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Pochi medici e difficoltà nel tracciare i nuovi contagi. Ecco perché la Calabria è a rischio "lockdown"

Con un Rt superiore a 1,5 anche per la nostra regione si prefigura lo “scenario 4”. I casi emblematici riguardano le province di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria

Pubblicato il: 02/11/2020 – 13:33
Pochi medici e difficoltà nel tracciare i nuovi contagi. Ecco perché la Calabria è a rischio "lockdown"

LAMEZIA TERME Le nuove restrizioni che il Governo Conte potrebbe varare nell’ormai imminente Dpcm, per contenere la preoccupante e inarrestabile curva dei contagi da Covid-19, potrebbero interessare direttamente anche la Calabria. E questo perché la nostra regione, al momento, ha un Rt superiore a 1,5, pari cioè a 1,84. Numeri preoccupanti e un livello a cui si rischia il lockdown.
NUOVE MISURE Oggi Conte ha riferito alla Camera, illustrando quelle che saranno le prossime misure: dalla didattica a distanza al 100% alle scuole superiori, ai limiti alla mobilità fra Regioni a rischio, centri commerciali chiusi nei giorni festivi e prefestivi. E poi la chiusura dei musei, delle sale bingo e scommesse, i mezzi pubblici potranno essere pieni al 50% e ci saranno limiti alla circolazione delle persone di sera. Provvedimenti maturati dopo una lunga e complessa discussione tra Governo e Regioni, sulla base di quanto stabilito dal documento “Prevenzione e risposta a Covid 19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-inverno”, promosso dal Cts, e che illustra i quattro possibili scenari e le conseguenti misure da adottare. Per intenderci, l’ultimo scenario, il più grave, si verifica quanto l’indice di trasmissibilità del virus rimane stabile oltre l’1,5 ma non solo.

IL “CASO” CALABRIA Vengono, infatti, presi in considerazione altri fattori come il testing, la gravità dei casi e, soprattutto, la pressione sui servizi assistenziali e sanitari. Ed è in questo scenario che l’ipotesi “lockdown” trova sempre più spazio. In Calabria, in particolare, province di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria hanno un Rt superiore a 1,5. Le risorse umane del sistema sanitario sono ridotte e ci sono soprattutto enormi problemi nella comunicazione dei dati. E nel frattempo la “Cabina di regia” continua a tenere in considerazione anche l’alto rischio di progressione della pandemia da coronavirus a livello territoriale. Indicatore che si fa più allarmante in 11 regioni, compresa anche in questo caso la Calabria, oltre ad Abruzzo, Basilicata, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Val d’Aosta e Veneto.
IL CONTAGIO Proprio in Calabria la situazione continua a non fornire segnali incoraggianti. Ieri, ad esempio, sono stati registrati 245 nuovi casi su 2.871 nuovi tamponi effettuati mentre il giorno prima, sabato 31 ottobre, su 3.134 tamponi sono stati individuati 202 nuovi casi positivi. Ma, ad aggravare il quadro di per sé già allarmante, c’è anche la difficoltà relativo al tracciamento dei nuovi casi.

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