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ZONA FRANCA | Diossina da Scordovillo, 39 misure cautelari a Lamezia

I carabinieri hanno eseguito i provvedimenti, di cui 5 in carcere, nei confronti dei responsabili di reati ambientali e delitti contro il patrimonio. Il procuratore Curcio: «Indagine partita nel 2017»

Pubblicato il: 20/06/2018 – 7:49
ZONA FRANCA | Diossina da Scordovillo, 39 misure cautelari a Lamezia

LAMEZIA TERME Dalle prime ore della mattina a Lamezia Terme presso il campo nomadi in località Scordovillo, 200 militari del Comando Gruppo carabinieri di Lamezia Terme, stanno dando esecuzione a 39 misure cautelari, di cui 5 in carcere, emesse dal Tribunale di Lamezia Terme nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di gravi reati in materia ambientale nonché di delitti contro il patrimonio.
La presenza del campo nomadi a Lamezia Terme, dove stamattina i carabinieri hanno eseguito l’operazione che ha portato all’arresto di cinque persone ed all’esecuzione di 34 divieti di dimora, ha rappresentato da sempre una grave problematica sul piano sociale e dell’ordine pubblico. Nella struttura vivono alcune migliaia di persone, tra cui molti bambini e minori. In passato, tra l’altro, è rimasta inattuata un’ordinanza di sgombero e la presenza di nomadi nella struttura, composta da baracche fatiscenti, è andata vieppiù aumentando. Ad accentuare le problematiche è da sempre stato il fatto che il campo nomadi sorge a breve distanza dall’ospedale cittadino, esposto anche ai furti che vengono commessi dai rom. Ma i disagi per l’attività del nosocomio derivano soprattutto dai quasi quotidiani incendi di rifiuti che vengono appiccati all’interno ed all’esterno dell’accampamento. In varie occasioni, tra l’altro, i responsabili dell’ospedale sono stati costretti a sospendere l’attività operatoria a causa del fumo che aveva invaso il reparto di chirurgia del nosocomio. Nell’accampamento, in passato, ci sono stati anche vari episodi di criminalità, tra cui anche un omicidio, provocati soprattutto dalle liti e dalle risse che scoppiano di frequente tra i nomadi.
L’operazione dei carabinieri di stamattina, comunque, secondo quanto è stato specificato, mira soprattutto alla repressione dei reati in materia ambientale connessi ai i fumi degli incendi appiccati nell’accampamento, con presenza anche di diossina . «Una situazione – ha spiegato il Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Curcio – sulla quale c’è una forte attenzione della Procura per la tutela della salute pubblica e per alleviare i disagi dei cittadini. Con l’operazione di stamattina cominciamo a raccogliere i frutti dell’attività d’indagine che su questa situazione è stata condotta per tutto il 2017 e quest’anno».

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