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Ha fatto arrestare il boss Mancuso ma «lo hanno lasciato solo»

Il prefetto di Vibo incontra Carmine Zappia, commerciante di Nicotera che ha denunciato il patriarca del clan. «Nessuna vicinanza dal Comune né dalla categoria»

Pubblicato il: 24/07/2019 – 12:52
Ha fatto arrestare il boss Mancuso ma «lo hanno lasciato solo»

VIBO VALENTIA «Carmine Zappia rappresenta un segnale che deve essere colto, perché a fronte della sua iniziativa coraggiosa, non abbiamo visto ciò che noi ci aspettavamo: segnali di solidarietà e vicinanza di cittadinanza, associazioni». Così il prefetto di Vibo Valentia Francesco Zito ha stigmatizzato l’isolamento in cui si è venuto a trovare Carmine Zappia, il commerciante di Nicotera che con la sua denuncia ha fatto arrestare per estorsione il boss Antonio Mancuso, di 81 anni, e il nipote Alfonso Cicerone, di 45. Zito ha incontrato stamani il commerciante insieme ai rappresentanti delle forze dell’ordine proprio per manifestare la vicinanza ed il sostegno dello Stato e delle Istituzioni. Zito ha più volte manifestato il rammarico per l’assenza di attestati o anche solo gesti di vicinanza della popolazione di Nicotera verso il proprio concittadino: dal Comune alle associazioni, dall’uomo della strada ai clienti della vittima che, appreso degli arresti, si sono quasi dileguati dalla sua attività.
«Qualche settimana addietro – ha detto Zito – ho avuto un incontro con i prefetti della Calabria e il commissario antiracket e usura e secondo i dati emersi sembrerebbe che questa regione sia un’isola felice, ma verosimilmente la realtà ben diversa: qualcosa non funziona perché le denunce sono poche. Noi ci saremmo aspettati che l’iniziativa di questo coraggioso imprenditore provocasse una reazione che purtroppo non c’è stata e ciò è un vero rammarico. Il suo è un esempio anche per altre persone che possono trovarsi nelle sue condizioni. Serve pertanto una rivolta civile contro questo silenzio provocato dalla paura e dalla rassegnazione, così come avvenuto in Sicilia; quando si forma un movimento che dà voce alle vittime, queste si sentono più forti e decidono di denunciare».
Amaro il commento dello stesso Zappia: «Dal Comune nessuna vicinanza, nessun messaggio, così come dalla categoria dei commercianti o degli imprenditori. Ho paura, comprensibilmente, ma proseguirò a svolgere la mia attività». L’uomo è nel settore del commercio fin dagli anni ’90 anche se, ha detto, già da piccolo frequentava la tabaccheria di famiglia di via Tondo, a Nicotera, che i Mancuso ventilavano di sottrargli dopo averlo affossato di debiti.

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