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Il “sistema Fuscaldo”: gare scritte dalle imprese e “regalini” per i funzionari

Il procuratore di Paola Bruni: «Giro d’affari di 7,5 milioni di euro per gli appalti tra costa tirrenica e Cosenza». Le assunzioni in cambio di scorciatoie per i lavori e gli affidamenti diretti pe…

Pubblicato il: 05/11/2018 – 13:39
Il “sistema Fuscaldo”: gare scritte dalle imprese e “regalini” per i funzionari

PAOLA La gestione dell’impianto di depurazione, il rifacimento del lungomare di Fuscaldo, la manutenzione del manto stradale e il sistema di raccolta di rifiuti sempre del comune tirrenico. Ma non si sono fermati soltanto a questi episodi gli uomini delle fiamme gialle per accertare le ipotesi di corruzione, tentata concussione, indebita induzione a dare o a promettere, peculato, turbative di gare pubbliche e di procedimenti di scelta dei contraenti della pubblica amministrazione e falso ideologico. Sono arrivati in riva al Crati, a Cosenza, dove le ipotesi di reato sarebbero state realizzate attraverso la collaborazione del funzionario pubblico Michele Fernandez, dipendente a tempo indeterminato del comune bruzio e part time di quello di Fuscaldo. Il dirigente comunale, al termine delle indagini, per come riferito dagli inquirenti, sfruttando la sua posizione avrebbe influenzato l’appalto per la realizzazione del sagrato esterno della chiesa di San Domenico (nella città di Cosenza) e poi il sistema di efficientamento energetico del teatro Rendano.

L’OPERAZIONE MERLINO Tutti gli avvenimenti illeciti che sarebbero stati accertati dalla procura di Paola, guidata da Pierpaolo Bruni sono nelle carte dell’operazione “Merlino” (qui la notizia e i nomi delle persone coinvolte). Il richiamo al personaggio di fantasia è utile per chiarire in che modo il sistema fosse così rodato da fare in modo che le cose “magicamente” prendessero la direzione giusta nei confronti dei soggetti coinvolti nell’indagine. Per 12 persone è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per due gli arresti domiciliari, mentre le aziende Edil Perri ed E-log sono interdette dall’avere rapporti con la pubblica amministrazione. Tra gli arrestati spiccano i nomi del sindaco di Fuscaldo, Gianfranco Ramundo, ma anche il vicesindaco assessore Paolo Cavaliere. «Gli episodi che abbiamo accertato – spiega il colonnello comandante provinciale della guardia di Finanza Marco Grazioli – ci hanno permesso di capire come determinati gruppi di imprese avessero creato un cartello grazie agli accordi presi con i funzionari pubblici. Questo sistema crea danni agli imprenditori onesti, ai cittadini e alle casse dello Stato». Esempio: il depuratore di Fuscaldo dal 2012 al 2018 è stato gestito dalla Imec Spa. «Scaduti i termini del contratto – spiega Paolo Marzano, al comando della stazione di Paola – il Comune disponeva delle ordinanze in regime di proroga. Le determine dirigenziali erano tutte inferiori ai 40mila euro, in alcuni casi erano di 39mila, per cui gli affidamenti per le situazioni contingibili e urgenti diventavano la vera regola». La Imec Spa ha avuto la gestione dell’impianto dal 2012 al 2018; solo quest’anno è stato fatto un regolare bando di gara, vinto da un’azienda con un’offerta al ribasso. I finanzieri hanno condotto le indagini mediante specifiche attività tecniche, analisi di un’enorme mole di documentazione cartacea e informatica acquisita all’esito di perquisizioni e sequestri. Un lavoro che il procuratore capo Bruni mette subito in evidenza nelle battute iniziali della conferenza stampa: «Il lavoro fatto dalla guardia di finanza è stato encomiabile, ha messo a disposizione della procura della repubblica di Paola dei lavoratori eccellenti».

GLI AFFARI È di 7,5 milioni di euro il volume di affari stimato nell’operazione “Merlino”. «Sono la somma di procedure di appalto e affidamento diretto – aggiunge Bruni». Somma che le imprese percepivano anche perché in molti casi erano proprio loro a dettare le condizioni delle gare: la compilazione degli avvisi, gli impegni di spesa per somma urgenza. Tutto in cambio “regalini” e “strutture alberghiere disponibili” per l’assegnazione del demanio demaniale. Gli appalti venivano perfezionati in tempi record per la farraginosa (di solito) macchina pubblica, appena 4 giorni, e in un caso era addirittura un imprenditore interessato a predisporre le bozze degli inviti alle gare.  Ma non è tutto: tra i motori del meccanismo ci sarebbero anche assunzioni e spostamenti di lavoratori. Così sarebbe accaduto nel comune di Cosenza. «Il funzionario pubblico – aggiunge Marzano – in cambio dei lavori fatti davanti alla chiesa di San Domenico avrebbe chiesto l’assunzione di una persona». Procedure di appalto che nel comune di Cosenza però sono «singole condotte che riguardano solo singoli soggetti e singole procedure – conclude Bruni». Affari e imprenditori senza scrupoli. «Come polizia economico finanziaria – spiega Grazioli – analizziamo appalti e non ci fermiamo alla mera omissione o irregolarità dell’appalto. Indaghiamo sul perché non si seguano le procedure prescritte e poi, come nel caso di Fuscaldo, riusciamo a capire come le irregolarità riguardino anche la parte politica e imprenditoriale. È il sindaco che autorizza le scelte dell’amministrazione autenticando la documentazione».

IL PG LUPACCHINI Presente alla conferenza stampa anche il procuratore generale di Catanzaro Otello Lupacchini: «La pubblica amministrazione che non fa il suo dovere è una patologia del sistema Italia – dice –. L’esecuzione di una misura cautelare è il punto di partenza, non di arrivo, da questo momento la Procura si assume una grave responsabilità cioè condurre il procedimento a risultati utili e quindi quando arriveremo a una sentenza definitiva, lavoriamo informando il popolo italiano che inizia un’attività di verifica di quanto si è raccolto nella fase di indagine. Chi dirige una Procura ha una importanza nella direzione delle indagini condotte dalla polizia giudiziaria ma al fondo di tutto c’è la certezza dell’insuccesso della attività di prevenzione».

Michele Presta
m.presta@corrierecal.it

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