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Regionali, a Belvedere compare il doppio Pd

Previsti per domenica due eventi distinti, entrambi con il simbolo dem. A uno parteciperà Guglielmelli, all’altro Magorno. Non si arresta la crisi di un partito lacerato dalle correnti

Pubblicato il: 29/03/2019 – 18:12
Regionali, a Belvedere compare il doppio Pd

di Pietro Bellantoni
BELVEDERE MARITTIMO Stesso posto, stessa ora, stesso partito, ma due eventi politici distinti e separati. Belvedere Marittimo, paese del Cosentino che conta meno di 10mila anime, diventa suo malgrado lo specchio distorto di quel che è diventato il Pd calabrese.
Nella cittadina tirrenica è già iniziata la campagna elettorale per le Amministrative del 26 maggio che porteranno al rinnovo del consiglio comunale. Il Pd ci sarà. Anzi, ci saranno i Pd. Basta dare un’occhiata al programma degli eventi per rendersi conto del bipolarismo (termine politico, ma anche psichiatrico) di un partito ormai smarrito.
Per domenica prossima, infatti, allo stesso orario (10.30), sono in programma due diversi eventi targati Pd, in due hotel differenti. E in entrambe le locandine di presentazione campeggia il simbolo del partito.
In uno dei due appuntamenti è prevista la partecipazione del segretario provinciale cosentino, Luigi Guglielmelli; nell’altro, invece, l’ospite più atteso sarà il senatore Ernesto Magorno.
Ma perché uno stesso partito – in uno stesso paese, nello stesso giorno e alla stessa ora – dovrebbe dare vita a due incontri politici separati l’uno dall’altro?
MAGORNO E OLIVERIO La spiegazione è solo una: in Calabria, oggi, esistono due Pd. Adesso il caso di Belvedere lo dimostra senza alcun dubbio. La scissione fattuale (l’ultima in ordine di tempo) è stata scatenata dallo stesso Magorno, il quale – malgrado fino allo scorso anno sia stato il segretario del partito regionale – pochi giorni fa ha ufficialmente dichiarato la volontà di creare, in occasione delle prossime elezioni, una lista alternativa a quella del governatore “zingarettiano” del Pd, Mario Oliverio.
In Calabria Magorno è il massimo custode dell’ortodossia renziana, per cui è lecito supporre che la sua presa di posizione coinvolga tutta l’area che fa capo all’ex premier. Dall’altra parte, c’è chi, come Guglielmelli, continua a sostenere la ricandidatura di Oliverio, presidente con la tessera di partito e da poco neo componente della Direzione nazionale del Pd (Magorno, invece, ne è stato estromesso).
Altro particolare: all’evento cui prenderà parte il senatore dem parteciperà, in qualità di relatore, anche il segretario del circolo pd di Belvedere, Ugo Massimilla, che – oltre a essere un dirigente di partito – è anche il capo di gabinetto (la nomina è fiduciaria) del presidente del consiglio regionale. Nicola Irto, a sua volta, pur avendo scelto di sostenere Maurizio Martina al congresso, non ha mai messo in dubbio la ricandidatura di Oliverio, almeno non ufficialmente. Come si concilia la presenza di Massimilla con i suoi ruoli? Il capo di gabinetto di quale dei due Pd fa parte?
LO SCENARIO Al di là della singolarità del caso Belvedere, restano le contraddizioni di un partito senza una bussola, come dimostra anche il caso del Pd vibonese, in procinto di allearsi con i Sovranisti alle prossime Amministrative del capoluogo; un partito che continua a essere lacerato tra fazioni diverse, tra renziani e zingarettiani, con questi ultimi che, al loro interno, hanno idee inconciliabili rispetto alla ricandidatura di Oliverio in Regione. Il risultato è un Pd doppio, se non addirittura triplo. (p.bellantoni@corrierecal.it)

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