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Serra San Bruno, cagnolina uccisa con crudeltà

Presa a bastonate, denutrita e infestata dai parassiti. Non è sopravvissuta alla violenza la piccola Primula. Inutili le richieste di intervento all’Asp

Pubblicato il: 26/07/2018 – 22:46
Serra San Bruno, cagnolina uccisa con crudeltà

SERRA SAN BRUNO «Molto probabilmente è stata uccisa a bastonate, oltre a essere denutrita e totalmente infestata da parassiti. Nonostante la corsa dal veterinario, non c’è stato nulla da fare». È quanto è accaduto ad una cucciola di sei mesi a Serra San Bruno secondo quanto denunciato dalla Lega nazionale per la difesa del cane, che chiede «la collaborazione dei cittadini per risalire al responsabile di tanta crudeltà». «Era una cagnolina – riferisce ancora la Lega – tutta bianca e di taglia piccola. Alcuni cittadini l’avevano segnalata in fin di vita ai bordi di una strada in località “Scorciatina” ed i volontari locali erano subito accorsi sul posto. Vedendo che la piccola era ancora viva, hanno allertato le istituzioni, aspettandosi un intervento celere da parte dell’Asp che però non è arrivato». «Vista la mancata tempestività del veterinario reperibile – racconta Serena Voci, vicepresidente nazionale della Lega nazionale per la difesa del cane e presidente della sezione di Soverato – ho detto ai volontari di farla portare a Soverato per farla ricoverare nella nostra clinica di riferimento. I medici hanno fatto tutto il possibile, ma la cucciola era in coma per il violento trauma cranico che aveva subito. Tutti i tentativi di curarla sono stati vani e Primula, così ho voluto battezzarla anche se in fin di vita, purtroppo ci ha lasciato dopo poche ore di ricovero. Oltre alle bastonate, la cucciola era anche in uno stato sanitario terribile, denutrita e completamente infestata da parassiti». «Il Comune di Serra San Bruno – dice ancora Serena Voci – è tristemente famoso per i numerosi avvelenamenti di cani, in alcuni casi salvati in extremis da noi. Ora si aggiunge anche questa inaudita violenza contro una cucciola indifesa. Primula, tra l’altro, aveva ancora sul collo i segni di un collare o di una catena, il che fa pensare che fosse di qualcuno che evidentemente non la meritava. È ora che l’amministrazione comunale prenda posizione contro tutta questa crudeltà ed attui controlli efficaci sui cani di proprietà che vengono lasciati vagare, ma soprattutto che indaghi seriamente su chi commette questi crimini efferati». «Non potrò mai abituarmi a tanta violenza», commenta da parte sua Piera Rosati, presidente della Lega nazionale per la difesa del cane-Animal Protection. «Ovviamente – aggiunge – sporgeremo denuncia contro ignoti e chiediamo la collaborazione di tutti i residenti del posto affinché ci aiutino a risalire al responsabile di tale crudeltà. Certe persone vanno assolutamente fermate perché non mostrano il minimo rispetto per la vita e sono un pericolo pubblico».

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