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CALABRIA CORROTTA | Gratteri: «Sprecati soldi per i poveri» – IL VIDEO

CATANZARO  «Il reato è odioso, è terribile pensare che fondi comunitari arrivati qui per dare sostegno e respiro a chi ha bisogno, a chi è in difficoltà, sono stati in modo scientifico con artif…

Pubblicato il: 02/02/2017 – 13:49
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CATANZARO  «Il reato è odioso, è terribile pensare che fondi comunitari arrivati qui per dare sostegno e respiro a chi ha bisogno, a chi è in difficoltà, sono stati in modo scientifico con artifici e raggiri usati da persone spregiudicate. Persone spregiudicate insensibili ai bisogni della gente hanno utilizzato questi fondi per fini propri, hanno rubato».
Non usa mezzi termini il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri nell’illustrare tema cardine dell’operazione denominata “Robin Hood” che ha portato all’arresto di nove persone tra politici funzionari della Regione, avvocati, imprenditori, accusati di avere distratto finanziamenti comunitari destinati al “credito sociale”, ossia alle famiglie più povere e disagiate.
Tra gli indagati risulta anche il consigliere regionale Nazzareno Salerno, ex assessore regionale al Lavoro. «In questa vicenda – ha spiegato il procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri – sicuramente Salerno sin dall’inizio ha esercitato una serie di pressioni, anche avvalendosi di ambienti malavitosi e ndranghetisti, ha finalizzato la sua azione affinché la gestione di queste somme del credito sociale venissero esternalizzate e quindi non affidate a quella che era la società in house della regione, Fincalabra, che era quasi per natura destinata alla gestione di quei fondi». Il denaro destinato ai più bisognosi prendeva strade decisamente alternative. « È stato accertato, intanto, il pagamento di una somma compressiva di circa 230 mila euro a Salerno sotto forma di prestito che noi riteniamo simulato perché, anche alla restituzione apparentemente corrisposta, risultata a sua volta corrispondere il pagamento da parte della stessa Coperfin di una somma corrispondente alle rate pagate per l’acquisto di una società di famiglia dello stesso Salerno. Altre somme sempre destinate al credito sociale sono state distratte e investite su mercati finanziari esteri. Abbiamo tracciato bonifici per 800 mila euro destinati in Svizzera per un fantomatico progetto giubilare. Abbiamo tracciato il giro conto delle somme versate sul conto vincolato destinato all’esercizio del credito sociale. Giro conto che era sul conto privato della società finanziaria che ha utilizzato le somme versate per i fini privati della società stessa, quindi per operazioni di factoring, operazioni di leasing, per operazioni proprie e non rientranti nella previsione del progetto europeo».

BOMBARDIERI: «CALABRIA ETICA PRIVA DI REQUISITI» «Tutta questa attività, questo progetto criminoso, era un progetto che passava per fasi. Lo scopo era quella di esternalizzare il servizio e affidarlo alla Cooperfin, società che poi ha versato i soldi a Salerno. Per arrivare a questo bisognava innanzitutto vincere le resistenze di chi voleva affidare questo progetto a Fincalabra, società interna alla Regione, e quindi si è dovuto affidare la stessa a Calabria Etica che era diretta da Pasqualino Ruberto. Calabria Etica non aveva i requisiti, né la natura di società finanziaria per poter gestire queste operazioni di microcredito e  che quindi è stata costretta a esternalizzare il servizio con una pseudo gara che poi è stata aggiudicata alla Coperfin di Ortenzio Marano che poi è quello che ha versato i soldi a Salerno. Quindi è un progetto che è passato attraverso varie fasi e che era finalizzato a esternalizzazione del servizio e all’assegnazione a una società compiacente». Lo ha detto il procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri nel corso della conferenza stampa dell’operazione Robin Hood che ha che ha portato all’arresto di nove persone tra politici imprenditori della Regione, avvocati, imprenditori, accusati di avere distratto finanziamenti comunitari destinati al “credito sociale”, ossia alle famiglie più povere e disagiate. La mano della ndrangheta aleggia sull’appoggio elettore che avrebbe ricevuto il consigliere regionale Nazzareno Salerno.
«I collaboratori – prosegue Bombardieri – ci dicono che Salerno era un soggetto vicino alla criminalità organizzata del Vibonese, ci parlano di suoi incontri con Damiano Vallelunga, ci parlano dell’appoggio elettorale di Vallelunga. Ci dicono che, è questo lo abbiamo riscontrato, per esercitare queste pressioni sul direttore generale dell’epoca che aveva intenzione di affidare il servizio di gestione del credito all società interna in house della Regione, Fincalabra, per farlo mettere da parte e per far affidare il servizio a Vincenzo Caserta ha utilizzato la presenza di personaggi sicuramente riferibili a questi ambienti malavitosi. Ha fissato un incontro al direttore generale – in cui sicuramente questi soggetti non avevano nessun ruolo, né istituzionale né privato – in un vivaio nel vibonese dove è anche entrato Bruno Calvetta (il direttore generale, nda) alla presenza di Gianfranco Ferrante e Vincenzo Spasari che nessun ruolo avevano in merito a questa vicenda, né competenze né ruoli»

Alessia Truzzolillo
a.truzzolillo@corrierecal.it