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Troppi dubbi sulla fase 2. «Riaprire l'acquapark? Sì, ma con quali regole?»

I dubbi di Milena Marino, direttrice del parco acquatico “Odissea 2000” a Corigliano Rossano. «Lo stato sostenga il settore con misure specifiche perché i prestiti serviranno per pagare le tasse»

Pubblicato il: 20/04/2020 – 18:39
Troppi dubbi sulla fase 2. «Riaprire l'acquapark? Sì, ma con quali regole?»

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO
La tanto agognata “fase 2” è attesa quasi come una manna dal cielo per chi “fa” impresa, che in Calabria assume sempre più i connotati del “turismo”. Uno dei comparti che più di tutti subirà le influenze negative della crisi – questa volta economica – derivante dalla pandemia da Sars-Cov-2.
Decreti governativi e regionali hanno iniziato a sciogliere le briglie al settore, concedendo una sorta di “pre-fase 2”, quindi il via alla manutenzione ed a tutte quelle azioni propedeutiche all’apertura stagionale, dopo il lockdown invernale, ma di certo non serviranno a lenire le sofferenze economiche e occupazionali (seppur stagionali). Come quelle che genera l’Acqua Park “Odissea 2000” – dedicato ad Ulisse e giunta alla sua 26a stagione – a Corigliano Rossano, uno dei parchi acquatici più grandi e celebri del Meridione, tanto da impiegare, nei tre mesi estivi, più di duecento persone ed ospitare circa 150mila visitatori a stagione.
«Una stagione – racconta Milena Marino, direttrice del parco, di proprietà della famiglia, nel fare il punto sulle ricadute economiche da coronavirus – che stava nascendo bene, fino al lockdown. Avevamo già iniziato a programmare l’estate 2020 ma poi il Decreto dell’11 marzo ha bloccato tutto. In questa nuova fase, il provvedimento regionale che autorizza le attività di manutenzione e preparazione all’apertura stagionale rappresenta, certo, un segnale positivo, ammesso che poi si possa aprire. Si parla tanto di “fase 2” ma per noi è difficile programmare se non vi sono altre indicazioni. Qualora potessimo aprire, in che modo dovremmo farlo, con quali regole? Leggiamo di aperture scaglionate, con mascherine, guanti e distanziamento sociale. Siamo pronti ai distanziatori, alle limitazioni nel numero di ombrelloni, ma nella realtà come dovremo tradurre queste misure?»
Insomma, in ambito turistico pur potendo “mettere mano”, tutti si chiedono se lo sforzo manutentivo delle prossime settimane sarà realmente utile, «senza alcuna indicazione supplementare, e se non si intravede, al momento, una data, quando e come aprire».
«Dopo l’emanazione del decreto regionale abbiamo ripreso i lavori di manutenzione e allestimento del parco – puntualizza Marino – con la speranza di poter contare su una data certa, così da programmare tutto il resto, anche perché prima del lockdown eravamo in contatto, per esempio, con società di animazione».
E come tutti gli operatori turistici, al momento, Milena Marino si pone una serie di quesiti. «Un altro problema è capire – dice ancora la direttrice di “Odissea 2000” – come funzioneranno i trasporti, gli spostamenti, perché una parte di visitatori ci raggiunge con i pullman. Anche in questo caso, che misure saranno adottate?».
Il comparto turismo in Calabria, dunque, per come riferisce Federalberghi (qui la notizia) ad oggi non sembra infondere grandi speranze. Milena Marino conferma: «Nei villaggi (“Nausicaa” e “Afrodite”, adiacenti al parco, ndr) abbiamo ricevuto tante disdette dagli inizi di marzo in poi, con conseguenze incalcolabile anche nella manodopera o con i fornitori. Di solito in questo periodo dell’anno iniziamo i colloqui per le assunzioni o stringiamo gli accordi con i tour operator, ora è tutto paralizzato».
Insomma, quando e soprattutto in che modo una struttura come Odissea 2000 potrà riaprire i battenti, rimane un mistero che aleggia pesantemente anche sul fatturato annuale. «Nei tre mesi estivi, le attività turistiche – spiega in proposito la direttrice del parco – fatturano per l’intero anno. Quindi per noi è urgentissimo capire se potremo riaprire e con quali misure da adottare. E poi governo e regioni devono assolutamente erogare contributi a fondo perduto per recuperare le perdite che si genereranno inevitabilmente nei prossimi mesi, considerando che il virus non ha fatto altro che aggravare una crisi economica preesistente».
Ed anche le misure che il governo sta programmando, per Milena Marino «non sono sufficienti. I prestiti pensati per venire incontro alle aziende, seppur a tassi molto agevolati, si ripianeranno nelle stagioni successive, cosicché il fatturato di quest’anno sarà perduto per sempre, con perdite incalcolabili. Ma poi – sottolinea infine Milena Marino – quei prestiti, ben che vada serviranno a pagare le tasse. Un’azienda come la nostra ha un costo anche nei mesi di chiusura, per questo credo siano assolutamente necessarie l’adozione di misure specifiche e diversificate per il comparto turismo, poiché perdere i tre mesi estivi, significa perdere un anno di fatturato». E nessuno, nella già bistrattata economia calabrese, può permetterselo. Dal più piccolo degli stabilimenti balneari, ai colossi del divertimento acquatico. (l.latella@corrierecal.it)

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