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«Dai condizionatori della Cittadella un lezzo insopportabile»

CATANZARO «E no, così proprio non va, ci viene da esclamare. Come può infatti un edificio faraonico quale la Cittadella essere interessato da esalazioni di odori sgradevolissimi tanto da spingere a…

Pubblicato il: 05/07/2017 – 12:59
«Dai condizionatori della Cittadella un lezzo insopportabile»

CATANZARO «E no, così proprio non va, ci viene da esclamare. Come può infatti un edificio faraonico quale la Cittadella essere interessato da esalazioni di odori sgradevolissimi tanto da spingere alcuni dei suoi dipendenti, uno dei quali in particolare afflitto da gravi patologie, a protestare in maniera vibrata e reiterata, anche per iscritto?». Una domanda apparentemente senza alcun senso logico e che invece costituisce proprio l’oggetto di una forte denuncia – ai limiti dell’incredibile per il contenuto – fatta oggi dalla Cisal che in un comunicato stigmatizza una vicenda paradossale se si pensa a quanto sia stato speso per realizzare la mastodontica struttura dell’area Germaneto di Catanzaro. «In particolare all’ottavo piano nel lato di ponente – si legge infatti nella nota diramata agli organi di stampa dal sindacato – l’aria diviene a tratti irrespirabile. Motivo? Il cattivo odore emanato dai condizionatori. Impianti che, malgrado le debite e tempestive segnalazioni all’Ufficio tecnico dell’ente iniziate ormai un anno fa a cura del personale, non hanno smesso di spargere i loro insopportabili afrori. Un puzzo dovuto al mancato svuotamento delle ben otto vasche fognarie situate all’esterno dell’imponente palazzone. Intervento che andrebbe invece compiuto immediatamente, intanto per risolvere la grave e fastidiosa problematica. Ma non basta, perché il nostro auspicio – scrive ancora la Cisal – è che una volta svuotati gli stessi piccoli bacini vengano messi a regime di manutenzione ordinaria programmata in modo da non registrare più la solita perniciosa, è proprio il caso di rimarcarlo, disfunzione». 
Una richiesta più che legittima, basti pensare a quanto osserva il già citato impiegato nella sua missiva di lamentela per tale inaccettabile stato di cose: «Gli impianti del nostro piano, e non solo, invece che cambiare l’aria diffondono cattivi odori. Un’ulteriore afflizione per chi, come il sottoscritto, patisce sintomi di affaticamento neurosensoriale, disagio olfattivo, affaticamento visivo, irritazione alle mucose respiratorie che vanno a compromettere ulteriormente un quadro clinico in cui compaiono serie malattie. Eppure in materia di Sicurezza sul Lavoro, il Decreto legislativo 81/2008  contempla i rischi chimico e biologico che impongono alla parte datoriale di assumere provvedimenti adeguati a tutela dei dipendenti. Ecco perché – conclude la persona direttamente interessata – se non ci saranno provvedimenti in tempi brevi, essendo peraltro manifesta l’urgenza della risoluzione del caso, non trovando quindi accoglimento l’istanza da me rivolta sarò costretto a rivolgermi alle competenti autorità sanitarie». Una perentoria “diffida” che il sindacato fa sua, condividendo le motivazioni da cui è supportata. A ciò si aggiunge che la Cisal continua incessantemente a essere a fianco di tutti i dipendenti regionali e ancor di più a quelli alle prese con patologie di una certa importanza. «Unità lavorative che – chiosa il sindacato – si sacrificano doppiamente nell’espletamento delle quotidiane funzioni assegnate». 

 

 

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