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Calabria Verde, Oliverio parte civile “contro” il suo braccio destro

La giunta regionale delibera di costituirsi parte civile nel processo sulla truffa della legna che si svolgerà a Castrovillari. Tra gli imputati c’è il capo di Gabinetto della Presidenza, Gaetano P…

Pubblicato il: 09/05/2018 – 7:24
Calabria Verde, Oliverio parte civile “contro” il suo braccio destro

CATANZARO L’indirizzo politico è chiaro anche se non si è tradotto – non ancora – in un atto giuridico: la giunta regionale si costituirà parte civile nel processo che, davanti al Tribunale di Castrovillari, vedrà tra gli imputati il capo di Gabinetto della Presidenza, Gaetano Pignanelli. La decisione, firmata dal presidente Mario Oliverio, è stata presa nella seduta dello scorso 29 marzo. Il comunicato ufficiale, come capita quasi sempre, parlava di generiche costituzioni di parte civile in una serie di procedimenti. Questa scelta però fa più rumore di altre, perché Pignanelli è l’uomo di fiducia del governatore al decimo piano, perché i due collaborano dai tempi in cui Oliverio guidava la Provincia di Cosenza. E perché il dossier Calabria Verde diventa sempre più strategico per il futuro di questa legislatura regionale, specie dopo l’iscrizione al registro degli indagati dello stesso presidente della giunta regionale in uno dei filoni dell’inchiesta che la Procura di Catanzaro conduce sull’agenzia regionale deputata alla tutela dei boschi. Per quella mancata tutela (l’accusa ipotizza una truffa sul taglio della legna nell’area di Bocchigliero) Pignanelli sarà processato a Castrovillari insieme con altre otto persone.
L’INCHIESTA DI CASTROVILLARI Il fulcro dell’inchiesta è il suo rapporto con Marino De Luca, titolare di una ditta che si occupa del taglio boschivo. 
Secondo l’ipotesi accusatoria il burocrate avrebbe sollecitato «più volte Leandro Savio (all’epoca dirigente di Calabria Verde, ndr) a istruire la pratica relativa al rilascio della concessione in favore di Marino De Luca, ancor prima che De Luca depositasse l’istanza di rilascio della concessione, rimproverando Savio per non averlo fatto prima». È attorno al rilascio di queste concessioni che ruota il caso. Gli indagati, secondo la Procura, avrebbero prodotto un’attestazione falsa – al ribasso – della quantità di legna presente sul territorio di Bocchigliero. Lo scopo? Quello di consentire l’affidamento diretto del taglio all’azienda di Marino De Luca, senza passare attraverso una procedura di evidenza pubblica. Il danno, per Calabria Verde, secondo l’accusa sarebbe compreso tra 113mila e 133mila euro.
LA GIUNTA: REATI GRAVI La Regione Calabria, con la costituzione di parte civile, avanza – qualora il reato fosse provato durante il processo – diritti su un eventuale risarcimento danni. Potrebbe, in sostanza, rivalersi sugli imputati, in caso di condanna.
La costituzione di parte civile avviene per tutelare l’istituzione; in questo caso ci si trova davanti al paradosso di un capo di Gabinetto della Presidenza che resta al suo posto mentre la giunta regionale agisce “contro” di lui. A Pignanelli, infatti, Oliverio non ha chiesto di dimettersi come è avvenuto, in passato, per i membri del suo esecutivo indagati. 
Il braccio destro del governatore continua a svolgere le proprie funzioni nonostante «la gravità dei reati contestati», come recita la delibera di giunta del 29 marzo. È in virtù di questa gravità che la giunta ha rilasciato all’Avvocatura l’autorizzazione alla costituzione. L’iter non è ancora stato completato, ma i tempi tecnici consentono alla Regione la possibilità di partecipare al processo anche se l’appuntamento dell’udienza preliminare è stato “bucato”.
GLI IMPUTATI Assieme al capo di Gabinetto della presidenza della giunta regionale sono indagati Marino De Luca (titolare dell’omonima ditta boschiva), Pio Del Giudice (dipendente di Calabria Verde con mansioni di responsabile del patrimonio boschivo), Ivo Leonardo Filippelli (capo operaio di Calabria Verde), Antonietta Caruso (responsabile dell’ufficio “Patrimonio e Servizi forestali” di Calabria Verde), Leandro Savio (dirigente dell’agenzia regionale), Gennarino Magnone (agrotecnico nominato dal dg Furgiuele), Mario Caligiuri (capo struttura del dipartimento Agricoltura, Foreste e Forestazione della Regione) e l’ex direttore generale di Calabria Verde Paolo Furgiuele, che con una denuncia fece partire l’inchiesta di Castrovillari. Sempre Furgiuele, assieme a Savio, è indagato anche per il reato di turbativa d’asta.

Pablo Petrasso
p.petrasso@corrierecal.it

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