Ultimo aggiornamento alle 10:00
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

Abramo, la (nuova) giunta e il consigliere "assenteista": tutti salvi in consiglio comunale

Momenti di concitazione nel corso della seduta, con una protesta contro Gettonopoli che comunque non “sfonda”. Con le surroghe la maggioranza numerica addirittura aumenta. E “salva” il consigliere…

Pubblicato il: 12/02/2020 – 18:11
Abramo, la (nuova) giunta e il consigliere "assenteista": tutti salvi in consiglio comunale

di Antonio Cantisani
CATANZARO
Il sindaco Sergio Abramo e il centrodestra traguardano lo “scoglio” di un consiglio comunale temuto ma che si rivela una “pura formalità” e si avviano ad andare avanti tra alti (pochi) e bassi (tanti) ma senza reali rischi (salvi colpi a sorpresa, ovviamente non politici). È questo, in estrema sintesi, il senso di una giornata che si preannunciava non facile, per il primo cittadino e la maggioranza reduci dal ciclone mediatico scatenato dagli effetti dell’inchiesta “Gettonopoli” e una crisi politica risolta con un solo ingresso – la neo vicesindaco, Gabriella Celestino – in una Giunta per il resto identica a quella azzerata da Abramo un paio di settimane fa. Doveva esserci mobilitazione di piazza contro il sindaco e la sua ritrovata coalizione, e qualcosa c’è stato, ma non certo le masse che provocano sconvolgimenti. Un centinaio di manifestanti auto-convocati sui social attraverso il gruppo “Oscurateci tutti” per invitare Abramo e i suoi a dimettersi dapprima presidia piazza Prefettura e poi si sposta nella sala della Provincia dopo il Consiglio comunale è tornato a riunirsi a distanza di quasi tre mesi dall’ultima seduta, prima che l’”affaire Gettonopoli” deflagrasse con tutto il suo carico di pubblico ludibrio nazionale.

Alla fine nessun tumulto, certo momenti di concitazione e di tensione ma nulla di particolarmente eclatante: qualche protesta e qualche urla, “battibecchi” tra alcuni consiglieri comunali e alcuni cittadini e tra lo stesso Abramo e l’ex consigliere di “Cambiavento”, Gianmichele Bosco, uno dei cinque dimissionari dopo l’ondata di “Gettonopoli”: Bosco, che è avvocato, apostrofa Abramo su un termine giuridico, Abramo replica dicendo che«sei sempre il solito». Qualche altra scaramuccia, alcuni cittadini più esagitati vengono discretamente invitati dalla polizia municipale a uscire dall’aula ma, insomma, nessuna “rivolta” popolare. Anche su queste cose Catanzaro resta una città estremamente pigra… Il “succo” è quello di un sindaco che, all’atto della presentazione della nuova (vecchia) Giunta, finalmente rompe il silenzio e parla, dicendo in buona sostanza che «non ci si dimette per un avviso di garanzia, perché abbiamo lavorato bene e rischiamo di disperdere il buon lavoro fatto con un commissariamento che sarebbe un danno incalcolabile e un colpo mortale per una città che perderebbe importanti finanziamenti, pertanto si va avanti per un senso di responsabilità verso la città».
È la tesi che in pratica tutti i consiglieri della maggioranza di centrodestra, sia pure con qualche sfumatura, seguiranno e ribadiranno nei loro interventi. E sul piano numerico paradossalmente, Abramo esce addirittura rafforzato, perché nel “gioco” delle surroghe, avvenute oggi, dei consiglieri dimissionari di minoranza alcune “new entry” dovrebbero ulteriormente puntellare il sindaco e la sua maggioranza, svuotando ancora di più la minoranza. La sensazione diffusa è comunque quella di una politica ormai di fatto inesistente a Catanzaro, con un centrodestra che va avanti per puro spirito di conservazione e un centrosinistra che, al solito, si è già disperso in mille rivoli, nemmeno tanto comunicanti tra di loro.
E in questo contesto non sorprende nemmeno il “salvataggio” del consigliere comunale Tommaso Brutto, a rischio decadenza per un presunto eccesso di assenze dal Consiglio, assenze giustificate secondo la documentazione prodotta da Bruno: al termine dei lavori, quando anche gli ultimi “contestatori” si sono dileguati, l’aula, con soli due voti contrari e due astenuti ma con 23 voti a favore, dice no alla decadenza. Ma anche questa era, in realtà, una “pura formalità”… (redazione@corrierecal.it)

Argomenti
Categorie collegate

Corriere della Calabria - Notizie calabresi
Corriere delle Calabria è una testata giornalistica di News&Com S.r.l ©2012-. Tutti i diritti riservati.
P.IVA. 03199620794, Via del Mare, 65/3 S.Eufemia, Lamezia Terme (CZ)
Iscrizione tribunale di Lamezia Terme 5/2011 - Direttore responsabile Paola Militano
Effettua una ricerca sul Corriere delle Calabria
Design: cfweb

x

x