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Cis di Cosenza, "Io Partecipiamo": «Dispiace che non sia stato finanziato il recupero dell'ex Itc Serra»

L’associazione presideduta dall’ex sindaco di Cosenza Pietro Minutolo aveva proposto di recuperare lo stabile di Via Bendicenti e destinarlo alla creazione di uno spazio dove poter dislocare gli uf…

Pubblicato il: 20/09/2020 – 15:17
Cis di Cosenza, "Io Partecipiamo": «Dispiace che non sia stato finanziato il recupero dell'ex Itc Serra»

COSENZA «L’anno scorso, insieme ad una folta delegazione dell’associazione “Io partecipiamo” abbiamo illustrato una nostra idea che potrebbe contribuire alla rigenerazione urbana di alcuni quartieri della città vecchia al Presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci e, qualche mese dopo, all’ononorevole Anna Laura Orrico durante gli incontri del 10 e 11 febbraio 2020 convocati in Prefettura dalla Sottosegretaria al Mibact per recepire i progetti dei rappresentanti di diverse realtà associative sull’impiego dei 90 milioni di euro destinati al Centro storico di Cosenza. In quella sede abbiamo proposto di stipulare un protocollo d’intesa tra Governo, Regione, Provincia e Comune finalizzato a utilizzare una parte dei finanziamenti per realizzare il consolidamento e la ristrutturazione dell’ex ITC statale “A. Serra” di via Bendicenti nonché per la realizzazione in zona di un parcheggio multipiano al fine di renderne più agevole l’accessibilità a cittadini e operatori». L’associazione “Io partecipiamo” presieduta dall’ex sindaco di Cosenza Piero Minutolo interviene dopo la sottoscrizione del contratto istituzionale di sviluppo che consentirà di spendere i 90 milioni di euro che il Cipe ha destinato alla città di Cosenza. «L’edificio ubicato nel centro storico e inutilizzato da più di sette anni avrebbe dovuto, secondo noi, essere acquisito dalla Regione prima o dopo il suo recupero per destinarlo a sede di buona parte dei servizi dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza attualmente dislocati in diverse zone della città dei Bruzi. Gli interventi sono stati proposti per poter conseguire almeno quattro interessi pubblici rilevanti: l’insediamento di un significativo numero di servizi sanitari in una struttura di oltre 3.000 metri quadrati garantirebbe giornalmente la presenza in quei luoghi di un elevato numero di persone e potrebbe suscitare in diverse aziende e singoli cittadini l’interesse ad investire in attività turistiche, artigianali e commerciali, condizione necessaria per avviare un processo di rinascita del centro storico; la Provincia di Cosenza, proprietaria dell’immobile, ricaverebbe dalla sua alienazione almeno un milione di euro e verrebbe sollevata dall’obbligo di sostenere ingenti spese per impedirne il deperimento strutturale; la Regione Calabria con l’acquisto dell’ex ITC “A. Serra” realizzerebbe una considerevole economia di spesa non dovendo più impegnare una somma che, stando alle pubbliche affermazioni di suoi rappresentanti, si aggirerebbe annualmente intorno a 800.000 euro per il pagamento dei fitti passivi dei diversi locali utilizzati dall’Azienda Sanitaria Provinciale in varie zone della città di Cosenza; i cittadini non sarebbero più costretti a subire il disagio di dover raggiungere servizi e uffici dell’Azienda Sanitaria situati in luoghi della città tra loro molto distanti. Dopo l’incontro in Prefettura la rappresentante del Governo ritenendo meritevole il nostro progetto ha invitato, per il tramite dei suoi uffici, la Provincia di Cosenza a tenerne conto e a valutare anche la possibilità di individuare altre fonti di finanziamento insieme agli altri soggetti istituzionali non potendosi utilizzare i 90 milioni in quanto destinati, in via esclusiva, a beni e attività turistico-culturali. Qualche giorno fa è tornato a riunirsi il tavolo istituzionale e, finalmente, a quasi tre anni dalla delibera Cipe, habemus Cis! La sottoscrizione del Contratto istituzionale di sviluppo è un evento che salutiamo anche noi con soddisfazione anche se non si può sottacere che, mentre la nostra proposta di portare la sanità pubblica nel centro storico è stata ritenuta incompatibile con la destinazione dei finanziamenti, altri interventi hanno trovato posto nell’accordo stipulato sebbene con finalità non propriamente culturali. Gli investimenti previsti, ancorché in gran parte condivisibili, rischiano di tramutarsi però in tante piccole gocce di profumo in un mare di degrado e abbandono se non verranno accompagnati da un ulteriore lavoro sinergico tra tutte le istituzioni, nessuna esclusa. Accanto al Cis occorre elaborare in tempi brevi un Piano decennale di rigenerazione urbana in grado di individuare e coordinare l’utilizzo di finanziamenti europei, statali e regionali disponibili progettando spazi pubblici e opere di consolidamento e sicurezza strutturale nonché l’insediamento di presidi socio-sanitari e il recupero di immobili a uso abitativo per favorire il ripopolamento e un’apprezzabile rivalutazione del vivere quotidiano nel centro storico. Per queste ragioni siamo convinti che se si agisce in una visione d’insieme, non settoriale, la nostra proposta può essere ritenuta valida e attuale, tanto più in presenza di un’emergenza da coronavirus che spinge verso interventi di potenziamento e razionale sistemazione anche logistica della rete sanitaria territoriale di prevenzione. L’investimento da noi proposto sarebbe ora facilmente realizzabile anche grazie ai finanziamenti consistenti e irripetibili che l’Europa ha messo a disposizione dell’Italia e di ciascun Paese dell’Unione. Urge, secondo noi, archiviare il dibattito astratto e la politica degli annunci per approdare finalmente sulla riva della concretezza realizzando progetti puntuali e rapidamente cantierabili se veramente si vogliono tirar fuori dalle sabbie mobili Cosenza vecchia e i suoi abitanti».

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