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Coronavirus, gli scenari ipotizzati dall'Iss. Quello peggiore con Rt superiore a 1,5

La crescita potrebbe comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro uno o un mese e mezzo. Lo studio è stato effettuato dall’Istituto superiore di Sanità insieme al ministero della Salute

Pubblicato il: 13/10/2020 – 16:05
Coronavirus, gli scenari ipotizzati dall'Iss. Quello peggiore con Rt superiore a 1,5

ROMA Dalla prima fase ai possibili scenari (quattro) in vista anche del virus influenzale. Un rapporto dettagliato quello stilato dall’Iss, Istituto superiore di Sanità, insieme al ministero della Salute e che serve a fare il punto sulla pandemia da coronavirus e a decifrare quello che potrebbe essere il futuro ormai imminente.
L’IPOTESI PEGGIORE Gli scenari possibili sono stati analizzati in base all’indice di trasmissione Rt. Lo scenario peggiore, il quarto in elenco, è quello con una situazione di trasmissibilità non controllata e criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente maggiori di 1,5. Anche se una epidemia con queste caratteristiche porterebbe a misure di mitigazione e contenimento più aggressive, uno scenario di questo tipo potrebbe portare rapidamente a una numerosità di casi elevata e chiari segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali, senza la possibilità di tracciare l’origine dei nuovi casi. La crescita, inoltre, potrebbe comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro uno o un mese e mezzo, a meno che l’epidemia non si diffonda prevalentemente tra le classi di età più giovani, come a luglio-agosto, e si riuscisse a proteggere le categorie più fragili.
GLI ALTRI SCENARI Negli altri casi, il primo scenario, prende in considerazione una situazione di trasmissione localizzata, ovvero i focolai, sostanzialmente invariata rispetto al periodo luglio-agosto 2020, con Rt regionali sopra soglia per periodi limitati (inferiore a 1 mese) e bassa incidenza, nel caso in cui la trasmissibilità non aumenti sistematicamente all’inizio dell’autunno, le scuole abbiano un impatto modesto sulla trasmissibilità e i sistemi sanitari regionali riescano a tracciare e tenere sotto controllo i nuovi focolai, inclusi quelli scolastici. Il secondo scenario una situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa ma gestibile dal sistema sanitario nel breve e medio periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente compresi tra Rt=1 e Rt=1,25. L’incremento potrebbe però essere relativamente lento, senza comportare un rilevante sovraccarico dei servizi assistenziali per almeno 2-4 mesi. Nel terzo scenario si parla di situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente compresi tra Rt=1,25 e Rt=1,5. Caratteristiche che potrebbero comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 2-3 mesi ma con un margine maggiore di intervento se l’epidemia dovesse diffondersi prevalentemente tra le classi di età più giovani, come a luglio-agosto, e si riuscisse a proteggere le categorie più fragili.

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