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Crollo ad Amantea, s’indaga sulle cause – FOTO INEDITE

È in arrivo una squadra di rocciatori per valutare eventuali rischi di nuove frane. Le quaranta persone sfollate hanno trovato ospitalità da parenti ed amici. Altre in un albergo della zona. Si cerch…

Pubblicato il: 20/01/2021 – 12:45
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di Roberto De Santo AMANTEA Il giorno dopo il crollo nel cuore del centro storico di Amantea, c’è ancora tanta paura tra i residenti per eventuali nuovi smottamenti del costone dove nella tarda mattinata di martedì si è staccata una parte della parete rocciosa sfiorando miracolosamente due edifici e provocando la rottura della tubazione della condotta del metano e la fuoriuscita di gas nella zona. I lavori incessanti dei vigili del fuoco, dei tecnici dell’Italgas, dell’Enel e comunali, coordinati dal Centro operativo comunale (Coc) – già attivo per l’emergenza pandemica ed implementato con nuove funzioni dopo il crollo -, hanno permesso di mettere parzialmente in sicurezza l’area che si trova nella zona alta di Amantea a ridosso del quartiere Catocastro. Proprio per evitare rischi alla popolazione, la Triade commissariale – che regge il Comune dopo lo scioglimento per infiltrazione mafiosa – ha disposto ordinanze di sgombero che hanno interessato 5 edifici e complessivamente 14 nuclei familiari composti da 40 persone. Si tratta sia dei due immobili prospicenti l’area di frana sia quelli sottostanti la zona che potrebbero, nell’eventualità di nuovi cedimenti, essere interessati dal fenomeno. Le persone sgomberate sono state in parte ospitate in un albergo individuato sempre dai commissari prefettizi e altre presso abitazioni private di parenti ed amici degli “sfollati”. Un provvedimento cautelativo che, secondo quanto riferito dai commissari, dovrebbe essere revocato nei prossimi giorni – si parla di 4 o 5 – appena saranno ultimate le attività di totale messa in sicurezza dell’area. Subito dopo le famiglie, al momento allontanate da casa, potranno fare ritorno nelle proprie abitazioni. Intanto è stata ripristinata la fornitura della corrente elettrica interrotta a seguito del crollo, mentre nelle prossime ore dovrebbe essere riattivata la fornitura del gas, grazie ad un intervento di by pass – di circa 500 metri di conduttura messo in atto dai tecnici dell’Italgas – che dovrebbe così garantire il servizio alle utenze per il momento sprovviste. Anche se queste famiglie hanno provveduto autonomamente a garantirsi il servizio attraverso l’acquisto di alcune bombole di gpl. Sul posto si stanno muovendo anche i volontari di due associazioni attivate dalla Protezione civile regionale che stanno fornendo torri faro per illuminare la zona visto che il servizio di illuminazione pubblica è stato interrotto a seguito del crollo e della perdita del gas. Anche questo servizio, garantiscono i commissari, dovrebbe essere ripristinato in giornata. Inoltre fino a tarda serata, hanno lavorato il nucleo cinofilo dei vigili del fuoco che grazie all’impegno dei cani molecolari hanno sondato la zona per scongiurare l’ipotesi che qualcuno fosse rimasto sepolto sotto le macerie della frana. Anche se non erano arrivate alle autorità competenti segnalazioni di persone disperse ad Amantea. Un crollo che, stando ai primi rilievi effettuati dagli stessi vigili del fuoco, sarebbe da addebitare ad un fenomeno di infiltrazione climatica di una parete già soggetta a fratturazione fisiologica. Le piogge abbondantemente cadute nei giorni scorsi avrebbero compromesso definitivamente la situazione causano appunto la caduta del costone. Ma non è detto che possano emergere altre cause su quanto avvenuto.
Si ricorda che proprio questa zona era stata interessata dai lavori di ristrutturazione dell’antico complesso monastico di San Francesco di Paola che sovrasta l’area. Un’opera iniziata nei primi anni del Duemila – finanziata con risorse del Por Calabria 2000-2006 – e il cui primo lotto era stato completato nel 2008, recupero poi finito con l’inaugurazione del sito nel 2016. Proprio quel punto dove si è verificato il crollo (vedi foto) era stato utilizzato per realizzare un ponteggio per lo scarico del materiale del cantiere. Anche su questa vicenda i tecnici comunali stanno appurando eventuali nessi causali visto che al di sopra della zona che ha ceduto erano presenti alcuni tiranti. Segno che l’area fosse già soggetta a rischio frane. E non è escluso che sull’intera questione la Procura di Paola possa procedere autonomamente per appurare le esatte cause del crollo. C’è da registrare inoltre che a seguito di una specifica richiesta dell’ufficio tecnico comunale nelle prossime ore entreranno in azione i rocciatori di una ditta specializzata che dovrà valutare eventuali rischi di nuovi cedimenti. Saranno particolarmente attenzionati alcuni massi presenti sulla parete rocciosa – dove si è verificato il crollo – che destano preoccupazione negli esperti e nelle autorità locali. Solo al termine di tutte queste attività si potrà stabilire se la zona sia o meno sicura e potrà essere ripristinata la circolazione visto che il crollo ha interrotto anche via Indipendenza l’unica strada che collega questa zona al resto della città. Intanto una delegazione di cittadini si è recata al Comune per essere rassicurata sulla sicurezza dell’asilo nido che è presente nella parte bassa della città non lontano dall’area interessata al crollo. (r.desanto@corrierecal.it)
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