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Elezioni regionali, Spirlì: «Se il 14 febbraio non va bene il Governo ammetta di aver sbagliato»

Il presidente facente funzione della Regione durante una diretta Facebook parla della data indicata per voto. «Il governo ci ha indicato una forbice temporale e i consiglieri regionali hanno indivi…

Pubblicato il: 20/12/2020 – 17:29
Elezioni regionali, Spirlì: «Se il 14 febbraio non va bene il Governo ammetta di aver sbagliato»

Nino Spirlì smorza le polemiche sulla data delle elezioni. Nel corso di una diretta Facebook, il presidente della Regione facente funzioni è stato chiaro. «Il governo – dice – ci ha comunicato di scegliere una data in una forbice fra il 10 febbraio e il 15 aprile. I consiglieri regionali di centrodestra e centrosinistra hanno deciso, nel rispetto del loro mandato, di non rimanere un giorno in più in un’amministrazione che si deve fermare. E quindi hanno chiesto al presidente della Regione – aggiunge Spirlì – di indire le elezioni alla prima data utile che il governo 5stelle, Pd, Leu e Italia Viva ha indicato. Quel giorno è la prima domenica dopo il 10 febbraio, cioè il 14».
«Se quella data non va più bene per tutta una serie di motivi, allora il governo dica che si è sbagliato a indicare quella forbice temporale e che si poteva votare alla prima data utile. Nessuno – spiega ancora il presidente facente funzioni – porta i calabresi in situazioni di pericolo, ed in questi mesi abbiamo dimostrato quanto ci teniamo. Se qualcuno insiste a sostenere che dobbiamo fare qualcosa per meritarci lo stipendio, vorrei invitarlo a collegarsi al sito della Regione Calabria e leggere i provvedimenti che sono stati adottati in favore delle genti di Calabria fino ad oggi. Quando avrete finito di rilasciare dichiarazioni alla stampa locale e nazionale signori polemici, iniziate ad informarvi», chiosa Nino Spirlì.
«SPIRLÌ RINVII LE ELEZIONI» Intanto, un gruppo di sindaci cosentini chiede al presidente di rinviare la data delle elezioni. «È da irresponsabili non voler rinviare la data delle elezioni indette in Calabria per il 14 Febbraio», scrivono in una nota gli undici sindaci della provincia di Cosenza,
«Nella giornata di ieri il presidente del consiglio Giuseppe Conte, sentito il parere del Consiglio dei Ministri e quello del CTS e, tenuto conto dei numeri del contagio che non accennano a diminuire, ha diramato un nuovo DL con il quale ha dichiarato tutte le regioni d’Italia nuovamente zona rossa. L’elezione per il rinnovo dei consigli comunali ha già subito un rinvio, dal 5 al 18 aprile 2021 e non viene escluso un ulteriore rinvio a causa, sembra assurdo anche doverlo ribadire, della pandemia generata dal covid-19. In questi ultimi mesi – scrivono i sindaci Pino Capalbo (Acri), Francesco Lo Giudice (Bisignano), Domenico Lo Polito (Castrovillari), Stanislao Martire (Casali del Manco), Salvatore Monaco (Spezzano Sila), Lucia Nicoletti (Rogliano), Agostino Chiarello (Campana), Simona Colotta (Oriolo), Franco Cesare Mangone (Calopezzati), Lucia Papaianni (Paterno Calabro), Umberto Federico (Luzzi) – abbiamo chiesto agli esercizi commerciali e ai cittadini in generale, grandi sacrifici di natura economica e di privazione della libertà personale. In queste ore stiamo chiedendo, ancora alle famiglie, di evitare ricongiungimenti familiari per evitare lo scatenarsi di focolai per potrebbero far oscillare verso l’alto la curva dei contagi. Noi sindaci stiamo lavorando senza sosta per garantire ai nostri cittadini i servizi nella massima sicurezza. Alcuni di noi sono dovuti ricorrere alla chiusura delle scuole poiché il tracciamento nella nostra regione è del tutto saltato, portando il consiglio dei ministri a inserire la Calabria tra le regioni rosse. Riteniamo, alla luce di quanto scritto, che sia da irresponsabili non voler rinviare la data delle elezioni indette in Calabria per il 14 Febbraio. Ritenere di poter avviare una campagna elettorale tra 20 giorni è oltremodo fuori da ogni logica e rispetto. Tra 20 giorni, volendo essere realisti, saremo ancora in piena pandemia. Il commissario Arcuri proprio in queste ore non sta nascondendo tutta la sua preoccupazione per un’eventuale terza ondata che potrebbe colpire il paese tra gennaio e febbraio».
Rivolgendosi a Spirlì, che «ha annunciato per le prime settimane di gennaio una grande campagna di vaccinazioni nella regione», in pratica «si andrà al voto senza la possibilità di fare campagna elettorale, senza ascoltare i calabresi, senza la loro partecipazione e senza dare a tutti la certezza di essere stati vaccinati. I cittadini oggi sono ancora molto preoccupati per il virus e per la crisi economica che la pandemia ha causato. Davvero vogliamo portare i calabresi ad astenersi dal voto? Perché questo è l’unico risultato che otterremo se continueremo a percorrere questa via. Ci chiediamo: a chi gioverà tutto questo? A chi, oltre che a coloro che hanno la capacità di mettere in campo un voto organizzato e controllato? Chi ha paura dei calabresi? Votare il 14 febbraio è qualcosa che somiglia ad un imbroglio – sottolineano i primi cittadini – qualcosa che vuole impedire ai calabresi di partecipare ad una così importante tornata elettorale. Senza informazione, senza iniziative politiche, senza programmi: una conta solo per assicurarsi poltrone».
Per questi motivi chiedono la presidente Spirlì «sinceramente di ripensarci e rinviare la data delle elezioni a quando sarà possibile, per tutelare la salute dei calabresi e rispettare il diritto di tutti a partecipare alla scelta di quello che sarà il nuovo presidente della regione».

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