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«Ho vinto contro il coronavirus ma è stata una battaglia durissima»

Le testimonianze di due cittadini del Comune di Parenti vittoriosi contro il Covid: «In questa Fase 2 dobbiamo stare ancora più attenti a rispettare tutte le regole»

Pubblicato il: 07/05/2020 – 13:38
«Ho vinto contro il coronavirus ma è stata una battaglia durissima»

di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME
«E’ stata una battaglia molto dura, ma ce l’abbiamo fatta». E’ questo il messaggio più importante che arriva da chi, grazie alla tenacia e alle fondamentali cure mediche, è riuscito a battere il coronavirus. Messaggi che assumono maggiore importanza e rilevanza proprio in questi giorni di “Fase 2”, con l’allentamento delle restrizioni dopo quasi due mesi di quarantena forzata per tutti. La pandemia non è ancora finita, l’emergenza non è alle spalle, tutt’altro. L’attenzione è e deve restare altissima così come raccomandato da istituzioni e comunità scientifica.
LE TESTIMONIANZE Ma i segnali di speranza arrivano proprio dalla Calabria e, in particolare, dal Comune di Parenti. L’amministrazione, infatti, ha deciso di pubblicare alcune video-testimonianze di chi è riuscito a battere il coronavirus. Come quella di Antonio Simarco, Assessore nel Comune di Rogliano, che racconta: «Ho passato 36 giorni di ospedale e quasi 50 giorni di malattia, con un ricovero d’urgenza. Un periodo terribile,ma ce l’ho fatta. Tanti pensieri hanno affollato la mia mente in questo periodo di degenza anche se ancora sono in terapia, in casa, per superare questa quarantena. Ma per fortuna sono qui, con un importante messaggio che è la speranza di andare avanti per non perderci d’animo. Il pensiero va a tutti voi: bisogna stare ancora attenti e quando uscite, state attenti a rispettare tutte le regole. Dietro l’angolo c’è un terribile flagello».
IL GIOVANE GIUSEPPE E poi c’è il 21enne Giuseppe Lorelli, studente di Economia aziendale presso l’Unical, legato al territorio di Parenti e uno tra i più giovani ad aver affrontato e vinto il Covid-19. «E’ stata una vera e propria guerra – racconta – per fortuna vinta. Sono stati trenta giorni di battaglia di cui 20 passati nel reparto di Malattie Infettive all’ospedale di Cosenza. Un’esperienza vi assicuro non semplice, vissuta in isolamento da un giorno all’altro con la sola presenza del personale medico coperto dalla testa ai piedi. Non lo auguro a nessuno!». «Ad oggi – racconta ancora Giuseppe – il peggio è passato, ma se si parla ancora di emergenza un motivo ci sarà! Mi rivolgo ai miei coetanei. Capisco che la voglia di uscire è tanta, ce l’ho anche io, ma bisogna stare attenti al contagio, ci vuole davvero poco. E’ un nostro dovere cercare di limitare quanto più possibile i rischi. Lo abbiamo visto in tv, su internet, quindi sappiamo bene come dobbiamo comportarci». (redazione@corrierecal.it)

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