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«Servizi sociali, lo scippo ai più fragili»

di A. Romano* ed E. Jorio**

Pubblicato il: 02/10/2019 – 15:21
«Servizi sociali, lo scippo ai più fragili»

Robbe da matti, in questa occasione sarebbe proprio il caso di violentare il vocabolario. La notizia del nuovo Regolamento, approvato con la delibera della giunta regionale n. 423 del 9 settembre scorso, provoca infatti un allarme generale e un profondo sconcerto, tali da sconvolgere non solo i dizionari bensì anche la grammatica e la sintassi della buona politica. Esso ha invero l’ardire di riorganizzare l’assetto istituzionale del sistema socio-assistenziale calabrese ricorrendo a procedure, formule e soluzioni a dire poco stravaganti.
Nella sostanza, scippa ai più fragili in nome di una politica sempre più autoreferenziale e distante dai bisogni della gente.
Tante le discrasie in chiaro contrasto con lo spirito dell’auspicata riforma, il cui fine sarebbe dovuto essere quello di alleviare e rimuovere, rispettivamente, il bisogno e le grandi difficoltà delle persone con fragilità sociale. Un atto amministrativo/normativo che arriva persino a violare il principio della gerarchia delle fonti, essendo stato adottato in relazione ad una legge regionale di «delegificazione» che nulla c’azzecca con ciò che per materia (per esempio: accreditamento) pretende il concretizzarsi di un provvedimento legislativo. Ma si sa, la Regione Calabria è portata a violare quotidianamente la Costituzione e a non legiferare laddove si dovrebbe, supponendo di fare espropriare all’Esecutivo potestas che appartengono al Consiglio, divenuto sempre più un organo in disuso.
La riforma (perché di riforma si tratterebbe), in ossequio all’articolo 3 della Costituzione, avrebbe dovuto concorrere alla realizzazione di un organico sistema integrato di sicurezza sociale per garantire il pieno e libero sviluppo della persona umana e della comunità.
Tale regolamento interviene invece: a) per incrementare le clientele aprendo a iosa e senza alcun criterio di equità sociale le autorizzazioni e gli accreditamenti; b) per infornare i calabresi della parsimonia del loro Governatore. Meglio, di quanto in Regione spendano poco per le pulizie personali: 0,15 euro pro die. Un costo, che neppure in Uganda, calcolato dai soliti «abili» tecnici regionali per determinare la tariffa da retribuire a chi si occupa di disabili con fatica e a tempo pieno.
Invero, dall’analisi dei costi utilizzati per il calcolo delle rette, alle strutture socio-assistenziali verranno riconosciuti costi inferiori ad ovunque a fronte di spese che hanno la stessa natura rispetto ai medesimi costi riconosciuti per le strutture socio-sanitarie.
E ancora. Appare incomprensibile la scelta di porre a carico degli Ambiti Territoriali i costi che deriveranno dalla mancata erogazione delle quote di compartecipazione da parte degli utenti, soprattutto in caso di minori. Difatti, ciò determinerà l’impossibilità di coprire tutti i costi di gestione e, in ultima analisi, causerà il peggioramento della qualità e quantità dei servizi socio-assistenziali erogati.
Tutto questo è accaduto peraltro a fronte della recente dichiarazione del presidente Oliverio:” (…) In questi anni di governo, la nostra azione è stata improntata all’inclusione sociale di migliaia di persone in condizioni economiche deboli (…)”. Che coerenza!
L’accaduto dimostra comunque due cose, oltre alla inadeguatezza della governance regionale al lordo della burocrazia impegnata nel delicato ambito:
a) quanto sia lontano il Governatore dai bisogni di una famiglia per far fronte ai bisogni di casa, specie in casi di oggettiva fragilità;
b) quanto, e sappiamo che non è così, i tecnici regionali dedichino alla loro persona e quella dei loro figli, i termini di risorse economiche.
Dalle nostre parti occorre una seria rivoluzione culturale. Le politiche sociali devono essere improntate a scelte che restituiscano opportunità e dignità alle persone in maniera armonica ed organica, alle politiche attive volte all’inclusione sociale e non più a scelte e ad interventi una tantum, inefficaci ed inefficienti o peggio ancora clientelari.
Si spera che le prossime elezioni siano utili a cambiare velocità e traguardi.

*già assessore alle Politiche Sociali Comune di Crotone
**docente UniCal

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