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SCANDALO ASP | Interdizione dai pubblici uffici per Caserta, Scarpelli e Perri

COSENZA Due ex direttori generali (dell’Asp e della Regione) e un dirigente dell’Azienda sanitaria interdetti dai pubblici uffici per dodici mesi. Uno dei due filoni che riguardano lo scandalo dell…

Pubblicato il: 05/01/2017 – 13:17
SCANDALO ASP | Interdizione dai pubblici uffici per Caserta, Scarpelli e Perri

COSENZA Due ex direttori generali (dell’Asp e della Regione) e un dirigente dell’Azienda sanitaria interdetti dai pubblici uffici per dodici mesi. Uno dei due filoni che riguardano lo scandalo dell’assunzione dei precari da parte dell’Asp di Cosenza (l’altro ha portato all’arresto del sindacalista Franco Mazza e all’iscrizione di 142 persone sul registro degli indagati) arriva a un primo parziale approdo giudiziario. Gianfranco Scarpelli (ex dg e attuale primario di Neonatologia dell’ospedale di Cosenza), Vincenzo Caserta (ex dirigente generale del dipartimento Lavoro e attuale funzionario regionale) e Antonio Perri (direttore del distretto Cosenza-Savuto dell’Asp), secondo il gip del Tribunale di Cosenza Giuseppe Greco, devono essere sospesi dai loro incarichi per un anno. Questo per il ruolo avuto nella tormentata vicenda dell’assunzione pre-elettorale dei 135 precari. Scarpelli e Perri (uno come direttore generale, l’altro come responsabile del procedimento) avrebbero “guidato” la presa di servizio inviando la documentazione contestata dalla Procura, Caserta l’avrebbe convalidata acquisendo l’elenco dei nominativi formato su presupposti illegittimi. Le difese dei manager hanno già annunciato che ricorreranno in Appello contro la decisione del giudice.

L’INCHIESTA Alla base dell’inchiesta c’è l’ipotesi che tutti gli indagati, abbiano «intenzionalmente procurato ai 133 soggetti, tutti assegnati all’Asp di Cosenza (i precari, ovviamente, ndr), l’ingiusto vantaggio patrimoniale, costituito dal diritto ai «benefici di cui all’articolo 2 della legge regionale numero 15/2008» e il corrispondente danno ingiusto, di rilevante gravità, dell’amministrazione, Regione Calabria, che si obbligava alla corresponsione dei predetti benefici in favore di soggetti sforniti dei requisiti contemplati dalla norma.

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