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Sanità, sit-in dei precari alla Cittadella. La Cgil pubblica le schede dei lavoratori – I DATI

La protesta dei lavoratori è scattata davanti la sede della Regione. Nel gruppo di contestatori gli operatori socio-sanitari dell’ospedale di Cosenza. Chiedono l’internazionalizzazione dei servizi….

Pubblicato il: 19/09/2019 – 12:49
Sanità, sit-in dei precari alla Cittadella. La Cgil pubblica le schede dei lavoratori – I DATI

CATANZARO Un gruppo di precari della sanità calabrese, tra cui gli operatori socio-sanitari dell’ospedale di Cosenza ha inscenato, davanti la sede della Regione, un sit-in di protesta contro l’ipotesi del licenziamento.
LE RICHIESTE DEI SINDACATI Un tavolo da convocare al più presto per affrontare concretamente le emergenze della sanità in Calabria. È quanto chiedono Cgil, Cisl e Uil alla luce delle proteste contro i licenziamenti che in questi giorni stanno inscenando i precari del settore. Oggi, a manifestare davanti alla sede della Regione, sono stati gli operatori socio-sanitari dell’ospedale di Cosenza e altri precari, alla presenza dei segretari generali della Cgil Calabria, Angelo Sposato, e della Uil Calabria, Santo Biondo.
«Ieri le nostre segreterie nazionali – ha detto Sposato parlando con i giornalisti – hanno chiesto, durante un incontro con il ministro Speranza, di riaprire il dossier sul “Decreto Calabria”. Noi vogliamo dare una mano, partendo dall’analisi delle criticità e dei bisogni dei cittadini. Al ministro Speranza abbiamo chiesto l’urgente e immediata convocazione di un tavolo con il commissario Cotticelli che affronti alcune gravi emergenze, a partire da quella occupazionale e dall’assunzione del personale necessario all’erogazione dei servizi e della messa in sicurezza degli ospedali e degli operatori, e della complessiva messa in sicurezza del servizio sanitario regionale. Abbiamo chiesto al commissario Cotticelli di essere sensibile, ma ancora, purtroppo, non ha aperto il tavolo con le categorie che aveva promesso qualche mese fa. Abbiamo investito – ha proseguito il segretario della Cgil Calabria – il prefetto di Catanzaro e la deputazione parlamentare calabrese di intervenire al ministero della salute per convincere il commissario per aprire questo tavolo sulle più gravi emergenze. Non si può agire a stralci, è necessario fare un punto complessivo sul precariato in Calabria, lavorare sullo sblocco delle assunzioni perché mancano 5000 unità tra medici e infermieri. Non si può andare avanti, il commissario Cotticelli deve convocare questo tavolo. Noi ci assumiamo le responsabilità fino in fondo, ma anche altri lo facciano». A sua volta, Biondo ha evidenziato che «continua il caos nella sanità calabrese, con precari che vengano licenziati e per essere ascoltati devono salire sui tetti degli ospedali, e lavoratori a tempo indeterminato che si sobbarcano un carico di lavoro eccessivo, con prevedibili ripercussioni sulle prestazioni per i cittadini. Così non va: l’abbiamo detto più volte ai governi nazionali e al commissario Cotticelli, che ha buone parole ma nei fatti ancora non è conseguente. Non è possibile che a pagare il conto siano i calabresi e i lavoratori, mentre non si interviene su tutto ciò che ha determinato questa drammatica situazione e il fallimento della sanità calabrese, a partire dalla pacchia che continua a esserci nella gestione del settore. Se questo – ha proseguito il segretario della Uil Calabria – era il modo per il governo di risolvere le cose, non ci stiamo. Abbiamo chiesto alle nostre strutture nazionali, unitariamente, di intervenire presso il ministro della Salute affinché si ponga fine al Decreto Sanità che ha incancrenito i mali della sanità calabrese. Noi non ci fermeremo, continueremo la protesta: se non ci saranno risposte siamo pronti ad altre forte azioni. Bisogna eliminare definitivamente quanti hanno distrutto la sanità in Calabria, e tra questi ci sono anche la cattiva politica e la ‘ndrangheta: se questo è il cambiamento, non ci stiamo, e – ha concluso Biondo – riteniamo sempre più necessaria una svolta».
Cgil, Cisl e Uil stanno valutando la possibilità di organizzare nei prossimi giorni una nuova iniziativa unitaria in tema di sanità. La Cgil, inoltre, ha anche reso noto il numero dei contratti a tempo determinato esistenti nella sanità calabrese (leggi qui: Dati Precari Sanità Regione Calabria), in totale 1204 tra medici, infermieri e altre figure professionali.
PRESENTATA LA LEGGE “SALVA PRECARI” Intanto, I consiglieri regionali Michele Mirabello (Pd), presidente della terzas Commissione, e Baldo Esposito (Ncd) hanno formalmente presentato una proposta di legge che reca “provvedimenti urgenti per garantire l’erogazione dei servizi sanitari in ambito regionale”. Nella relazione illustrativa del testo normativo, nato anche in considerazione delle proteste messe in atto in questi giorni da varie figure di precari della sanità licenziati o in via di licenziamento, si evidenzia che «l’emergenza sanitaria è acuita dalla grave carenza di personale di ogni ruolo e qualifica. Il blocco del turn over degli ultimi anni, il numero delle cessazioni in servizio, anche per l’adesione alla cosiddetta “Quota 100”, mette a serio rischio l’erogazione dei servizi sanitari, anche nell’area dell’emergenza. Proprio in questo contesto – scrivono Mirabello ed Esposito – si rende necessario trovare soluzioni alternative e rapide per assicurare la continuità dei servizio assistenziali e garantire l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza»: Per questo .- aggiungono i due consiglieri regionali firmatari della proposta di legge – «si rende necessario rinnovare, fino al 31 dicembre 2019, tutti i contrati a tempo determinato o flessibile nonché quelli cessati di recente. Contestualmente, dovranno essere definite, entro la stessa data, tutte le procedure avviate per l’assunzione a tempo indeterminato. Una volta definiti i fabbisogni di personale di ciascuna azienda sanitaria e ospedaliera, si dovranno assumere, entro il 31 dicembre 2019 e sui posti disponibili, i vincitori e gli idonei delle graduatorie valide». Nella reazione finanziaria al testo, Mirabello ed Esposito spiegano che la proposta di legge «non comporta oneri a carico del bilancio regionale in quanto la copertura rientra già nei bilanci delle aziende sanitarie e ospedaliere». La proposta di legge è stata assegnata per l’esame di merito alla terza commissione “Sanità e Attività sociali”, nella quale è già stata anticipata nella seduta di ieri, e alla seconda Commissione “Bilancio” per il parere.

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