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Baraccopoli, al via le operazioni di sgombero – VIDEO E FOTO

Il ministero dell’Interno rende noto che a San Ferdinando sono impegnati 600 uomini. Primo commento di Salvini: «Dalle parole ai fatti»

Pubblicato il: 06/03/2019 – 7:50
Baraccopoli, al via le operazioni di sgombero – VIDEO E FOTO

https://www.youtube.com/watch?v=qRuCSa3iT5A&feature=youtu.be
(Il nostro servizio alla vigilia dello sgombero della baraccopoli, qui l’articolo)
SAN FERDINANDO Ruspe, uomini in assetto antisommossa, oltre 900 agenti schierati. È iniziato con un dispiego di forze senza precedenti lo sgombero del ghetto di San Ferdinando. «Una prova muscolare sostanzialmente inutile», dice Peppe Marra dell’Usb. Il ghetto questa mattina era pressoché vuoto, centinaia di braccianti hanno approfittato della notte per andare via. «In molti non si sono fatti trovare e si sono spostati nei dintorni, altri hanno deciso di partire per altre zone», continua Marra. «Chi è rimasto, per lo più non ha intenzione di accettare di entrare nelle tende che la Prefettura ha messo in piedi dall’altra parte della strada o di andare nei Cas. Anzi, molti che erano stati trasferiti nelle scorse settimane sono già tornati. Si organizzeranno autonomamente, con il risultato di creare mille nuovi micro insediamenti».
Solo in pochi sono rimasti all’interno della tendopoli. Questa mattina, alcuni hanno preso le proprie cose e si sono incamminati verso Rosarno, altri si sono messi pazientemente in fila per i controlli del dipartimento immigrazione. Per chi abitava nel ghetto, la Prefettura ha immaginato due possibili soluzioni: lo Sprar o il Cas per i pochi aventi diritto ad entrare nel sistema di accoglienza e tende per chi invece ha già fatto i canonici sei mesi in strutture di questo genere. Ma per molti, nessuna delle due soluzioni è accettabile. Sprar e Cas sono lontani dai campi e dal commissariato dove molti devono rinnovare i documenti, le tende rappresentano un passo indietro. O meglio un salto, che riporta al 2010 quando la prima tendopoli è stata allestita dopo la cosiddetta rivolta di Rosarno. Altre ne sono nate sulle sue ceneri. Dell’integrazione abitativa fra i Comuni della Piana, che negli ultimi mesi sembrava aver acquisito prospettiva concreta anche grazie al Fondo di garanzia messo a disposizione dalla Regione, nessuno parla più. Nel frattempo le baracche che fino a ieri erano abitate da oltre 1600 persone cadono una dopo l’altra sotto i colpi delle ruspe. Un gruppo composto da un’ottantina di migranti, intanto, rifiuta sia il trasferimento nella tendopoli gestita dal Comune a poche centinaia di metri, sia il trasferimento nei centri Cas e Sprar della regione. La situazione comunque è tranquilla.
Un altro gruppo di circa 200 persone, invece, è in attesa di sbrigare le formalità previste davanti alla tendopoli per avere poi accesso nella struttura.
 

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it


(La diretta Fb di Local Team)

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