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A Vibo Limardo fa la storia. E il Pd quasi scompare

La prima sindaco donna della città sfiora il 60% grazie al traino delle liste di Forza Italia e degli ex dem passati nel centrodestra. Nove seggi per lo sconfitto Luciano. L’M5S entra per la prima …

Pubblicato il: 28/05/2019 – 14:34
A Vibo Limardo fa la storia. E il Pd quasi scompare

di Sergio Pelaia
VIBO VALENTIA Per la terza volta consecutiva Vibo ha un’amministrazione comunale targata centrodestra. Per la prima volta, però, a guidarla c’è una donna. Maria Limardo, avvocato con un passato in An, Fli e Pdl, è arrivata a sfiorare il 60% dei voti e ha così chiuso al primo turno la partita delle Amministrative nell’unico capoluogo di provincia chiamato al voto in Calabria. Con 11mila voti ha preso più del doppio dei consensi del suo competitor, l’avvocato Stefano Luciano, che si è fermato a un deludente 28% (poco più di 5mila voti). Dopo Nicola D’Agostino ed Elio Costa, dunque, per la terza elezione dell’ultimo decennio lo scranno di primo cittadino vibonese resta appannaggio del centrodestra.
DUE AZIONISTI DI MAGGIORANZA A trainare Limardo sono state soprattutto due liste, quella di Forza Italia, che porta la firma del senatore Giuseppe Mangialavori, e “Città futura”, che fa riferimento all’ex assessore Vito Pitaro e all’area politica degli ex consiglieri comunali che hanno lasciato il Pd per transitare nel centrodestra. Insieme hanno ottenuto quasi 6mila voti (18% Fi e 13% “Città futura”) e avranno rispettivamente 6 e 5 seggi in consiglio comunale. Altri 10 seggi – in totale sono 21 quelli che andranno alla maggioranza – sono ripartiti tra le altre sei liste che compongono la coalizione vincente, tra le quali quelle di Fratelli d’Italia e Udc che avranno 2 scranni a testa in Consiglio.
DEBACLE PD La coalizione di Luciano avrà invece 9 seggi: oltre al candidato a sindaco sconfitto, già presidente del consiglio comunale ed ex uomo forte – proprio assieme a Mangialavori – dell’amministrazione Costa, vengono eletti 3 consiglieri del suo movimento “Vibo Unica”. Altri 3 seggi vanno al Pd (8,5%, 1500 voti), che dopo una fase pre-elettorale travagliata ha seguito la linea dettata dalla componente maggioritaria – che fa capo all’ex deputato Bruno Censore e al consigliere regionale Michele Mirabello – di entrare in una coalizione di cui fanno parte anche i sovranisti del Mns di Gianni Alemanno. Una scelta che evidentemente non ha pagato né per i dem né per gli inediti alleati postmissini che, con la lista “Concretezza” (4,2%, 800 voti), sono riusciti a conquistare solo 1 consigliere di opposizione. Un altro, infine, è stato assegnato alla lista “Vibo prima di tutto”.
LA PRIMA VOLTA DEL M5S Nei banchi del consiglio comunale vibonese entra per la prima volta anche l’M5S che, con il 10% (1900 voti), avrà due consiglieri: tra i banchi dell’opposizione siederanno infatti il candidato a sindaco grillino Domenico Santoro e il consigliere più votato della sua lista. (s.pelaia@corrierecal.it)

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