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Lamezia, gli stop e i ritorni di Mascaro. Un calvario lungo (quasi) sei anni

Eletto sindaco nel 2015 e poi nel 2019, le amministrazioni Mascaro si sono interrotte tre volte nel corso degli anni, con in mezzo anche lo scioglimento per infiltrazioni mafiose nel 2017. E dopo l…

Pubblicato il: 09/01/2021 – 13:17
Lamezia, gli stop e i ritorni di Mascaro. Un calvario lungo (quasi) sei anni

di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME
 Dalle parti di via Perugini, sede del Comune di Lamezia Terme, al più avvincente e strategico Risiko della politica, pare si preferisca da tempo il noto e longevo Monopoli. Avanti e indietro come una pedina, solo dopo aver lanciato casualmente i dadi, e in cui l’unico rischio, oltre al default finanziario, è quello di ritornare in un punto ma “senza passare dal Via”. Temuto perché rallenta il gioco ma anche perché limita le strategie e la pianificazione. Mentre gli avversari fanno passi avanti.

L’INIZIO NEL 2015 E IL PRIMO STOP Protagonista principale di questo gioco, a Lamezia, è senza dubbio il sindaco, Paolo Mascaro, in partita ormai da quasi sei anni, tuttavia rimasto fermo per quasi la metà del tempo, dividendo la poltrona con i commissari prefettizi di turno.
Tutto ha inizio tra la fine della primavera e l’estate del 2015 con la vittoria, per la verità mai in discussione, di Paolo Mascaro su Tommaso Sonni, con oltre 16mila voti e quasi il 60% delle preferenze. Un’esperienza politica quasi lineare ma che si arresta bruscamente un paio d’anni dopo, nel 2017, prima con l’insediamento di una commissione d’accesso al Comune, a giugno, poi con il definitivo scioglimento dell’Ente arrivato il 22 novembre per presunte infiltrazioni mafiose emerse in seguito all’operazione antindrangheta “Crisalide” contro le cosche Cerra-Torcasio-Gualtieri. Per Mascaro, dunque, il primo stop quando è costretto a lasciare la poltrona di via Perugini e il comando ai commissari, con una città marchiata a fuoco dal terzo scioglimento per mafia dopo quelli del 1991 e del 2002.

IL RITORNO E IL SECONDO ARRIVEDERCI Passano alcuni mesi prima che Mascaro riesca a rimettere piede fra le stanze di Palazzo Maddamme. Ci riesce il 28 febbraio 2019 quando una piacevole giornata dal clima primaverile accompagna il suo ritorno in Comune e gli permette di indossare nuovamente la fascia tricolore dopo la sentenza del Tar che, nei giorni precedenti, aveva annullato il decreto di scioglimento del consiglio comunale.
Quella di Mascaro è però una gioia passeggera perché, l’11 aprile, la sospensiva accolta dal Consiglio di Stato presentata dall’Avvocatura contro la sentenza del Tar, costringerà il primo cittadino a lasciare per una seconda volta, suo malgrado, la guida della città.

DAL COMPLOTTO AL TERZO RITORNO Il “complotto” contro Lamezia, la folla urlante dei sostenitori e la gestione ordinaria della triade commissariale guidata da Alecci, accompagna la città fino alla “battaglia” politica delle nuove elezioni che si conclude il 25 novembre 2019 con il secondo trionfo di Paolo Mascaro, dopo quello del 2015, questa volta contro “l’amico” Ruggero Pegna, battuto con quasi il 70% delle preferenze.
Le urne restituiscono a Lamezia un sindaco eletto, sebbene si tratti dello stesso protagonista dello scioglimento di due anni fa. Mascaro a dicembre dello stesso anno fa così ritorno per la terza volta in poco più di quattro anni in via Perugini, ancora una volta da sindaco della fama di essere quasi imbattibile.

IL TERZO STOP E I RICONTEGGI Gli echi del riconteggio dei voti, della scheda ballerina e della possibilità che si ritorni alle urne sono lontanissimi nell’estate del 2020, quando i problemi principali dell’amministrazione Mascaro sono legati ai bilanci e alle posizioni debitorie nei confronti dello stesso Ente di alcuni consiglieri di maggioranza.
Eppure due degli avversari politici, Massimo Cristiano e Silvio Zizza ci credono e riescono ad ottenere dal Tar la sentenza che sancisce il riconteggio dei voti in 4 sezioni (su 78). Roba da poco, certo, ma le ripercussioni su Mascaro e la sua amministrazione sono notevoli e si concretizzano con un nuovo scioglimento (seppur momentaneo) del Consiglio comunale.

I RECORD E L’ARRIVO DI UN ALTRO COMMISSARIO E a poco servono i record di presenze di Mascaro in Comune, assente solo di domenica e a ferragosto come lui stesso ha raccontato. Con l’arrivo del commissario Priolo è comunque costretto nuovamente a lasciare la poltrona da primo cittadino, per la terza volta dal 2017 e non si sa ancora per quanto. Già perché la data del ritorno alle urne ancora non è stata fissata ma il ritorno di Paolo Mascaro come sindaco di Lamezia Terme è certo. E sarebbe per la quarta volta in meno di sei anni, un record. Nel frattempo l’amministrazione si sta preparando a presentare il ricorso al Consiglio di Stato per ottenere la sospensiva, anche in vista del rinnovo dei consiglieri della Provincia di Catanzaro.

IL FUTURO Un arco temporale travagliato, forse anche troppo lungo per una città come Lamezia che ha urgente bisogno di rilanciarsi nel panorama economico e sociale calabrese ma che si ritrova, ancora una volta, affossata e soffocata da vicende politiche e giudiziarie, troppo spesso collegate fra loro. E le sorprese potrebbero non finire qua. Sulle sorti del sindaco Mascaro e del Comune di Lamezia pende ancora la sentenza della Cassazione sul ricorso che riguarda la richiesta di incandidabilità avanzata dal ministero e dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, dopo la camera di consiglio che si è tenuta ormai lo scorso 30 novembre. (redazione@corrierecal.it)

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