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«Su Grassettopoli dal sindaco è arrivata un’apertura “di plastica”»

La minoranza di Caraffa commenta il consiglio comunale aperto sul maxi insediamento abitativo. «Speriamo nel risveglio di Sciumbata dopo sette anni di amministrazione»

Pubblicato il: 08/01/2019 – 18:36
«Su Grassettopoli dal sindaco è arrivata un’apertura “di plastica”»

CARAFFA Ringraziano la cittadinanza per «la partecipazione massiccia e coinvolgente come non si vedeva più da decenni a Caraffa». I consiglieri comunali Raffaele Fimiano ed Andrea Mazzei del gruppo consiliare “Se la ami la cambi”, Luigi Ciambrone del gruppo consiliare ” Pensiero Libero” e Nicola Petruzza del gruppo consiliare “Impegno Popolare” ed esponente del M5S sostengono che «finalmente a Caraffa, dopo sette anni di buio totale partecipativo, si è potuto discutere della pratica Grassetto Costruzioni grazie alla nostra richiesta e all’adesione della gente al Consiglio comunale aperto. Un civico consesso – dichiarano i 4 consiglieri – in cui si è evidenziato il totale fallimento politico-amministrativo della strategia che in sette anni l’amministrazione Sciumbata ha portato avanti: una strategia di chiusura a riccio e decisioni nelle stanze del potere senza condivisione e partecipazione dei cittadini e di tutti gli attori sociali del paese».
«Abbiamo ribadito – spiegano Fimiano, Mazzei, Ciambrone e Petruzza – il fatto che andrebbe cambiato il progetto in essere, visti i pareri non positivi degli enti preposti, ma in particolar modo viste le rilevanze sulle criticità ambientali e urbanistiche dei decreti Vas. I fatti e gli atti – rimarcano i quattro – sulla pratica Grassetto portano ad un cambio di rotta nel modo di gestire l’ente da parte del sindaco Sciumbata, una gestione in solitaria e senza coinvolgimento e condivisione alcuna. Infatti, – aggiungono – abbiamo chiesto di non procedere come nel 2013, quando in pochi giorni è stata adottata una decisione su un progetto di oltre 240.000 metri cubi ed oltre 1.000 abitanti, numeri che potrebbero eventualmente aumentare visto l’ulteriore 42% della restante parte dedicata alla perequazione urbanistica». 
«Abbiamo chiesto al sindaco Sciumbata – scrivono Fimiano, Mazzei, Ciambrone e Petruzza – di discutere insieme a tutta la comunità su un nuovo progetto, coinvolgendo la società e tentando di trovare una soluzione prima di eventuali punti di non ritorno. Per tale ragione – affermano – abbiamo voluto produrre un documento politico-amministrativo con delle eventuali soluzioni e impostazioni. Ovviamente il tutto è aperto alla discussione e a integrazioni, per migliorare e trovare una soluzione a beneficio della nostra comunità. È stato fondamentale – rilevano i quattro – ascoltare i molti interventi della cittadinanza che hanno chiesto a gran voce coinvolgimento, partecipazione e unità nell’ambito dell’azione amministrativa, ma soprattutto di intervenire immediatamente sul progetto. Infatti abbiamo sentito, tra l’altro, frasi come “salvare il salvabile”; “servirebbe senso di responsabilità nell’amministrare”; “rischiamo lo sgretolamento della nostra identità”; “pensiamo di più come comunità”; “rischiamo la perdita della nostra identità”; “fare sempre più spesso consigli comunali aperti”; “fare un consiglio comunale aperto per parlare di tutte le problematiche di Caraffa”; “restano in piedi comunque i rilievi ambientali ed urbanistici del primo decreto Vas”; “potremmo avviare una nuova era”; “complimenti al Consiglio comunale per la discussione, servono momenti come questi, quando si decidono le sorti della comunità”, ” valutare con serietà e condivisione il rapporto costi/benefici”». 
«Queste frasi – rimarcano i consiglieri – dovrebbero portare ad una seria riflessione ed ad un cambio di rotta immediato da parte del sindaco nella gestione di tale pratica, perché in modo univoco è stato richiesta una riflessione, ora e non dopo la sentenza del Consiglio di Stato». 
«Sì, è vero – concludono Fimiano, Mazzei, Ciambrone e Petruzza – il sindaco ha annunciato un’apertura, ma sinceramente è parsa molto debole e “di plastica”, perché vorrebbe non affrontare adesso un processo di analisi per migliorare il progetto, in considerazione delle rilevanze non favorevoli e delle richieste fatte. L’augurio è che non sia troppo tardi quando il sindaco si accorgerà che avrebbe dovuto cambiare strategia, allineandosi a tutto ciò che la corretta programmazione e progettazione vuole. Noi ovviamente rimarremo sempre vigili, propositivi e costruttivi rispetto alle esigenze della nostra comunità, in attesa di un “risveglio” del sindaco dopo sette anni di sua amministrazione».

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