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Valli Cupe, «il consiglio regionale approvi la proposta di legge»

Aversa (Fdi): l’affidamento della Riserva a un’associazione ambientalista è un segno di discontinuità rispetto al passato

Pubblicato il: 24/07/2019 – 9:43
Valli Cupe, «il consiglio regionale approvi la proposta di legge»

LAMEZIA TERME «In Calabria spesso si è costretti a prendere atto, parafrasando  Tomasi di Lampedusa, che non importa se uno o più  individui messi assieme fanno bene o male, perché il peccato che non viene perdonato è quello di fare qualcosa. Alla crisi economica e sociale, acuita da governi regionali privi di visione e strategia, purtroppo, in alcune aree, si accompagna un degrado antropologico che non è meno grave, e che esige, dalla politica che ha a cuore gli interessi generali, di essere riconosciuto e, al contempo,  affrontato con rigore e responsabilità. In tal senso, esprimo apprezzamento per la saggia decisione della Commissione Ambiente del Consiglio regionale che ieri, approvando il disegno di legge del consigliere Domenico Tallini volto a trasferire la titolarità dell’Ente Gestore della prestigiosa Riserva Naturale delle Valli Cupe ad un’associazione ambientalista nazionale (Legambiente, ndr), ha dato un chiaro segno di discontinuità col passato». Lo dice il vicecoordinatore regionale di Fratelli d’Italia Rosario Aversa.
«Dinanzi all’insorgere di ostacoli, incomprensioni e disfunzioni che rischiano di trasformare un modello di sviluppo locale che funziona, com’è la Riserva che opera nell’area della Sila Piccola catanzarese, in un carrozzone clientelare e assistenziale, com’è avvenuto in Calabria per alcune importanti ‘aree protette’ da anni ormai in regime di commissariamento, non è stato semplice – continua Aversa – intervenire con la determinazione necessaria per consentire alla Riserva una ripartenza in linea con la mission individuata dalla legge regionale istitutiva: promuovere crescita e opportunità di lavoro».
«Disponiamo – prosegue la nota –, grazie all’impegno straordinario del botanico Carmine Lupia che ha saputo scoprire e valorizzare per le comunità interessate i beni ambientali dell’area, di una Riserva apprezzata in Calabria e in Italia, da Università, economisti, sociologi ed esperti nei sistemi di sviluppo orizzontali che si muovono all’insegna della sussidiarietà e del coinvolgimento delle migliori risorse umane pronte a ‘fare qualcosa’ piuttosto che a recriminare.
Di una Riserva che, originando da un’esperienza naturalistica su basi volontarie a cui la Regione ha fornito un adeguato status giuridico, è diventata un virtuoso modello di sviluppo endogeno di cui possiamo dirci orgogliosi, soprattutto perché dimostra all’Italia che anche in Calabria, quando si fanno convergere sull’obiettivo della crescita tutti gli attori politici, sociali e culturali, lo sviluppo è possibile e si possono fronteggiare la povertà e lo spopolamento delle aree interne. Adesso, c’è da augurarsi che con l’uguale risolutezza dimostrata dalla Commissione Ambiente, agisca anche il Consiglio regionale chiamato ad approvare la legge nella prossima seduta».
«Si eviti di tutelare le vecchie abitudini che mortificano le competenze e premiano gli intrecci assistenziali finalizzati ad interessi di parte – conclude il vicecoordinatore regionale di Fdi –. Abbiamo tutti bisogno di chiarezza, di messaggi di cambiamento e di parole nuove, ma in particolare di tutelare, proteggere e potenziare ciò che di buono e di originale, nonostante le difficoltà del momento, è stato fatto grazie ai sacrifici e all’abnegazione dei nostri giovani».

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