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Sanità e caso Zuccatelli, alla Camera il governo se la dà a gambe
Sconcertante “question time” a Montecitorio: non c’è Speranza, in sua vece parla D’Incà, che legge una risposta burocratica e “fotocopia” a due interrogazioni del centrodestra. Non citando mai il nuo…
Pubblicato il: 11/11/2020 – 16:14
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ROMA Il ministro della Speranza non c’è, perché «impossibilitato» a partecipare (non si è capito bene per quali impegni pregressi), c’è in sua vece, come un “agnello sacrificale”, il pentastellato Federico D’Incà, ministro per i Rapporti con il Parlamento, costretto a (non) rispondere sulle emergenze della sanità in Calabria. Nell’aula di Montecitorio va in onda un film surreale e sconcertante, con il governo che praticamente si nasconde davanti ai tanti interrogativi che in queste ore stanno infiammando il dibattito, come quello sul perché della nomina di Giuseppe Zuccatelli quale nuovo commissario della sanità calabrese nonostante un video “negazionista” in fatto di contrasto al Covid 19 e nonostante le tante zone d’ombra che l’intera vicenda commissariale si sta portando dietro e sta proiettando all’orizzonte.
IL QUESTION TIME La scena (sostanzialmente) muta del governo nazionale si materializza nel question time, con la Lega – rappresentata dal segretario regionale Cristian Invernizzi e dal deputato Domenico Furgiuele – e con Forza Italia – rappresentata dal deputato Ciccio Cannizzaro – che “sollecitano” il governo, segnatamente il ministro Speranza, a dire qualcosa sull’inadeguatezza della gestione commissariale in Calabria, sul perché di una sua ulteriore e più pesante proroga e sulla necessità di revocare Zuccatelli, per la “gaffe” no mask ma anche – sostiene in sintesi il centrodestra nelle due interrogazioni – per la sua tessera di partito e per la sua “correità” nel disastro della sanità calabrese. Ci si aspetterebbe la presenza del ministro al ramo, Speranza, ma Speranza non c’è: lo sostituisce D’Incà, che leggerà una risposta burocratica e parecchio omissiva, soprattutto su Zuccatelli.
LA (NON) RISPOSTA ALLE INTERROGAZIONI E soprattutto, D’Incà, apparso chiaramente a disagio nella scomoda parte dell'”ambasciator non porta pena”, leggerà una risposta “fotocopia” alle due interrogazioni. Già l’esordio è eloquente, con la spiegazione dell’assenza del collega Speranza, «impossibilitato a partecipare alla seduta odierna» senza dire il perchè. E poi – aggiunge D’Incà, che riferisce di parlare «sulla base di dati forniti dal minsitro della Salute» – «il quesito posto consente di fare chiarezza sulla gestione dell’emergenza sanità in Calabria, che è una priorità dell’azione del governo. Il Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera per l’emergenza Covid in Calabria ai sensi del dl 34/2020 è stato adottato con decreto del commissario ad acta numero 91 del 18 giugno 2020. Lo stesso Piano è stato approvato dal minsitero della salute il 3 luglio e trasmesso il 6 luglio. Il Piano – ha ricordato il ministro per i Rapporti con il Parlamento – prevede un incremento di 134 posti letto di terapia intensiva nel rispetto dello
standard previsto dal dl 34, (0,14 pl per 1000 abitanti). Quanto all’attività della struttura commissariale, ferma restando la situazione di squilibrio economico finanziario della Regione – ha proseguito il ministro delle Regioni – si osserva che il monitoraggio effettuato a maggio 2020 dal competente Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali (Mef-Salute), con riferimento all’ultimo trimestre 2019, ha presentato un disavanzo (dopo il conferimento delle coperture) pari 10 milioni di euro (con un disavanzo prima del conferimento delle coperture pari a 116,172 milioni di euro). Solo nel Tavolo tecnico di verifica di ottobre 2020, dedicato alla valutazione del bilancio consuntivo dell’anno 2019, sono emerse criticità – ha spiegato – derivanti dell’inesigibilità di un credito in seguito a una sentenza della Corte di Cassazione (1189/2020). L’impossibilità di riprodurre questa posta positiva in bilancio, unitamente ad altre poste di debito, ha determinato un disavanzo di circa 104 milioni di euro. A questo si aggiunge una valutazione complessiva dei Lea che numericamente non ha raggiunto la sufficienza. Con riferimento alla conferma del commissario Cotticelli, ricordo che lo stesso è stato nominato nel dicembre 2018, e confermato nel luglio 2019». Quanto al Decreto Calabria – ha poi sostenuto D’Incà – «ha come obiettivo principale rialzare in modo adeguato i Lea, e cambia profondamente il vecchio decreto, creando condizioni nuove per il rilancio della sanità calabrese. Ecco le principali finalità: stabilire procedure più rapide nella scelta dei commissari, definire con chiarezza compiti e funzioni della Regione e del commissario per superare conflitti di competenza che hanno paralizzato le attività, affidare al commissario straordinario per l’emergenza gli interventi di edilizia sanitaria bloccati da anni in Calabria per un valore di circa 800 milioni, prevedere un fondo di solidarietà di 60 milioni all’anno per tre anni per ridurre il debito». È Zuccatelli? Nemmeno citato… Superfluo riportare la «insoddisfazione» degli interroganti. (a.c.)
