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Più spiaggia a disposizione per i lidi, nuovo blitz della maggioranza

All’ordine del giorno del Consiglio regionale la proposta di legge che estende, solo per questa stagione balneare, lo spazio per gli stabilimenti dei privati

Pubblicato il: 27/06/2020 – 17:07
Più spiaggia a disposizione per i lidi, nuovo blitz della maggioranza

REGGIO CALABRIA Le Commissioni ma non solo. Nelle ultime ore l’ordine del giorno del Consiglio regionale di lunedì prossimo si è arricchito di altri provvedimenti, più o meno “necessitati” da scadenze normative ed emergenze da Covid-19. C’è un po’ di tutto, all’insegna di proroghe e di deroghe che saranno anche “obbligate” ma sottintendono una tendenza alla “deregulation” un po’ sospetta e non sempre motivata. E così, “piazzato” al 16esimo punto dell’ordine del giorno del Consiglio di lunedì, ecco che la maggioranza di centrodestra rilancia una proposta di legge che già aveva suscitato una polemica in aula a fine maggio, finendo con l’essere rinviata a tempi più propizi: è la proposta di legge che introduce, ma solo per questa stagione estiva, nuove regole sulle concessioni degli stabilimenti balneari. In sostanza, la proposta di legge prevede, solo per il 2020, la possibilità di una significativa estensione degli spazi ai lidi privati.
LA PROPOSTA DI LEGGE A fine maggio l’aveva presentata in aula, “fuori sacco” come in genere avviene quando si vuole tentare un “blitz” approfittando del caos e/o della stanchezza generale, il consigliere regionale della Lega, Filippo Mancuso, che l’aveva motivata con «l’urgenza di intervenire perché altrimenti arriviamo lunghi». Dai banchi dell’opposizione era arrivato però il niet, e alla fine, il punto era stato rinviato, demandato – a quanto sembra – a un ‘ordinanza anti-Covi della governatrice Santelli, che però non arriverà mai. Adesso, a ripresentare la proposta di legge, sotto il titolo “Norme di salvaguardia e disposizioni transitorie in materia di demanio marittimo-integrazioni degli articoli 14 e 27 della legge regionale 17/2005”, è il capogruppo di Forza Italia, Giovanni Arruzzolo. Il provvedimento – si legge nella relazione – punta a «a contemperare da un lato le esigenze dell’uso pubblico del demanio marittimo e della libera balneazione e dall’altro le esigenze delle attività turistico-ricreative, con particolare riferimento agli stabilimenti balneari, al fine di contenere gli effetti socio-economici sul territorio calabrese che scaturiscono dalle emergenze sanitarie ed epidemiologiche da Covid- 19 in atto, salvaguardando, quindi, anche gli interessi dell’intera collettività. Con ciò, anche incrementando la percentuale di spiaggia libera da sottrarre alla vigilanza dei Comuni (che dispongono di scarsi mezzi economici e strumentali), affidandola alla vigilanza degli stabilimenti balneari».
L’ARTICOLATO Nel dettaglio, la proposta di legge prevede che «esclusivamente per la stagione balneare 2020 e su richiesta dei titolari di concessione, i Comuni potranno concedere un’estensione dell’area in concessione mediante ampliamento del fronte-mare sino al massimo del 30% di quello relativo alla concessione demaniale in essere, nel rispetto di particolari condizioni dettagliate nell’articolato». Eccone alcune: «Sia rispettata la percentuale pari al 30 per cento del fronte mare per la libera fruizione, calcolata in relazione all’estensione della fascia demaniale disponibile alla balneazione, per il medesimo comparto o la medesima zona omogenea, di ogni singolo comune rivierasco: il fronte mare complessivo, derivante dall’estensione, non sia superiore a 100,00 (cento) metri lineari – fatte salve le attività ricettive alberghiere, i villaggi turistici, i campeggi e le altre strutture ricettive che presentino analoghe caratteristiche – ai fini delle attività inerenti i servizi di balneazione che dimostrino – in ragione del numero complessivo di posti letto disponibili, ovvero di ospiti, nel caso di campeggi – che detta estensione sia necessaria per il rispetto del necessario distanziamento».
IL “GRIGIO” DELLA PROPOSTA In generale, e di là della finalità che può anche essere condivisibile, la proposta di legge in alcune parti appare però confusionaria. Primo perché non è chiaro come e quanto l’estensione dei lidi impatterà sulla spiaggia “libera” (già abbastanza compressa in Calabria). Poi perché è applicabile «sia in presenza che in assenza di Piano comunale spiaggia approvato». E infine perché da un lato “responsabilizza” i Comuni ma dall’altro stabilisce che «per fronteggiare gli effetti dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, al fine di favorire la massima semplificazione amministrativa, in applicazione del principio di sussidiarietà, esclusivamente per la stagione balneare 2020, la richiesta al settore regionale competente in materia di demanio marittimo di pareri vincolanti e/o obbligatori, previsti dalla presente legge resta a discrezione dei Comuni, fatti salvi eventuali controlli che la Regione si riserva di effettuare». L’articolato infine specifica che le disposizioni transitorie «non sono prorogabili, sono valide esclusivamente per la stagione estiva 2020»: basterà questo a sgomberare il campo dal sospetto di un “regalo” ai privati? (c. ant.)

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