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‘Ndrangheta e politica, bufera a Cremona dopo le rivelazioni del pentito Muto

Aperta un’inchiesta per scambio elettorale a carico di due consiglieri comunali. Che respingono le accuse. Le feste calabresi «per coprire le cosche» di Cutro e i presunti aiuti ai candidati, che s…

Pubblicato il: 31/07/2020 – 9:47
‘Ndrangheta e politica, bufera a Cremona dopo le rivelazioni del pentito Muto

CREMONA Nel dicembre 2017, Salvatore Muto, pentito di ‘ndrangheta già condannato a 18 anni nel processo “Pesci” (ramo mantovano di “Aemilia”) sgancia bombe “politiche” nel maxi processo sugli affari delle cosche calabresi al Nord. Tira in ballo Carlo Malvezzi, all’epoca consigliere regionale eletto nelle file del Pdl, già vicesindaco di Cremona con la giunta Perri, oggi consigliere comunale di Forza Italia. «Lo aiutai nella campagna elettorale», dice. Oggi, secondo quanto racconta “La Provincia di Cremona”, la Procura distrettuale antimafia di Brescia ha aperto un fascicolo nel quale sono indagati per scambio elettorale politico-mafioso lo stesso Malvezzi e Maria Vittoria Ceraso, consigliera comunale di Viva Cremona e figlia Peppio Ceraso, cutrese di nascita, consigliere comunale di lungo corso, scomparso nell’aprile del 2009.
I due hanno ricevuto l’invito a comparire, oggi, davanti al pm della Dda, Paolo Savio
Il collaboratore di giustizia Muto introdusse l’argomento della politica parlando inizialmente di feste calabresi a Cremona «per coprire la ‘ndrangheta». Un modo per “entrare” nella comunità locale, strategia attuata a Cremona (ma con collegamenti reggiani) dalla “locale” di Cutro in Emilia. Secondo Muto, l’ideatore dell’iniziativa “Calabria-Cremona” era Lamanna, referente del boss Nicolino Grande Aracri su Cremona.
Degli aspetti organizzativi e logistici si occupava, sempre secondo il pentito, l’associazione culturale “Nexus”. Il gruppo voleva che si parlasse bene dei cutresi e cercava sponsor per mettere in piedi le giornate della festa etnica, non sempre con modalità garbate. Nella sua testimonianza, il collaboratore di giustizia parlò anche dei rapporti con la politica. La festa – secondo quanto riporta “La Provincia di Cremona” – aveva infatti ottenuto il patrocinio gratuito del Comune di Cremona e della Regione Calabria. Come spiegò il pentito, a un’edizione presero parte anche l’allora sindaco di Cremona e il suo vice Carlo Malvezzi, all’epoca consigliere regionale lombardo. Di lui Muto disse: «Lo aiutai nella campagna elettorale».
Malvezzi replicò con sdegno annunciando querela nei confronti del collaboratore. E «sconcertata», ma «serena» si dice anche Maria Vittoria Ceraso, che ha annunciato sui social la sua convocazione davanti al pm.

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