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Sul treno da Catanzaro a Cosenza in 7 ore. «Lasciati in balia del tempo»

Il racconto di uno dei quasi cento passeggeri rimasto bloccato nella galleria Santomarco che collega Paola con la città di Cosenza. «Abbiamo percorso un tratto del tunnel muniti solo della luce del…

Pubblicato il: 24/02/2019 – 20:46
Sul treno da Catanzaro a Cosenza in 7 ore. «Lasciati in balia del tempo»

COSENZA Raffiche di vento gelido, gli arbusti che ondeggiano sulle linee ferroviarie e i fiocchi di neve che arrivano anche sulle coste bagnate dal mar Tirreno. Il 23 febbraio è stato uno dei giorni neri per il trasporto da e verso la Calabria (qui la notizia). Un ritardo dei convogli ferroviari che arriva anche a 13 ore. C’è anche chi, tra le associazioni di categoria, calcola i giri di lancette del ritardo in minuti: tra i 660 e i 780. Ognuno cerca di attirare l’attenzione come può. Ma a soffrire del disagio non ci sono solo i viaggiatori che lasciano o raggiungono la Calabria. Anche i pendolari regionali, nel week end del gelo, hanno raggiunto il loro personale record di percorrere qualche centinaio di chilometri in poco meno di 10 ore. Davide, studia all’università Magna Graecia. Vive a Cosenza ed è un pendolare nel fine settimana. «Sono salito alle 12.45 sul treno regionale che collega Catanzaro Lido con Lamezia Centrale –spiega al Corriere della Calabria-. Giunti a Lamezia abbiamo fatto il cambio con il treno proveniente da Reggio Calabria che avrebbe dovuto condurci a Cosenza». Un viaggio come tanti altri, la traversata dallo Ionio al Tirreno, fila liscia. «Il viaggio Lamezia-Paola è stato fluido, ma quando siamo arrivati a San Lucido, abbiamo sentito un improvviso rumore di tipo roccioso è stato il presagio, di un ulteriore rumore che è stato identico nella galleria Santomarco (che collega Paola con Cosenza ndr) cui è seguita l’interruzione del movimento del treno». Ed infatti, superato lo snodo centrale della stazione «il macchinista (presumibilmente) ci informa mediante microfono che il treno si sarebbe fermato per circa 20 minuti a causa di controlli che si ritengono necessari dopo l’avvertimento di questo tipo di rumori. Alcuni passeggeri ci hanno anche detto che nei vagoni antistanti al mio sarebbe andata via la luce». Sono le 14.30, a quest’ora il treno regionale avrebbe già dovuto essere in prossimità della città di Cosenza. «Dopo più di un’ora di attesa –continua Davide nel racconto- a seguito dei nostri solleciti un addetto ci informa della impossibilità di continuare il viaggio su questo vagone e che un mezzo di traino sarebbe giunto dalla vicina stazione di Paola. Ci hanno detto che il mezzo di traino si trovava a Paola per puro caso visto che solitamente stanno a Villa San Giovanni. Ma nonostante tutto, non giungerà mai alla nostra locomotiva per motivi ignoti». Il tempo scorre, fuori dalla galleria le condizioni climatiche continuano critiche come preannunciato dai bollettini di allerta meteo. «Alle 17 una seconda locomotiva raggiunge il nostro treno ormai fermo. Fatti tutti i controlli, veniamo fatti scendere all’interno della galleria senza illuminazione, muniti solo della luce dei nostri cellulari, per imbarcarci sul secondo mezzo distante una 20ina di metri dal primo treno. Abbiamo aspettato che tutti prendessero posto e siamo ripartiti verso la stazione di Paola». L’uscita dalla galleria, per i poco meno di 100 passeggeri, sembrava la fine dell’esodo ma così non è stato. «Fuori dalla galleria ci fermiamo a pochi chilometri dalla stazione, con il vento che soffiava e faceva traballare la vettura. Uno stop per permettere il passaggio di un intercity che aveva precedenza. Quindi siamo ripartiti e finalmente giunti al terminale ci hanno fatto scendere e ci hanno comunicato che un altro mezzo ci avrebbe portati a Cosenza, mezzo non specificato, anche se poi abbiamo scoperto fosse un autobus. Veniamo invitati a raggiungere la biglietteria per ricevere ulteriori informazioni, che però giungevano frammentarie e contraddittorie da parte dei pochi operatori delle ferrovie». All’arrivo alle banchine i passeggeri non trovano gli autobus ad aspettarli. «Dopo una tenace insistenza dei viaggiatori – racconta Davide- un operatore ci ha detto alle 18 di aver fatto richiesta di 1 autobus e quindi molti viaggiatori hanno sottolineato che le priorità erano diverse, fatto sta che messo alle strette e non volendo la responsabilità di scegliere chi far salire o meno fa una ulteriore richiesta di mezzi sostitutivi. L’autobus è arrivato a Paola alle 19 dopo un’ora dal richiamo e dopo essere stato alla stazione di Castiglione cosentino per recuperare chi doveva arrivare a Paola. Quindi finalmente ci mettiamo sul mezzo e facciamo ritorno a casa. In tutto questo tempo abbiamo rischiato di farci seriamente male perché il vento spingeva con forza le porte della biglietteria che più volte abbiamo provato ad aprire». Nessuna notizia sul rimborso dei titoli di viaggio nonostante agli operatori i malcapitati viaggiatori abbiano più volte chiesto informazioni.

Michele Presta

m.presta@corrierecal.it

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