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Le divisioni su Callipo e lo “spauracchio” Oliverio, giorni di fuoco per Pd e centrosinistra

Nelle prossime ore attese le designazioni nelle Commissioni, ma nella coalizione anche questo passaggio è ancora complicato. E tutti trattengono il fiato nell’attesa della prima uscita mediatica de…

Pubblicato il: 16/07/2020 – 7:27
Le divisioni su Callipo e lo “spauracchio” Oliverio, giorni di fuoco per Pd e centrosinistra

Dovrebbe essere oggi il giorno giusto, ma quanta fatica. Fonti di Palazzo Campanella riferiscono che nelle prossime ore il centrosinistra dovrebbe finalmente consegnare alla presidenza del Consiglio regionale i nomi dei componenti delle Commissioni consiliari, al fondo di un ultimo “step” che dovrebbe tenersi nel pomeriggio in casa Pd. Secondo quanto si era profilato la scorsa settimana, in sede di Giunta per il Regolamento e di Conferenza dei capigruppo, la “pratica” doveva già essere adempiuta prima della seduta consiliare di martedì, ma invece non è stato così. Ovviamente, non è che cambi molto, a questo punto, un giorno in più o un giorno in meno, ma anche questa difficile “quadratura” del cerchio sulle Commissioni – sostengono i più attenti osservati politici – è una “spia” dei tanti affanni dell’opposizione, affanni messi a nudo dall’addio del leader delle Regionali, l’imprenditore Pippo Callipo, e ulteriormente amplificati dal voto in aula sulle stesse dimissioni, “accettate” dal capogruppo dei “Democratici Progressisti” Giuseppe Aieta e dal democrat Luigi Tassone. In realtà, il loro “disallineamento” rispetto alla posizione ufficiale del Pd e della coalizione, agli occhi dei “bene informati” non era probabilmente scontato ma non è stato sorprendente, visto che l’uno, Aieta, è stato fino all’ultimo il sostenitore della ricandidatura di Mario Oliverio, “sconfessata” invece dalla segreteria nazionale democrat per fare spazio proprio a Callipo nell’ottica del cambiamento e del rinnovamento, e l’altro, Tassone è notoriamente vicino al già parlamentare e già consigliere regionale Brunello Censore, i cui trascorsi più recenti con Callipo non sono idilliaci. Non sorprendente ma comunque politicamente significativo, questo “disallineamento”, perché indica il tormento di un partito, il Pd, e di una coalizione che a distanza di 5 mesi dalle Regionali devono rifare praticamente tutto daccapo: cercare e trovare un’identità e possibilmente cercare e trovare una (nuova) leadership. All’indomani del no alle sue dimissioni – riferiscono i suoi più stretti collaboratori – Pippo Callipo starebbe riflettendo, perché il passaggio consiliare di martedì comunque ha un profondo senso istituzionale e richiede una doverosa valutazione della situazione, ma il suo orientamento per l’”addio” – dicono sempre dal suo entourage – non dovrebbe spostarsi di un millimetro. Del resto, anche il sostanziale (e imbarazzato) silenzio dei vertici dem sotto questo aspetto non rende un eventuale “dietrofront” di Callipo più agevole. Alla fine della giostra, in realtà, emerge ancora la “balcanizzazione” del Pd calabrese, confermata tra l’altro da tanti segnali, tra cui anche la vicenda delle designazioni delle Commissioni, che – secondo fonti accreditate – a un paio di consiglieri regionali democrat interesserebbero molto relativamente. In più, c’è anche un senso di confusione nei rapporti tra i gruppi di opposizione, in particolare tra il Pd e i “Democratici Progressisti”, il cui riferimento istituzionale alla Regione è riconducibile all’area oliveriana: palesi finora le “ribellioni” dei “Dp”, quella di Aieta si è consumata martedì e quella di Flora Sculco già da un po’, visto che la Sculco è stata l’unica a non dimettersi dalla vicepresidenza di Commissione (la Bilancio) alla quale è stata indicata dal centrodestra, dicendo esplicitamente di non comprendere la linea aventiniana dei colleghi (e qualcuno nel centrosinistra, sia pure “sottovoce”, malignamente già la annovera nella maggioranza…). È il Pd, al solito, il “ground zero”, il focolaio acceso non appena da taluni – un nome, lo stesso Tassone – si è evocato (e richiesto) il congresso. E forse non è un caso che molti osservatori politici mettono in fila tutti questi segnali relazionandoli poi con il “ritorno sulla scena”, dopo un’assenza lunga quasi sette mesi, dell’ex governatore Mario Oliverio, che nel pomeriggio terrà una conferenza stampa webinar la cui attesa da giorni sta agitando e “fibrillando” i dem. Questione di ore e forse si capirà di più del futuro del Pd e del centrosinistra: in primo luogo, se un futuro ci sarà.  (a.cant.)

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