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Protesta a oltranza dei lavoratori del Consorzio di bonifica jonico. «Il presidente si dimetta»

Il segretario comprensoriale della Cgil Sibaritide-Pollino-Tirreno, Giuseppe Guido, chiede l’intervento della Regione: «I lavoratori vantano 5 mesi di arretrati e sono costretti a chiedere prestiti…

Pubblicato il: 07/01/2021 – 12:41
Protesta a oltranza dei lavoratori del Consorzio di bonifica jonico. «Il presidente si dimetta»

CORIGLIANO ROSSANO Passano i mesi ma la situazione è sempre quella: i lavoratori del Consorzio di bonifica integrale dei bacini dello jonio cosentino sono sul piede di guerra.
In queste settimane hanno manifestato più volte, sono saliti sul tetto della centrale idrica di contrada Insiti a Corigliano Rossano, hanno organizzato altri sit-in e da qualche giorno continua questa nuova forma di protesta ad oltranza, davanti alla sede di Trebisacce.
Sul posto, in attesa di un incontro con la presidenza del Consorzio, c’è anche il segretario comprensoriale Sibaritide-Pollino-Tirreno della Cgil, Giuseppe Guido. Il sindacalista non va troppo per il sottile e chiede al presidente di dimettersi e alla Regione di intervenire. «I lavoratori non sanno più come vivere, vantano un arretrato di cinque stipendi e sono costretti a dover lavorare da un lato ma a chiedere dei prestiti per vivere, la situazione è allucinante. Ed anche se il presidente Marzio Blaiotta promette e disattende anche gli impegni assunti in Prefettura, il contentino di un mese, di cui si parla, servirebbe solo per pagare una parte di debiti che queste persone hanno contratto, lo ripeto, per vivere» dice Guido.
«Blaiotta disattende tutti gli impegni, siamo qui a dover rincorrere il pagamento di una sola mensilità su cinque, che non risolve di certo i problemi delle decine di famiglie che stanno vivendo il disagio sociale più acuto. Per questo – aggiunge il sindacalista – credo sia opportuno che Blaiotta si dimetta. Non bastano più le promesse e le scuse secondo cui è la Regione a non riversare i fondi dovuti al Consorzio di bonifica. Non si gioca con la vita dei lavoratori».
Il sindacalista rimane ancor più basito nel riferire che «mentre i lavoratori sono costretti alla fame il presidente continua ad assumere». Giuseppe Guido conclude chiedendo «un interessamento della Regione sulla vicenda, perché il limite dell’umana sopportazione è già stato varcato da tempo». (lu. la.)

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