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Cardiochirurgia a Catanzaro, Mangialavori interroga il governo

Il senatore di Forza Italia dopo la mancata assegnazione di posti pubblici alla Scuola di specializzazione: «Penalizzata un’eccellenza»

Pubblicato il: 17/07/2018 – 15:28
Cardiochirurgia a Catanzaro, Mangialavori interroga il governo

VIBO VALENTIA «Il governo spieghi le motivazioni che hanno portato alla mancata previsione di posti statali per la Scuola di specializzazione in Cardiochirurgia dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro». È la richiesta che il senatore Giuseppe Mangialavori (Forza Italia) ha avanzato all’esecutivo, in una interrogazione parlamentare con carattere d’urgenza.
«Il ministro dell’Istruzione – spiega ancora il senatore calabrese – ha l’obbligo di chiarire le ragioni che hanno determinato una scelta che rischia di penalizzare oltre misura una delle realtà universitarie più straordinarie dell’Italia e dell’intero Mezzogiorno. Con l’interrogazione, inoltre, chiedo di sapere se il ministro non intenda rivedere questa decisione, affinché l’ateneo del capoluogo calabrese non venga privato di uno strumento indispensabile dal punto di vista formativo e imprescindibile per il sistema sanitario calabrese».
«La mancata previsione di posti statali – aggiunge Mangialavori – ha destato perplessità e dubbi, dal momento che la Scuola di Cardiochirurgia ha ottenuto un regolare accreditamento ai sensi del decreto direttoriale del Miur del 29 settembre 2017, con l’assegnazione di un posto statale e di un posto aggiuntivo finanziato dalla Regione Calabria, attivato con decreto rettorale. L’accreditamento, che risale al 9 luglio 2018, è dunque avvenuto in ottemperanza al decreto interministeriale del 13 giugno 2017, da cui dipende l’introduzione delle nuove regole per l’attivazione delle scuole di specializzazione. Ne consegue che l’accreditamento da parte del ministero, stabilito dal decreto direttoriale 20461, certifica il rispetto di tutti i requisiti previsti».
«Per quanto mi riguarda – conclude Mangialavori –, si tratta dell’ennesimo abuso ai danni della regione Calabria e del suo sistema universitario, nonché di una scelta ingiustificata che rischia di compromettere l’attività di una delle eccellenze universitarie calabresi. Mi auguro, perciò, che il ministero voglia agire al più presto per scongiurare quello che si configurerebbe come uno scippo a danno di tutta la regione».

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