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Si indaga sull'inchino durante la processione della Madonna di Polsi a Ventimiglia

La statua si ferma davanti ai parenti di un uomo (ora defunto) indicato come «personaggio di primissimo piano della ‘ndrangheta». Attende che si uniscano al corteo e poi riparte

Pubblicato il: 10/09/2019 – 12:40
Si indaga sull'inchino durante la processione della Madonna di Polsi a Ventimiglia

VENTIMIGLIA I carabinieri hanno aperto un’indagine per accertare se sia avvenuto il cosiddetto “inchino” alla processione della Madonna di Polsi, che si è tenuta, sabato scorso, nel centro storico di Ventimiglia. A denunciare l’accaduto, in un video, il referente ligure della Casa della Legalità, Christian Abbondanza, secondo il quale la processione si sarebbe fermata, una volta arrivata davanti a Carmelo Palamara, che si trovava seduto su una panchina assieme alla moglie. La scena del presunto inchino è stata ripresa e inserita in un video di circa 7 minuti, che Abbondanza ha pubblicato e che è stato acquisito dai carabinieri. Carmelo Palamara è fratello di Antonio, morto alcuni anni fa e ritenuto boss della locale Ventimigliese.
La Madonna di Polsi per la criminalità calabrese è associata alle riunioni della ‘Ndrangheta che a Polsi, in Aspromonte, sancirono nuove affiliazioni e strategie criminali. Ventimiglia è l’unica città fuori dalla Calabria dove da 4 anni si festeggia questa Madonna.
La scena immortalata dalle telecamere della Casa della legalità dura giusto qualche secondo. Ma sono attimi utili a cogliere un inchino, quello della statua della Madonna di Polsi, davanti ai parenti di Antonio Palamara. E Palamara, morto nel 2017, era considerato dalle forze dell’ordine «personaggio di primissimo piano della mafia calabrese». A Ventimiglia ne sanno qualcosa di ‘ndrangheta. La comunità calabrese è molto presente e, purtroppo, gli addentellati mafiosi non sono pochi. Alla cerimonia era presente anche il consigliere comunale leghista Massimo Giordanengo.
«La processione è passata davanti ai parenti di Antonio Palamara – racconta al Fatto Quotidiano Abbondanza – a quel punto il carro con la Madonna si è fermato. Ha atteso che i congiunti di Palamara (quelli presenti nel video non risultano indagati per mafia, ndr) facessero il segno della croce e si unissero al corteo, poi è ripartito».
Palamara al processo La Svolta era stato condannato in primo grado a 14 anni per mafia e poi era stato assolto in appello. Il suo nome è comparso più volte nelle relazioni semestrali della Dia: «La struttura di Ventimiglia – è stato scritto nel 2017 – sarebbe controllata dalle famiglie Marcianò e Palamara, quest’ultima legata da vincoli parentali alla ‘ndrina Alvaro egemone a Sinopoli».

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