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Coronavirus, la Calabria “resiste” all’ondata di rientri: in un mese -50% di casi positivi

Il report, al 17 maggio, del Dipartimento Sanità della Regione: dal 16 aprile gli attivi sono calati di oltre la metà e aumentano dimessi e guariti. Il 6,7% degli infetti è in età pediatrica. L’età…

Pubblicato il: 24/05/2020 – 7:51
Coronavirus, la Calabria “resiste” all’ondata di rientri: in un mese -50% di casi positivi

CATANZARO L’età media dei positivi al Coronavirus in Calabria è 51,6 anni, l’età media dei deceduti per Coronavirus è 82,68 anni. È quanto emerge dal report settimanale curato dal Dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria, report che fornisce dati e analisi sull’epidemia dal suo inizio in Calabria, dal 28 febbraio: l’ultimo periodo sotto osservazione del report, curato dal settore 9 del Dipartimento regionale, si estende fino al 17 maggio. Secondo quanto evidenziato nello studio, a quella data il totale dei test è stato di 55.304, con 1.151 casi positivi e 95 deceduti.
L’IMPATTO DEI RIENTRI Nel report si evidenzia che dal 6 maggio (scadenza della precedente rilevazione) al 17 maggio «vi è un netto incremento nel numero dei casi dimessi/guariti (+245), rispetto ai nuovi casi confermati (+29). Si precisa, che dal 6 al 19 maggio sono stati processati tamponi rino-faringei per lo screening effettuato all’arrivo nel territorio regionale (autostrade, aeroporti, stazioni treni) su 5.114 cittadini residenti in Calabria provenienti da altre Regioni (per gli spostamenti consentiti dal Dpcm del 26 aprile 2020) e, di questi, 15 sono risultati positivi al test». E ancora: «La nuova ondata dei rientri, consentita per i residenti a partire dal 4 maggio 2020, ai sensi dell’ordinanza 38/2020, ha contribuito in modo preponderante anche ad aumentare il numero dei soggetti posti in quarantena precauzionale, passati dai 5.612 del 6 maggio ai 10.707 del 17 maggio (dato cumulato), con un incremento di 5.095 unità. Sui soggetti in rientro è stato eseguito il tampone rino-faringeo. In totale, alla data del 17 maggio, sono stati eseguiti 4.907 tamponi. Le attività (…) hanno permesso di identificare, nei giorni dal 6 al 17 maggio, 15 nuovi casi di rientro, che rappresentano circa la metà del totale dei casi confermati (pari a 32) individuati nello stesso periodo. Per quanto riguarda i deceduti, nel raffronto tra i valori registrati alle date del 6 e del 17 maggio, l’incremento nel numero dei deceduti (+6), è nettamente inferiore all’incremento nel numero dei soggetti guariti (+245)».
I CASI POSITIVI Su 1.149 soggetti positivi censiti prevalgono le donne, ma di poco (581 rispetto ai 568 uomini), con un’età media di 51,7 anni per le donne e 51,8 anni per gli uomini e una complessiva età media dei contagiati attestata a 51,6 anni, più bassa rispetto alla precedente rilevazione del 6 maggio (51,9). Di questi – si evidenzia nel report – i soggetti in età pediatrica contagiati rappresentano il 6,7% del totale, con complessivi 77 casi, per un’età media di 11,8 anni. Nel report del Dipartimento Tutela della Salute, poi, si rimarca che «è documentato che i soggetti maggiormente a rischio d’infezione sono coloro che si trovano a contatto stretto con pazienti affetti da Covid-19, in primis gli operatori sanitari impegnati in assistenza diretta ai casi. Dall’inizio dell’emergenza sanitaria, sono molti i professionisti sanitari che hanno contratto il virus, risultando, su scala nazionale, una delle categorie maggiormente colpite. Al 6 maggio 2020, sono stati riportati al sistema di sorveglianza della piattaforma dell’Istituto Superiore di Sanità 23.988 casi di Covid 19 tra gli operatori sanitari: di questi, 107 in Calabria. Diversamente di quanto avviene nella popolazione generale, negli operatori sanitari calabresi in questa prima analisi, si osserva un numero maggiore di casi di sesso femminile rispetto al numero di casi di sesso maschile. Il primo caso di Covid tra gli operatori sanitari si è verificato nella provincia di Crotone, mentre il numero maggiore di casi si è riscontrato nella provincia di Catanzaro, in seguito al focolaio individuato presso una Rsa. Deve evidenziarsi che nel periodo che intercorre tra il 7 maggio ed il 17 maggio, non si registrano nuovi casi tra il personale sanitario».
