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Oliverio e Scura (di nuovo) ai ferri corti

Il governatore si schiera con i proprietari degli ambulatori privati: scelte unilaterali del commissario mettono in ginocchio le strutture. E i cittadini rischiano di dover pagare i servizi di tasc…

Pubblicato il: 26/04/2018 – 21:46
Oliverio e Scura (di nuovo) ai ferri corti

CATANZARO Nell’odierna seduta di giunta regionale, presieduta dal governatore Mario Oliverio, alla presenza del delegato alla sanità, Franco Pacenza, e del dirigente generale del dipartimento Tutela della Salute, Bruno Zito, si è discusso della situazione critica in cui versano i servizi afferenti alle prestazioni di specialistica ambulatoriale (che oggi hanno annunciato nuove proteste e avviato i pre-licenziamenti).
In Calabria le strutture che erogano tali servizi sono circa 350, per un ammontare complessivo di circa 3 mila addetti, molti dei quali con professionalità elevate.
La situazione – riepiloga una nota dell’ufficio stampa della giunta – si è aggravata a seguito di provvedimenti del Commissario ad acta che hanno ridotto ulteriormente il budget riconosciuto a tali strutture per l’anno 2018.
Provvedimenti questi assunti unilateralmente dal Commissario “senza che venissero preventivamente istruiti dai funzionari e dai dirigenti del dipartimento Tutela della Salute. Ci si riferisce, in particolare, ai decreti n. 70, 72 e 87, tutti assunti nel corrente anno e che – direttamente o indirettamente – mettono in ginocchio le strutture private. Quel che più è importante evidenziare è, però, il rischio che i servizi erogati in favore dei cittadini non siano più gratuiti ma debbano essere pagati dai cittadini stessi. Altra ricaduta negativa sul già fragile sistema attiene alla impossibilità delle strutture private accreditate di sostenere i costi a fronte della riduzione del budget, con conseguente rischio di licenziamento dei dipendenti”, licenziamenti già annunciati giovedì dalle associazioni di categoria.
“Le attuali condizioni istituzionali – prosegue la nota -, che incardinano la competenza ad assumere provvedimenti in materia sanitaria in capo al Commissario, non consentono un intervento diretto e risolutivo dell’ organo di governo regionale. Ciononostante la Regione è determinata nello scongiurare la sciagurata ipotesi narrata ed è dunque necessario – ad avviso della Giunta – adottare ogni iniziativa politica utile affinché il governo della sanità sia condiviso e concertato con le realtà insistenti sul territorio e non frutto di decisioni unilaterali sulle quali lo stesso Commissario è peraltro costretto poi a ritornare, come nel caso del DCA 87/18”.

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