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Covid, muore Giuseppe De Vita, medico del 118 di Trebisacce. Il cordoglio di Fismu e Smi

Il primo medico della provincia di Cosenza a perdere la vita a causa del coronavirus. Il ricordo di Picarelli segretario della Fismu. Iemboli, del Sindacato medici italiani: «Ad una Regione che sta…

Pubblicato il: 16/01/2021 – 19:54
Covid, muore Giuseppe De Vita, medico del 118 di Trebisacce. Il cordoglio di Fismu e Smi

TREBISACCE E’ morto Giuseppe De Vita, il medico del 118 di Trebisacce, ricoverato per Covid dal 3 dicembre scorso. Era stato ricoverato prima nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Annunziata di Cosenza e poi nello stesso reparto del nosocomio di Catanzaro, dove si è spento la notte scorsa. De Vita aveva 63 anni ed è il primo medico della provincia di Cosenza a perdere la vita per il Coronavirus. Tanti gli attestati di stima nei suoi confronti da parte di colleghi e conoscenti.
«UNA GRANDE PERSONA» «La nostra comunità medica e sindacale non dimenticherà questa tragica perdita, un professionista generoso e impegnato nella difesa dei colleghi anche attraverso la nostra sigla sindacale al quale era iscritto. Ora noi prendiamo il suo testimone e continueremo le battaglie per la tutela dei medici, a partire da quelli appunto dell’emergenza-urgenza, da sempre tra i più esposti nella lotta contro l’epidemia, al lavoro spesso a ‘mani nude’ o con organizzazione e condizioni di sicurezza insufficienti e inadeguate». E’ quanto afferma Claudio Picarelli, segretario regionale della Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti-Fismu ricordando Giuseppe de Vita di 63 anni, medico del 118 di Trebisacce contagiato sul lavoro e deceduto dopo una lunga lotta contro il virus.
«Una grande persona, molto conosciuta e apprezzata – prosegue Picarelli – un professionista serio, un medico sempre in prima linea nel 118, un grave lutto per tutti i colleghi, per tutti gli operatori sanitari del servizio di emergenza-urgenza. Alla sua famiglia va il nostro pensiero, un abbraccio e la nostra solidarietà. La Regione, i Commissari, il Governo centrale non possono continuare a guardare dall’altro lato, permettendo lo smantellamento dei servizi sanitari, le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti e tragiche per i cittadini e per i medici. Basta vittime, basta camici bianchi morti».
«TUTELE PER I “CADUTI”» «Tutto il personale del 118 piange la scomparsa del suo medico. Se n’è andato mesto e silenzioso – è il ricordo di Sinibaldo Iemboli, delegato regionale Smi Calabria – dopo una vita fatta di lavoro e di sacrificio, di tentativi di alleviare le pene dei pazienti e di tentativi giornalieri di salvare vite umane. Se ne va l’esperienza, la comprensione il rispetto della propria professione. Giuseppe se ne va in un lenzuolo come Cristo nel sudario, senza una carezza, senza che nessuno che gli stringa la mano. L’Italia intera deve dire grazie e accompagnarti in quest’ultimo viaggio. Il Sindacato Medici Italiano esprime la sincera vicinanza e le condoglianze a tutta la famiglia. E chiede ad una Regione che sta distruggendo il servizio del 118, tutele e il doveroso rispetto nei confronti dei suoi “caduti”, nei confronti di coloro che ogni giorno onorano il giuramento che hanno prestato, anche a costo della propria vita»

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