IL QUESTION TIME La scena (sostanzialmente) muta del governo nazionale si materializza nel question time, con la Lega – rappresentata dal segretario regionale Cristian Invernizzi e dal deputato Domenico Furgiuele – e con Forza Italia – rappresentata dal deputato Ciccio Cannizzaro – che “sollecitano” il governo, segnatamente il ministro Speranza, a dire qualcosa sull’inadeguatezza della gestione commissariale in Calabria, sul perché di una sua ulteriore e più pesante proroga e sulla necessità di revocare Zuccatelli, per la “gaffe” no mask ma anche – sostiene in sintesi il centrodestra nelle due interrogazioni – per la sua tessera di partito e per la sua “correità” nel disastro della sanità calabrese. Ci si aspetterebbe la presenza del ministro al ramo, Speranza, ma Speranza non c’è: lo sostituisce D’Incà, che leggerà una risposta burocratica e parecchio omissiva, soprattutto su Zuccatelli.
LA (NON) RISPOSTA ALLE INTERROGAZIONI E soprattutto, D’Incà, apparso chiaramente a disagio nella scomoda parte dell'”ambasciator non porta pena”, leggerà una risposta “fotocopia” alle due interrogazioni. Già l’esordio è eloquente, con la spiegazione dell’assenza del collega Speranza, «impossibilitato a partecipare alla seduta odierna» senza dire il perchè. E poi – aggiunge D’Incà, che riferisce di parlare «sulla base di dati forniti dal minsitro della Salute» – «il quesito posto consente di fare chiarezza sulla gestione dell’emergenza sanità in Calabria, che è una priorità dell’azione del governo. Il Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera per l’emergenza Covid in Calabria ai sensi del dl 34/2020 è stato adottato con decreto del commissario ad acta numero 91 del 18 giugno 2020. Lo stesso Piano è stato approvato dal minsitero della salute il 3 luglio e trasmesso il 6 luglio. Il Piano – ha ricordato il ministro per i Rapporti con il Parlamento – prevede un incremento di 134 posti letto di terapia intensiva nel rispetto dello
standard previsto dal dl 34, (0,14 pl per 1000 abitanti). Quanto all’attività della struttura commissariale, ferma restando la situazione di squilibrio economico finanziario della Regione – ha proseguito il ministro delle Regioni – si osserva che il monitoraggio effettuato a maggio 2020 dal competente Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali (Mef-Salute), con riferimento all’ultimo trimestre 2019, ha presentato un disavanzo (dopo il conferimento delle coperture) pari 10 milioni di euro (con un disavanzo prima del conferimento delle coperture pari a 116,172 milioni di euro). Solo nel Tavolo tecnico di verifica di ottobre 2020, dedicato alla valutazione del bilancio consuntivo dell’anno 2019, sono emerse criticità – ha spiegato – derivanti dell’inesigibilità di un credito in seguito a una sentenza della Corte di Cassazione (1189/2020). L’impossibilità di riprodurre questa posta positiva in bilancio, unitamente ad altre poste di debito, ha determinato un disavanzo di circa 104 milioni di euro. A questo si aggiunge una valutazione complessiva dei Lea che numericamente non ha raggiunto la sufficienza. Con riferimento alla conferma del commissario Cotticelli, ricordo che lo stesso è stato nominato nel dicembre 2018, e confermato nel luglio 2019». Quanto al Decreto Calabria – ha poi sostenuto D’Incà – «ha come obiettivo principale rialzare in modo adeguato i Lea, e cambia profondamente il vecchio decreto, creando condizioni nuove per il rilancio della sanità calabrese. Ecco le principali finalità: stabilire procedure più rapide nella scelta dei commissari, definire con chiarezza compiti e funzioni della Regione e del commissario per superare conflitti di competenza che hanno paralizzato le attività, affidare al commissario straordinario per l’emergenza gli interventi di edilizia sanitaria bloccati da anni in Calabria per un valore di circa 800 milioni, prevedere un fondo di solidarietà di 60 milioni all’anno per tre anni per ridurre il debito». È Zuccatelli? Nemmeno citato… Superfluo riportare la «insoddisfazione» degli interroganti. (a.c.) Argomenti
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