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«Ritardi sull'edilizia sociale, uno spreco per la Calabria»

Interrogazione del consigliere regionale Guccione. «A distanza di 8 anni completati solo 500 su 2.400 alloggi. Mentre continua a crescere la richiesta»

Pubblicato il: 09/06/2018 – 13:27
«Ritardi sull'edilizia sociale, uno spreco per la Calabria»

COSENZA «Ben 175 milioni di euro sono stati destinati alla legge numero 36 del 16 ottobre 2008 “Norme di indirizzo per programmi di edilizia sociale” per perseguire l’obiettivo di agevolare l’accesso alla prima casa per categorie particolarmente svantaggiate. E ad oggi solo una minima parte di queste risorse è stata utilizzata. L’attuazione di questa legge – nata per dare una casa alle giovani coppie, alle ragazze madri, alle famiglie con reddito medio-basso e a quelle al cui interno vive un diversamene abile – ha incontrato numerose difficoltà, come ha riconosciuto anche l’assessore regionale ai Lavori pubblici Roberto Musmanno. A distanza di otto anni solo una parte dei 2400 alloggi previsti risulta ultimata. Parliamo di circa 500 alloggi realizzati in fitto da dare in locazione o in proprietà. Un vero e proprio fallimento. Emerge un quadro allarmante sull’applicazione della norma e sarà difficile ormai portare avanti i progetti di realizzazione degli interventi». È quanto, in una nota, ha affermato il consigliere regionale Carlo Guccione che nel corso dell’ultimo Consiglio regionale ha illustrato l’interrogazione indirizzata all’assessore ai Lavori pubblici proprio in merito alla legge numero 36/2008.
Molti dei soggetti risultati vincitori del bando hanno avuto difficoltà nella realizzazione degli interventi. Diversi progetti hanno accumulato ritardi e nonostante la proroga dei termini per il completamento dei lavori diversi interventi non sono stati nelle condizioni di partire e sono stati pertanto revocati.
Ma a distanza di otto anni ecco a che punto è l’applicazione della legge sull’edilizia sociale: con riferimento agli interventi eseguiti da soggetti pubblici ne sono stati considerati ammissibili 41; dei suddetti interventi ne sono stati avviati dai soggetti attuatori soltanto 21, per un totale di 253 alloggi. Dei 21 interventi avviati solo sei sono stati completati, per un totale di 35 alloggi.
Per quanto riguarda i soggetti privati complessivamente erano stati ammessi a finanziamento 100 interventi, per un totale di 2807 alloggi. Tra revoche, alloggi ridotti e la legge approvata poi nel 2017 – che consente la delocalizzazione e la conversione degli interventi da vendita a locazione anche con riduzione dell’obiettivo fisico – le cose sono cambiate nel corso degli anni e ad oggi dei 94 interventi rimanenti per un totale di 2195 alloggi ne sono stati completati solo 599.
«I dati parlano chiaro: l’attuazione di questa legge – spiega il consigliere Carlo Guccione – non ha prodotto alcun risultato e non ha aiutato né i Comuni, né l’Aterp, le cooperative, le imprese private a dare una risposta alla richiesta di alloggi da parte delle categorie sociali più disagiate, mentre in Calabria aumenta l’emergenza abitativa, in particolar modo nelle aree urbane. E come ha ammesso anche l’assessore Musmanno gli interventi non possono più essere dilazionati. I programmi previsti non sono stati realizzati. Mancano all’appello quasi 2mila alloggi. L’obiettivo di questa legge sull’edilizia sociale doveva essere non solo quello di dare una alloggio a chi non ce l’ha, ma anche di recuperare interi quartieri e aree degradate della Calabria – continua Guccione – attraverso l’inclusione sociale. Ma ora è arrivato il momento di mettere un punto e chiudere questa parentesi della legge 36/2008. Bisogna mettere in atto tutto ciò che è necessario per chiudere i contenziosi, verificare le varie criticità e utilizzare le risorse che non sono state utilizzate per cofinanziare un nuovo bando con Cassa Depositi e Prestiti che è in grado di mettere a disposizione ulteriori risorse, integrandole con i fondi per le Periferie che il governo nazionale ha già stanziato, per riqualificare le aree degradate dei grandi centri urbani calabresi. Siamo ancora in tempo per recuperare le risorse che non sono state spese e sono ancora tantissime rispetto ai 175 milioni previsti. Non sprechiamo anche questa occasione, è necessario fare presto e muoversi con atti concreti: abbiamo la possibilità di aprire una nuova stagione per quanto riguarda l’edilizia sociale».

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