LE STRUTTURE RESIDENZIALI Secondo il report del Dipartimento regionale, «una seconda categoria di soggetti a rischio è rappresentata dagli ospiti delle strutture residenziali sociosanitarie. In tali strutture gli ospiti, in genere con un’età superiore ai 60 anni, spesso presentano patologie multiple, croniche, fragilità e disabilità. Tale categoria di soggetti è potenzialmente a maggior rischio di evoluzione grave, qualora colpiti da Covid-19»: nel periodo sotto osservazione, quindi fino al 17 maggio, i casi confermati riconducibili a queste strutture, inclusi gli operatori sanitari e socio sanitari e i contatti sono 213, con un’età media di 67,1 anni.
L’ANDAMENTO DELL’EPIDEMIA Per quanto riguarda l’andamento dell’epidemia, «la percentuale dei casi positivi sul totale dei soggetti testati ha raggiunto un massimo in data 16 marzo (10,9%), per poi decrescere, in modo più marcato, dal 28 marzo, fino ad arrivare al 2,1% (1.151 casi confermati su 53.470 soggetti testati) in data 17 maggio». Alla data del 17 maggio – è annotato nel report – «i tamponi effettuati risultano essere 55.304, con un incremento, dal 6 maggio, pari a 13.476 tamponi». Nel periodo di osservazione «il valore più alto (97 nuovi casi) è stato raggiunto in data 27 marzo in relazione con il manifestarsi di un focolaio all’interno di una Rsa. Alla data del 17 maggio i casi attivi risultano 422, con un decremento, dal 6 maggio, pari a 222 unità. Questi dati indicano che dal 16 aprile, data in cui è stato raggiunto il massimo dei casi attivi dall’inizio dell’epidemia (pari a 847), vi è stata una diminuzione pari a 425 unità, pari a circa la metà dei casi attivi. Il decremento in termini percentuali, in poco più di un mese – dal 16 aprile al 17 maggio – risulta essere infatti del 50,2%». Per quanto riguarda l’andamento dei casi attivi per 1000 abitanti in Regione Calabria, nel periodo sotto osservazione il valore massimo è stato raggiunto il 16 aprile con 0,435 casi per 1000 abitanti (pari a 4,35 casi per 10000 abitanti) e al 17 maggio il valore registrato è pari a 0,217 (2.17 casi per 10.000 abitanti). E ancora – riporta lo studio del Dipartimento Tutela della Salute – «alla data del 17 maggio i dimessi-guariti risultano essere 634, con un incremento, dal 29 aprile, pari a 245 unità (incremento percentuale pari al 38,6%)».
I DECESSI Per quanto riguarda i decessi per Coronavirus, il Dipartimento regionale Tutela della Salute evidenzia che «alla data del 17 maggio i deceduti risultano essere 95, con un incremento, dal 29 aprile, pari a6 unità (incremento percentuale pari al 6,3%). In data 13 aprile, per la prima volta durante l’epidemia, il numero dei guariti ha superato il numero dei deceduti e la divaricazione tra guariti e deceduti è andata progressivamente aumentando Alla data del 17 maggio il rapporto dimessi-guariti/deceduti è pari a 6,6». Alla data del 6 maggio il tasso di letalità (percentuale dei deceduti su totale casi positivi) è pari a 7,9 % (per l’Italia è pari al 13,84%)». Dei 95 deceduti censiti al17 maggio in Calabria, si registra una prevalenza degli uomini sulle donne (56 rispetto a 39): l’età media dei deceduti è 82,68 anni (donne 85,4, uomini 57,04 anni). Con riferimento alle patologie pregresse dei contagiati deceduti, complessivamente, 9 pazienti (9,47% del campione) presentavano 0 patologie, 24 (25,26%) presentavano 1 patologia, 25 presentavano 2 patologie (26,3%), 13 presentavano 3 patologie (13,68%) e 24 presentavano 4 o più patologie (25,26%). Tra le patologie preesistenti più frequenti, l’ipertensione arteriosa (37,9%), la broncopneumopatia cronica ostruttiva (21,1%), la demenza (17,9%) e il diabete mellito tipo 2 (15,8%). (a. cant.)

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