«Le vostre amministrazioni abbiano come bussola del loro operato il bene comune»
Il messaggio di monsignor Serafino Parisi, vescovo di Lamezia Terme, ai sindaci neoeletti

LAMEZIA TERME «Nell’augurare buon lavoro ai sindaci neoeletti o riconfermati alla guida dei Comuni di Gizzeria (Francesco Argento), Martirano Lombardo (Franco Rosario Pucci) e Serrastretta (Mario Cianflone), auspico che le loro amministrazioni abbiano come bussola del loro operato il bene comune». Lo scrive monsignor Serafino Parisi, vescovo di Lamezia Terme. «Come ci ricorda Papa Leone XIV nella lettera enciclica “Magnifica Humanitas”, “il Concilio Vaticano II ha affermato che il bene comune consiste nell’ ‘insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono tanto ai gruppi quanto ai singoli membri di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più speditamente’. Questa definizione – prosegue monsignor Parisi – ci offre un primo orientamento prezioso, perché il bene comune non si lascia ridurre a un semplice elenco di condizioni o di istituzioni. Non coincide con la somma dei vantaggi dei singoli, né con l’incrocio dei loro interessi particolari; è un bene più grande, che appartiene a tutti, e che solo insieme si può costruire, accrescere e custodire. Possiamo dire che l’agire sociale raggiunge la sua pienezza quando tende a questo bene condiviso, così come l’agire morale della persona trova compimento nella scelta del vero bene”. Impegno nella realizzazione del bene comune che sollecito anche a chi, dall’opposizione, sarà chiamato a vigilare sull’operato di chi governa il territorio diventando pungolo ma anche strumento costruttivo per lo sviluppo e la crescita di queste nostre realtà, mettendo da parte interessi personali e posizioni precostituite. Questo, soprattutto, in considerazione del fatto che, come scrive ancora Papa Leone, “è la ricerca del bene comune che dà vita a un popolo, inteso non come semplice somma di individui, ma come realtà viva in cui le persone imparano a riconoscersi legate le une alle altre e corresponsabili della res publica. In questo senso, ogni persona contribuisce a costruire il proprio popolo con ‘un lavoro lento e arduo che esige di volersi integrare e di imparare a farlo fino a sviluppare una cultura dell’incontro in una pluriforme armonia’. Lavorare insieme alla ricerca del bene di tutti significa avere un progetto condiviso. È evidente che tra le diverse persone ci sono molte differenze ideologiche e pragmatiche, ci sono interessi diversi e frequenti contrasti, ma ciò non vuol dire che sia impossibile un percorso di dialogo per configurare una base di consenso che permetta di costituire un progetto per tutti e di camminare insieme”».
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