatori ad agire giudizialmente nei confronti delle aziende sanitarie».

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