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Nave quarantena per i migranti al porto di Corigliano, no dell'Asp. Ma il ministero ha già deciso

Dopo il no di Gioia Tauro il traghetto con 414 cabine potrebbe stazionare nello scalo portuale jonico, impreparato ad una accoglienza del genere. Rizzo: «L’Azienda ha fornito parere negativo alla t…

Pubblicato il: 12/08/2020 – 13:47
Nave quarantena per i migranti al porto di Corigliano, no dell'Asp. Ma il ministero ha già deciso

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO
Nel rimpallo delle responsabilità la  nave quarantena “Gnv Aurelia” potrebbe stazionare nel porto di Corigliano Rossano, facendo ricadere le competenze sui presidi sanitari locali e sull’Asp di Cosenza, che ha già risposto negativamente all’utilizzazione di un capannone dello scalo portuale locale.
Questa una delle ipotesi in ballo dopo il “niet” dell’amministrazione comunale di Gioia Tauro all’attracco del traghetto in una banchina dello porto tirrenico. «Nella tarda serata di ieri abbiamo ricevuto comunicazione dal Ministero dell’interno a firma del capo dipartimento Michele Di Bari – ha dichiarato Aldo Alessio, sindaco di Gioia Tauro – che la nave Aurelia della Gnv prima destinata al porto di Gioia Tauro, sarà orientata al porto di Corigliano Rossano. Il Ministero ha inoltre chiarito che la nave stazionerà all’interno del porto di Corigliano e che sarà utilizzato presso le coste meridionali della Calabria, le coste orientali e meridionali della Sicilia, non escludendo la possibilità che in caso di urgenza, la stessa venga condotta presso l’isola di Lampedusa. L’attività di assistenza e sorveglianza sanitaria a bordo sarà volta da personale dell’Associazione Croce Rossa».
Nel frattempo, mentre il sindaco di Gioia Tauro dà per scontata l’ipotesi dopo averne ricevuto comunicazione, da fonti che trapelano dal Palazzo di Città, il sindaco Flavio Stasi pare non abbia ricevuto, al momento, nessuna informazione in merito, forse per eludere un altro “no” da Corigliano Rossano.
Intanto un “no” sembra esserci ed è quello comunicato dall’Asp di Cosenza. «La Prefettura ha chiesto se si potesse adibire un capannone del porto a sosta per i migranti – spiega Martino Rizzo, responsabile del settore Igiene e Sanità pubblica dell’Azienda Sanitaria per la Sibaritide –. L’Asp ha fornito parere negativo, anche perché necessiterebbero lavori di adeguamento».
Fin qui la cronaca di giornata anche se potrebbero giungere aggiornamenti da un momento all’altro. La nave-quarantena con 414 cabine al suo interno, da quanto appreso, dovrebbe raggiungere lo scalo portuale coriglianese nella giornata di venerdì, anche se le istituzioni locali non hanno ancora ricevuto nessuna comunicazione ufficiale, nonostante il Ministero dell’Interno abbia già deciso. Una comunicazione del Dipartimento delle libertà civili e dell’emigrazione del Ministero dell’Interno riferisce che la nave Aurelia sarà destinata comunque al porto di Corigliano Rossano.
«SI INDIVIDUI ALTRA SOLUZIONE» Secondo il consigliere regionale dell’Udc, Giuseppe Graziano, frattanto, il provvedimento emesso dal Ministero dell’Interno «è inammissibile perché adottato senza la preventiva e necessaria concertazione con il territorio e con le istituzioni che lo rappresentano. Bisognerà trovare una nuova collocazione per l’imbarcazione, atteso che Corigliano Rossano ed il territorio della Sibaritide, al momento, non hanno gli strumenti sanitari e strutturali adeguati per far fronte a questa emergenza». Graziano auspica anche l’intervento dei parlamentari della Sibaritide, Elisa Scutellà, Rosa Silvana Abate, Francesco Forciniti e Francesco Sapia.
«Si pone un problema di sicurezza in un territorio – conclude Graziano – in cui i presidi di pubblica sicurezza sono, sì, in attesa di essere potenziati ma in questo momento rimangono sottodimensionati. Nel caso di una fuga dalla nave chi riuscirebbe ad intercettare i fuggitivi dal momento che il porto di Corigliano Rossano si trova a ridosso di una pianura Vastissima, la più grande della Calabria, con molteplici vie di fuga?» (l.latella@corrierecal.it)

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