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Gioco illegale online, la Calabria cerca più di tutti i “trucchi” per vincere

L’analisi di Casinos.com sui dati Google Trends: la regione ottiene il punteggio massimo di 100. È quarta per le ricerche sui casinò non AAMS

Pubblicato il: 11/08/2026 – 10:24
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È la Calabria la regione italiana in cui si cercano con maggiore intensità i presunti metodi per vincere alle slot machine. Lo rileva un’analisi condotta da Casinos.com su cinque anni di dati Google Trends, dedicata a quattro parole chiave che gli utenti italiani digitano centinaia di volte al mese per cercare il gioco fuori dal circuito legale.
Sulla ricerca “trucchi slot” la Calabria ottiene il punteggio massimo di 100, unica regione al vertice della graduatoria, davanti a Basilicata (80) e Campania (70). È un dato che merita attenzione, perché chi digita quelle due parole non sta cercando un sito su cui giocare, ma una scorciatoia che nessuna slot machine legalizzata può offrire: il rendimento di questi apparecchi è una media calcolata su milioni di giocate, non una soglia che si possa individuare o forzare.

Quarta in Italia per la ricerca di “casinò non AAMS”

La regione compare in posizione alta anche nelle altre graduatorie. Sulla ricerca “casinò non AAMS“, la formula più utilizzata per individuare gli operatori senza concessione italiana, la Calabria si colloca al quarto posto con 95 punti, dietro Basilicata (100), Molise e Sicilia (97). Sui “casinò stranieri” è seconda con 50, superata soltanto dal Lazio, mentre su “Telegram casino” è quinta con 66: complessivamente è una delle sole cinque regioni italiane presenti in tutte e quattro le classifiche. Proprio sulla domanda di presunti trucchi si sono concentrate alcune delle tecniche di adescamento più recenti documentate dall’Osservatorio sul Gioco Online Illegale di Data Room Nexus: inserzioni diffuse sui social network e bot che annunciano di aver rilevato, grazie all’intelligenza artificiale, presunte “anomalie” nel rendimento delle slot, per indurre gli utenti a registrarsi e depositare denaro reale su piattaforme prive di licenza.

Un mercato nazionale da 3 miliardi l’anno

Le ricerche analizzate si inseriscono in un contesto di dimensioni rilevanti. Secondo il secondo report dell’Osservatorio Nexus, nel primo semestre del 2026 quasi mille siti di gioco illegale monitorati hanno registrato 37,2 milioni di accessi, riconducibili a circa 9,2 milioni di utenti italiani, per una raccolta stimata in un miliardo e mezzo di euro nel semestre e circa 3 miliardi su base annua.
Si tratta inoltre di un circuito difficile da contrastare: a ogni dominio oscurato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ne subentra in poche ore un altro identico, che conserva i dati di registrazione e il saldo degli utenti, mentre le community su Telegram provvedono a comunicare i nuovi indirizzi. Sono piattaforme che restano fuori da ogni obbligo di legge: nessun limite di deposito, nessuna verifica dell’età, nessun accesso al registro nazionale di autoesclusione e nessuna garanzia sul pagamento delle vincite.


«I dati sulle ricerche raccontano il lato meno visibile del fenomeno, quello della domanda», commenta Daniele Alfieri, Responsabile Media & PR di Casinos.com. «Sapere dove quella domanda è più intensa è utile a chi si occupa di prevenzione e di informazione, perché indica su quali territori è più urgente far conoscere la differenza tra un operatore autorizzato e uno che opera al di fuori di ogni regola e di ogni tutela per il giocatore».


L’analisi è stata condotta da Casinos.com sui dati Google Trends degli ultimi cinque anni, limitatamente alle ricerche effettuate dall’Italia, per quattro parole chiave: “casinò non AAMS”, “trucchi slot”, “Telegram casino” e “casinò stranieri”. I punteggi, compresi tra 0 e 100, esprimono l’interesse relativo di ciascuna regione e non valori assoluti. Le regioni che non compaiono in una graduatoria non registrano un volume di ricerche sufficiente. I volumi mensili citati sono stimati tramite Ahrefs.

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