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Mentre Ernesto Rapani "annaca il pecoro"…

… e chissà se Ernesto Rapani, attuale portavoce regionale in Calabria di Fratelli d’Italia, con la sua politica quasi condominiale “purpurea et russanensis”, si stia rendendo conto di quanto male f…

Pubblicato il: 04/08/2017 – 6:07
Mentre Ernesto Rapani "annaca il pecoro"…

… e chissà se Ernesto Rapani, attuale portavoce regionale in Calabria di Fratelli d’Italia, con la sua politica quasi condominiale “purpurea et russanensis”, si stia rendendo conto di quanto male faccia a un partito politico l’immobilismo decisionale e la lotta in trincea. Proprio lui che ha scelto di spendersi in prima persona, oltre ogni comodo apparentamento locale, in quel partito in cui il petto a petto alla baionetta ha sempre consegnato le migliori medaglie… 
Che, a Reggio Calabria, FdI non profumasse dello stesso candore di altri ben più – e meglio – coltivati giardini politici, era così evidente che non c’era il bisogno di far intervenire la zingara (o bisogna dire rom?) per leggerlo sulla mano. Le segnalazioni all’incaponito Rapani arrivavano da oltre un anno. Ma, nella piccola fattoria personale, l’orto del vicino è meglio che non venga preso in considerazione… Ed è così che la politica del Ficv (fatevi i ca..i vostri) ha creato, in questi ultimi giorni, lo stesso scompiglio del terremoto del 1783. Dirigenti e responsabili di partito che hanno riconsegnato le nomine, sedi chiuse, portavoce strozzati oppure osannati, coccolati, quasi masturbati e poi presi a calci in culo, “quadri” staccati dalla parete e gettati nella polvere.
L’ultimo pugno sullo sterno, all’amico Ernesto, glielo ha assestato la carta stampata: Ripepi, “pastor et nauta transecclesiale”, reggino con sogni romani, ha, infine, svelato la sua quantomeno controversa capacità di traghettare. Da caifa a pilato? Non necessariamente! Ma da dx a sx? Sicuramente un bel po’. Nelle ultime ore sono emerse, fra le onde dello Stretto, delle innegabili incongruenze fra il suo ruolo di “Papà” di mille e mille seguaci e quello di esponente politico. Da “genitore” spirituale, il Papà di figli anche molto più anziani di lui, apre le porte agli immigrati e le casse ai bonifici dello Stato; da esponente di FdI ulula contro l’invasione di clandestini multicolor. 
Da amico di Oliverio, a dirla tutta, gli aprì le porte dei locali adibiti a centro spirituale e glieli offrì come “quartier generale reggino” durante la campagna elettorale per le regionali, che videro Palla Palla autoincoronarsi imperatore delle Sile, delle Serre e dell’Aspromonte e Signore del Pollino. Da esponente dell’opposizione, ogni tanto gli regala un buffetto, tanto per non doverlo sempre accarezzare fraternamente. Come dire, vizi privati e pubbliche virtù.
Rapani conosceva, o no, così tanta incongruenza reggina? Certo che sì! Ma, almeno da un annetto, “annacava il pecoro”. Cui prodest, Cara Giorgia Meloni e Fabio Rampelli?

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