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Un killer delle cosche per uccidere l'avvocato Pagliuso – VIDEO

CATANZARO È stata notificata in carcere a Marco Gallo l’ordinanza di custodia cautelare per l’omicidio, aggravato dalle modalità mafiose, dell’avvocato Francesco Pagliuso, 43 anni, avvenuto a Lamezia…

Pubblicato il: 03/03/2018 – 11:39
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Il presunto killer ripreso dalle telecamere subito dopo l'omicidio. Nei riquadri, da sinistra, Francesco Pagliuso e Marco Gallo

CATANZARO È stata notificata in carcere a Marco Gallo l’ordinanza di custodia cautelare per l’omicidio, aggravato dalle modalità mafiose, dell’avvocato Francesco Pagliuso, 43 anni, avvenuto a Lamezia Terme nella notte tra il 9 e il 10 agosto 2016. Dietro il delitto, dunque, ci sarebbe una matrice mafiosa: Gallo sarebbe organico alla cosca Scalise.

STORIA DI UN FANTASMA È stato l’omicidio di Gregorio Mezzatesta ad accendere le luci su Marco Gallo, 33 anni, nessun precedente, perito tecnico, sposato con una infermiera, una passione per i poligoni di tiro e per le moto, porto d’armi regolare, residente a Falerna. Il 31 luglio del 2017 viene arrestato con l’accusa di esser l’esecutore materiale dell’assassinio del 53enne Mezzatesta dipendente delle Ferrovie della Calabria, freddato appena un mese prima. Prima di allora, prima che un suo inciampo e una piccola pista conducesse i carabinieri e i magistrati di Catanzaro sulle sue tracce, Gallo per gli investigatori era un fantasma. Ma una volta venuto allo scoperto, quella piccola pista ha cominciato a crescere, il quadro a delinearsi. E gli omicidi contestati a Gallo, il 18 ottobre 2017, sono diventati due. Dopo le indagini della Procura di Catanzaro, ci si mettono Polizia e Procura di Lamezia Terme. L’accusa notificata in carcere al perito tecnico riguarda l’omicidio di Francesco Berlingeri, 57 anni, fruttivendolo di etnia rom, freddato davanti al suo negozio di frutta e verdura il 19 gennaio 2017.

GLI SPOSI KILLER Questa volta a finire in galera è anche la moglie di Gallo, Federica Guerrise, 30 anni, portata in carcere a Castrovillari con l’accusa di concorso morale e materiale per l’omicidio Berlingeri. La cronaca comincia a tratteggiare il profilo dei due sposi, insospettabili eppure dediti ad attività criminali efferate su commissione. Gli investigatori studiano le mosse della coppia e le dinamiche dei due delitti.

INDIZI PER TRE DELITTI Era nell’aria che vi fossero forti indizi nei confronti di Gallo per quanto riguardava l’omicidio dell’avvocato Francesco Pagliuso. I delitti Pagliuso e Mezzastesta presentavano dinamiche speculari nell’esecuzione. Le abitudini delle vittime erano state studiate meticolosamente, tracciate le vie di fuga. Nel caso di Pagliuso e di Mezzatesta i due uomini sono stati uccisi a bordo delle proprie auto, colpi precisi e letali che li hanno raggiunti da vicino, al collo e alla testa. Nel caso di Pagliuso il killer era a piedi, nascosto nel giardino in attesa che il bersaglio rientrasse nella sua abitazione a Lamezia Terme. L’assassino ha sparato tre colpi di cui due andati mortalmente a segno al collo e alla testa. Mezzatesta, invece, si trovava a bordo dell’auto di un collega, parcheggiata in zona centrale a Catanzaro. È stato affiancato dal killer a bordo di una moto da enduro scura e freddato a colpi di calibro 9X21. Ma quella di non usare mai la stessa arma potrebbe essere proprio la strategia di un killer a pagamento. Anche per l’omicidio Berlingeri il killer ha usato una modo da enduro scura. In questo caso avvicina la vittima mentre si trovava nel suo furgone intento a scaricare frutta e verdura – anche in questo caso la vittima è in posizione inerme – ed esplode precisi colpi che raggiungono il collo e la testa di Berlingeri. Un proiettile raggiunge il piccolo Paolo a una gamba. Più tardi il bambino dirà che quella moto si era affiancata a bassa velocità fermandosi «quasi faccia a faccia» con la vittima prima di estrarre una pistola dalla tasca e puntarla «dritta verso la faccia» di Francesco Berlingeri.

A CACCIA DI IMMAGINI Dopo l’omicidio di Mezzatesta gli inquirenti passano al setaccio le telecamere analizzando decine di filmati e ricostruendo passo passo il percorso del loro indiziato fino all’inciampo: la moto che va in panne e l’uomo costretto a farsela a piedi e senza casco. A poco più di un’ora dal delitto, la telecamera di una casa privata inquadra il motociclista che, pur rimanendo in sella, spingere la enduro facendo leva sulle gambe. Quindici minuti dopo lo stesso soggetto con giubbino scuro, jeans chiari e scarpe Nike bianche viene immortalato mentre attraversa contrada Quattrocchi. Ma questa volta è a piedi e senza casco. E si dirige proprio verso via Indipendenza, la strada dalla quale è partito all’alba. Da qui lo seguono sempre le telecamere che adesso mettono in evidenza un altro particolare: una evidente calvizie nella parte superiore della testa. Da via Indipendenza l’uomo riparte con la sua Bmw con un rimorchio per trasporto di ciclomotori attaccato dietro. Il killer non abbandona la sua moto, se la va a riprendere. Altra caratteristica comune ai tre delitti: non vengono fatti sparire, o dati alle fiamme, mezzi o armi, come spesso accade a queste latitudini dopo un delitto. Dopo l’arresto per il presunto omicidio Mezzatesta gli inquirenti hanno un quadro più chiaro, hanno la fisionomia, il modo di camminare, la pelata, il modus operandi dell’ex fantasma. E possono metterlo a confronto con quello che le telecamere del giardino di Francesco Pagliuso hanno registrato il 9 agosto 2016.

TRE OMICIDI E IL PERICOLO DI FUGA In ordine di tempo i delitti imputati a Gallo sono: Pagliuso, 9 agosto 2016; Berlingieri 19 gennaio 2017; Mezzatesta 24 giugno 2017. Poco dopo l’omicidio Mezzatesta, stando alle indagini, la coppia aveva avviato le pratiche per il passaporto che era stato loro consegnato a luglio. Federica Guerrise dopo l’arresto del marito aveva lasciato il lavoro da infermiera che aveva in una clinica privata ed era andata a vivere lontano dalla loro abitazione di Falerna, alternandosi tra la casa dei genitori e dei suoceri. Ma nonostante avesse il passaporto non era fuggita, ha sottolineato la difesa.

Alessia Truzzolillo
a.truzzolillo@corrierecal.it

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