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Usura, estorsione e furti: 11 arresti a Castrovillari – NOMI

Operazione “Pacta sunt servanda” nata dalla denuncia di un imprenditore. Documentato anche il furto di apparecchiature elettroniche, utilizzando un mezzo dell’Asp di Cosenza, e la detenzione di arm…

Pubblicato il: 21/12/2020 – 7:05
Usura, estorsione e furti: 11 arresti a Castrovillari – NOMI

COSENZA Dalle prime luci dell’alba di oggi gli uomini del Commissariato di Castrovillari, insieme al personale della Squadra Mobile di Cosenza, supportati da personale del Reparto Prevenzione Crimine Calabria Settentrionale, della Compagnia Carabinieri di Castrovillari con il supporto delle Compagnie Carabinieri di Ostia e Pomezia, nonché di unità cinofile dei Nuclei CC di Vibo Valentia e Roma e dagli uomini della Compagnia Guardia di Finanza di Castrovillari, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari, reali e personali, nei confronti di 12 persone, resisi responsabili, a vario titolo dei reati di usura, abusiva attività creditizia, estorsione aggravata, illecita detenzione e cessione di armi comuni da sparo ed armi da guerra nonché furto aggravato.
L’INDAGINE L’attività investigativa, convenzionalmente denominata “Pacta sunt servanda”, trae origine da una prima denuncia sporta da un imprenditore edile il quale esponeva di essere stato assoggettato a pressioni usuraie da parte di un sodalizio che, avente base operativa in Castrovillari, a fronte di un prestito iniziale di circa 30mila euro gli aveva imposto, mediante gravi minacce, la restituzione, nel periodo dal 2012 al 2018, di una somma di oltre 250.000 euro in denaro, beni e servizi. Peraltro, l’imprenditore/vittima, nel periodo in cui era assoggettato ad usura, aveva subito atti intimidatori (allo stato rimasti a carico di ignoti) palesatisi, in tempi diversi, con il rinvenimento di cartucce calibro 38 presso il proprio cantiere, una tanica di benzina ed atti intimidatori rivolti a lui ed ai suoi stretti congiunti.
LE INTERCETTAZIONI La Procura della Repubblica di Castrovillari, sulla base delle denunce sporte dalle vittime, delegava l’esecuzione di indagini, anche di natura tecnica, finalizzate ad acquisire elementi investigativi di riscontro e ad individuare gli autori delle condotte usuraie. Nel corso delle intercettazioni, oltre a responsabilità per condotte di usura, sono state accertate anche ipotesi delittuose di diversa natura. E’ stato infatti documentato il furto di apparecchiature elettroniche (computer e stampanti) perpetrato da due tra i responsabili delle condotte usurarie, in danno dell’Ufficio del Giudice di Pace di Spezzano Albanese: per tale evento delittuoso i due autori, colti in flagranza a seguito di un’attività di riscontro appositamente predisposta da militari dell’Arma, sono stati deferiti per furto aggravato, utilizzando un automezzo appartenente all’Asp di Cosenza, di cui il principale indagato è intraneo. Le captazioni hanno altresì offerto gravi elementi indiziari circa una illegale detenzione di arma comune da sparo ed armi da guerra. I due indagati per tale reato, infatti, si erano addirittura adoperati per acquistare alcune armi da un pregiudicato del comprensorio castrovillarese per poi cederle a due soggetti laziali, anche questi ultimi destinatari di ordinanza di custodia cautelare in carcere
GLI ARRESTI La Procura della Repubblica di Castrovillari, sulla base del solido quadro probatorio fornito dagli investigatori, ha richiesto ed ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari, l’emissione di un’ordinanza che dispone l’applicazione di misure cautelari personali nei confronti di 11 soggetti (di cui 7 sottoposti a custodia cautelare in carcere e 4 agli arresti domiciliari). In aggiunta, nei confronti di 5 indagati ed una società è stato disposto il sequestro preventivo preordinato alla confisca per equivalente, fino alla concorrenza del profitto del reato quantificato pari a circa 200 mila euro. Il contesto investigativo è stato reso ancor più arduo dalla mancata collaborazione da parte della quasi totalità delle vittime di usura, che non hanno offerto alcun contributo negando anche di aver subito pressioni ed intimidazioni. Inoltre, il buon esito delle investigazioni è stato reso ancor più difficoltoso dalla circostanza che gli indagati sono stati avvisati delle indagini in corso da parte di un pubblico ufficiale infedele.
I NOMI Questi i nomi delle persone coinvolte: Francesco Ciminelli, 58 anni; Pasquale Andrea Maradei, 43; Pietro Quintieri, 51; Salvatore Pantusa, 64 anni; Michele Sementilli, 44; Luca Stendardo, 54, tutti destinatari di ordinanza di custodia cautelare in carcerce. Ai domiciliari Filomena Cerchiara, 43 anni; Antonio Lombardi, 52 anni; Paolo Mari, 44 anni. In carcere per detenzione di armi anche Damiano Diodati, 33 anni.

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